Le giovani stelle di Porpetto

La parola a Arianna Nember, Riccardo Mignozzetti, Valentino Curti e Maria Teresa Maccioni: i protagonisti del comparto Juniores all’edizione 2022 del tradizionale appuntamento friulano si raccontano

(di Massimiliano Naldoni)

 

C’è un aneddoto curioso relativo all’edizione 2021 del Gran Premio Internazionale Juniores di Porpetto che in certo modo anticipava il ruolo che avrebbe svolto Arianna Nember proprio un anno dopo. All’atleta bresciana venne assegnato infatti il dorsale numero uno e ironicamente i compagni di squadra della Lombardia ribattezzarono appropriatamente la bresciana di Lumezzane: Nember One. In questa torrida estate del 2022, però, Arianna quel primato se l’è conquistato validamente sul campo andando a svettare autorevolmente tra le Juniores dello Skeet. Promossa alla semifinale con il miglior punteggio di qualificazione (111/125), Nember ha poi gestito con sicurezza le fasi decisive della gara e si è aggiudicata la vittoria con 32/40 in un duello finale che l’ha vista contrapposta alla slovacca Michaela Duranova. Per l’atleta lombarda quella di Porpetto non è stata tuttavia una corsa trionfale senza passaggi difficili.

Arianna Nember

“C’è stata una partenza difficoltosa in questa gara – spiega Arianna Nember – perché alla prima serie ero molto agitata e questo stato d’animo mi ha reso molto rigida nei movimenti: ne è risultato un 20 al primo giro e di quel risultato non ero certamente soddisfatta. Ma volevo entrare in finale: era questo il compito che mi ero assegnata per questa prova. E infatti nelle altre due serie del primo giorno sono riuscita a rimettere in piedi la gara con un 24 e un 23. Devo molto ai suggerimenti del Commissario tecnico Sandro Bellini se dopo la brutta partenza sono riuscita a tornare competitiva.”

Arianna Nember

“Non guardo mai i risultati durante la gara – racconta ancora Arianna Nember – e quindi non so mai se ho sparato meglio o peggio delle altre atlete con cui gareggio. Vado a vedere soltanto al termine delle serie di selezione come sta andando la gara. È un’abitudine che ho sempre avuto e continuo a rispettarla. Il motivo è facile: mi agito facilmente se mi metto a fare troppi calcoli sulla mia prova. È vero che in finale mi agito ugualmente, anche se questa volta sono riuscita a gestirmi molto meglio. È merito probabilmente del lavoro che avevo compiuto alla Green Cup che ha rappresentato una bella prova generale per la gara di Porpetto. Adesso, però, è tempo di relax: un po’ di montagna e un po’ di mare e poi si tornerà in pedana per l’Emir Cup!”

Chi invece non ha potuto utilizzare il test della Green Cup per aggiustare il tiro in vista di Porpetto è Riccardo Mignozzetti che sulle pedane udinesi è stato il protagonista della gara degli Juniores di Skeet.

Riccardo Mignozzetti

“A Umbriaverde ero partito benissimo – racconta l’atleta umbro di Cannaiola di Trevi – con 73/75 nella prima giornata. Poi, subito dopo le tre serie sono stato assalito da un attacco di febbre e ho dovuto abbandonare la gara e poiché sono stato sotto osservazione non ho potuto partecipare neppure al Mixed Team. Ho fatto tutti i test e si è risolto tutto senza conseguenze, ma la gara è andata persa. Per quel motivo a Porpetto sono partito con grande determinazione. Anzi, forse con troppa determinazione, perché un po’ per tutta la prova è stata perfino la troppa concentrazione a risultare un ostacolo. Ho concluso la qualificazione con 116 e al primo giro della semifinale si è fatto sentire quel mio desiderio di far bene a tutti i costi: infatti ho messo addirittura due zeri subito alla pedana 3. Quell’eccesso di concentrazione, quella volontà di fare il risultato questa volta poteva anche costarmi davvero caro. Poi però sono riuscito a riprendere possesso di me stesso e della mia gara.”

Riccardo Mignozzetti

Valentino Curti, che ha conquistato brillantemente la vittoria tra gli Juniores della Fossa Olimpica controllando nei fatti la gara friulana in tutte le sue fasi, propone invece un approccio agonistico decisamente più soft di quello suggerito dal suo conterraneo dello Skeet.

Valentino Curti

“Sono davvero molto contento non soltanto ovviamente del responso di questa gara – spiega il ventenne di Perugia – ma anche del modo in cui sono riuscito a costruire il punteggio e la prova in semifinale e in finale. Per me una gara è una paziente costruzione piattello per piattello: è piano piano, momento per momento che si ottiene il risultato, non certo imponendosi fin dall’inizio il punto di arrivo.”

Del resto anche sull’attuale tipologia di finale, Valentino Curti ha elaborato una posizione singolare.

“Sento spesso manifestazioni di insoddisfazione per lo stacco che con l’attuale formula si verifica tra la semifinale e la finale, però a mio parere non ha senso parlare di interruzione: la semifinale è nei fatti una serie di venticinque piattelli come quelle di qualificazione. E anche per la semifinale e per la finale adotto lo stesso criterio che applico in tutte le fasi della gara: cerco di viverle tranquillamente e di nuovo piattello per piattello.”

“Relativamente alla finale – dice ancora Valentino Curti che ammette di non pensare in questo momento al suo 2023 da “grande” fuori dal Settore Giovanile, ma preferisce vivere in tutta la sua bellezza le ultime fasi del suo status di under 20 – posso effettivamente ammettere che comporti uno sforzo maggiore: del resto anche io a Porpetto in finale sono arrivato ai 25 piattelli senza errori, ma poi è subentrata certamente una dose di stanchezza a complicare la situazione nell’ultimissima fase. Oltre al fatto che in finale mi sono confrontato con colleghi fortissimi. Questa finale però a mio avviso rappresenta sempre una formula interessante: innanzitutto dà l’opportunità di disputare la fase decisiva della gara a due persone in più rispetto alla formula precedente e poi è certamente particolare ed esalta le capacità delle atlete e degli atleti.”

Ha vissuto invece la gara di Porpetto con un susseguirsi di emozioni diversissime Maria Teresa Maccioni che si è imposta in maniera netta tra le Juniores del Trap.

Maria Teresa Maccioni

“Sono abbastanza contenta, anzi: molto, – precisa l’atleta sassarese: nata a Olbia e residente a Budoni – ma che sofferenza! In qualche caso quei piattelli sembravano addirittura imprendibili. Dalla seconda sereie sono uscita con un 20 e in quel caso non posso che addossare la colpa alla mia testolina che non ha saputo gestire il momento. Ho vissuto un passaggio di completa deconcentrazione: me lo ha confermato anche il Commissario tecnico Di Spigno a cui ho confidato tutti i miei dubbi appena uscita di pedana.”

“All’ultima serie di qualificazione si è riproposto lo stesso problema e infatti il risultato è stato un 19. Ero letteralmente disperata perché temevo davvero di aver fatto un danno con il punteggio della quinta serie e di non essere riuscita e qualificarmi per la semifinale. Poi ho visto che ero quinta e allora ho detto: basta, siamo in semifinale, ci rimettiamo in riga e ripartiamo!”

Maria Teresa Maccioni

“L’obbiettivo era il podio – racconta Maria Teresa Maccioni che immediatamente dopo il successo di Porpetto ha ricevuto telefonicamente i complimenti entusiastici del Consigliere federale Antonello Campus e della Presidente del Tav Mores Giovanna Tola – e quindi volevo assolutamente il secondo o il terzo posto in questa gara. Sono sinceramente molto soddisfatta anche di tutta questa stagione: ho raggiunto molte volte il podio ed era il traguardo che mi ero imposta fino dall’inizio dell’anno. È vero che l’impegno che sto mettendo in questa mia attività sportiva è già un risultato eccezionale, ma se quel risultato lo si completa con le medaglie, è certamente meglio!”

Maria Teresa Giorgia Maccioni, per le amiche e gli amici: semplicemente “Tere”, è una ragazza con una grande passione per lo sport in generale, tant’è che anche in questa estate sulle spiagge della sua Sardegna l’atleta sassarese praticherà il beach volley.

“È l’attività ideale per eliminare il carico di concentrazione che invece mi serve in pedana. Il beach volley è tutta azione: zero concentrazione. In pratica: l’opposto del tiro a volo.”

Ma l’estate 2022 ha portato anche una importante svolta nei gusti musicali di “Tere” Maccioni che – lo sanno bene i suoi fans – nella vita avrebbe voluto in realtà fare la batterista di una band metal.

“Effettivamente in questo momento mi appassionano il reggaeton e il latino in generale, però attenzione: nelle finali del tiro a volo resto sempre una metallara!”