La Contea è d’oro e d’argento

Adriano Avveduto, direttore tecnico e atleta delle squadre del sodalizio di Modica, parla della straordinaria prova del team all’intersocietario invernale di Trap di Quarta categoria

(di Massimiliano Naldoni)

Il sogno si è tradotto in realtà per la Polisportiva La Contea: al Campionato italiano invernale delle Società di Fossa Olimpica il club siciliano con le sue due squadre ha infatti centrato il primo e il secondo posto in Quarta categoria. Come avviene spesso, il direttore tecnico Adriano Avveduto era impegnato anche nel ruolo di atleta ed è stata proprio La Contea 2 – che vedeva schierato il dirigente di Modica insieme a Francesco Mozzicato, Maurizio Annaloro, Francesco Pollicino, Gaetano Alessandro Piazza e Emanuele Antonio Giudice – a conquistare il titolo tricolore in palio sulle pedane pugliesi del Tav Antonio Caramia. Il punteggio di 488/600 ha decretato la vittoria della Contea 2 per sette piattelli sulla Contea 1 che nell’occasione schierava nomi illustri addirittura a livello internazionale: Giuseppe Fiume, Vincenzo Triscari, Giuseppe Centonze, Francesco Idone, Stefano Covato (rilevato da Angelo Licciardello) e Daniele Castiglia. Proprio al mister Adriano Avveduto abbiamo chiesto di trasmetterci le impressioni di quell’impresa straordinaria.

Coach Avveduto, La Contea è una Società abituata alla vittoria, ma forse questo doppio successo è addirittura al di là delle più rosee previsioni?

Sono totalmente sincero rispondendo di no: nel senso che perfino alla dirigenza e ai ragazzi avevo dichiarato che stavamo allestendo due squadre che erano entrambe attrezzate per ambire al podio. Certo, da qui a dire che saremmo stati primi e secondi, ce ne vuole! Ma, ad esempio, pensavo con molta sicurezza che una delle due squadre avrebbe potuto vincere: e parlo fra l’altro della squadra che è arrivata seconda. Avevo inserito in quella squadra gli atleti più giovani di Prima categoria: Vincenzo Triscari, Giuseppe Fiume e Francesco Idone. Ma avevo chiamato per quella squadra anche i migliori tre atleti di Seconda categoria. Anzi, diciamo pure i migliori quattro perché Angelo Licciardello, il ragazzo di sedici anni che avevo designato come riserva, ha esordito e si è rivelato molto forte. Apro volentieri una parentesi a proposito di questo ragazzo: Angelo Licciardello, campione italiano degli Esordienti, terzo classificato recentemente all’Uno d’Oro, a sedici anni è già Junior. Abbiamo deciso di buttarlo nella mischia nella Contea 1: dopo la prima serie Licciardello ha infatti sostituito Covato. Del resto Angelo aveva sparato molto bene in allenamento, ma è stato bravissimo anche in gara a conservare la media del 20, considerando la pressione del debutto e le condizioni ambientali generali che ha dovuto affrontare. Tornando al profilo generale delle due formazioni, la seconda squadra, che era quella in cui militavo anche io, era probabilmente ad un livello leggermente inferiore rispetto all’altra, ma poteva comunque ambire al podio, quindi diciamo che la mia previsione della vigilia era quella di centrare il primo e il terzo posto. Poi, in corsa, come si è visto, i valori in campo si sono ribaltati e adesso posso dire che il conseguimento del primo e del secondo posto rappresentano davvero una pagina di storia per il nostro club e in generale per gli annali delle gare di Società. Lasciatemi dire che sono strafelice di questo risultato. Fra l’altro a qualcuno sembrerà che la trasferta al Tav Caramia sia stata per noi poco più che una gita appena fuori porta, ma si è trattato di novecento chilometri e di quasi dieci ore di macchina. E non è davvero facile coordinare una squadra di quattordici atleti in una trasferta di questo genere.

In una gara che si è rivelata tecnicamente difficile, quel 132/150 con cui La Contea 2, nella seconda serie, ha impresso lo slancio determinante nella corsa verso la vetta, è stato anche il punteggio più alto in assoluto.

Sì, effettivamente in una gara in cui nessun’altra squadra è riuscita a superare il 130, noi abbiamo fatto un 132 che a metà gara ci ha proiettato prepotentemente al comando. Però vorrei far notare che anche la prima serie, quella del 126, non era stata male perché ci aveva collocato provvisoriamente al secondo posto. Ma è stata poi certamente anche la terza serie a farci conservare il primato, perché il 121 che abbiamo totalizzato è stato il miglior risultato conseguito sul quarto campo da tutte le squadre in gara al Tav Caramia: in parallelo, infatti, i punteggi delle altre formazioni, anche le più accreditate come Cantile, Pezzaioli, Poggio dei Castagni, in quella serie sono andati giù a precipizio. Devo dire che non ho mai vissuto prima una gara così difficile per le condizioni climatiche, per il vento e il freddo e anche per i lanci davvero molto impegnativi. Questa volta ho visto atleti forti, perfino di Eccellenza, costretti a punteggi come il 15 o il 16. D’altronde ai miei ragazzi avevo detto che in questa gara avrebbe vinto non chi ne avrebbe colpiti di più, ma chi ne avrebbe sbagliati di meno. Che a prima vista sembra perfino un paradossale gioco di parole, ma invece descrive perfettamente quella situazione tecnica che abbiamo vissuto.

Le due squadre della Contea sul podio del Campionato italiano invernale di Trap di quarta categoria

Qual è stato il momento autenticamente più difficile di tutta la gara?

Certamente l’ultima serie in cui effettivamente tutti abbiamo sofferto. Negli ultimi sei o sette piattelli di quella serie c’è stata una vera catastrofe. Io impongo sempre ai ragazzi di non guardare la classifica, ma chiaramente si era capito, entrando in pedana, che noi eravamo messi bene per vincere. In situazioni del genere occorre stare calmi e invece nella parte finale della serie è subentrata un’accelerazione da parte di tutti gli atleti. Anche tiratori di esperienza hanno iniziato a correre per portare presto a conclusione la serie, ma in quel modo stavamo rischiando di mandare tutto a monte. Poi in realtà le condizioni generali si sono rivelate talmente difficili che siamo perfino riusciti a incrementare il vantaggio. In quel caso, la squadra in cui ero impegnato direttamente, La Contea 2, ha sparato prima della squadra 1 e quindi in quel momento la prospettiva realistica di veder realizzato il sogno del primo e del secondo posto ha rappresentato un’emozione indescrivibile.

Concorda che le gare di Società stanno vivendo ormai da tempo una stagione di grande effervescenza?

È bello constatare che le gare di Società stanno diventando le competizioni più ambite. Ci sono atleti che si preparano per tempo e accuratamente proprio per questi appuntamenti. E inoltre, sì, questa tornata invernale di gare dedicate alle Società ha confermato la forte capacità attrattiva nei confronti dei praticanti di ogni area d’Italia e di ogni livello agonistico. E non posso certo trascurare il fatto che la Sicilia in questa occasione ha mancato per un soffio il quattro su quattro, perché come noi anche Ramacca in Terza categoria ha vinto, ma Castanea, in Prima categoria, ha conquistato l’argento a tre piattelli dalla prima e anche Torretta è arrivata a un passo dalla vittoria in Seconda categoria. Sarebbe stato un risultato assolutamente storico, ma in ogni caso la conquista di cinque medaglie su dodici, con due vittorie, nel panorama nazionale ci pone senz’altro come la regione più forte: da dirigente sono veramente fiero di poterlo affermare ed è una soddisfazione che in questi dieci giorni trascorsi dall’invernale delle Società abbiamo ribadito congiuntamente anche con il Delegato Fitav Michele Sollami. È del resto più che certo che l’organizzazione, i successi e lo stile della Contea, in questi anni ha spinto tutto il panorama regionale a migliorarsi. Ecco che appunto sono poi maturate le vittoria a livello nazionale di Torretta, di Ramacca, di San Demetrio.

Possiamo immaginare che il sogno prosegua sulla strada della Coppa dei Campioni..?

È un pensiero che avevamo fatto da tempo e credo che quest’anno avremo la possibilità di presentare una squadra ben attrezzata. Non nego che, specialmente dopo questo doppio successo, la preparazione di quella prova ha acquistato consistenza. C’è la volontà di fare una preparazione scrupolosa. Certamente la Coppa dei campioni di Fossa Olimpica è una gara molto difficile in cui ci si confronta veramente con il massimo livello dell’agonismo italiano, però vorremmo davvero provare a giocarcela. E quindi il sogno continua…