Lorenzo Ferrari: la costanza e la determinazione
L’atleta delle Fiamme Oro conquista con tenace gradualità la vittoria tra gli Eccellenza al terzo Gran Premio Fitav di Fossa Olimpica
(di Massimiliano Naldoni)
È Lorenzo Ferrari ad aggiudicarsi la vittoria tra gli Eccellenza al Gran Premio Fitav di Fossa Olimpica al Tav Roma. Il 119/125 che l’atleta bresciano delle Fiamme Oro totalizza in qualificazione non è sufficiente per spedire subito il suo autore in finale e allora Lorenzo Ferrari mette in campo la sua ferrea disciplina di combattente e scala posizioni con uno shoot-off da gladiatore. Anche nelle prime battute della finale si affaccia qualche incertezza, ma il ventiseienne di Provaglio d’Iseo trova la soluzione gareggiando ai limiti della perfezione negli step immediatamente successivi: conclude con 27/30 a pari punteggio con Mauro De Filippis e svetta sul collega della Polizia di Stato in uno shoot-off fulmineo.
Lorenzo, concordi che è stata la tua consueta determinazione a dare l’impronta alla finale del Gran Premio?
La finale deve essere sempre il primo obiettivo, perché non è soltanto il momento più importante della gara, ma è anche quello che devi gestire meglio. Prendiamo, ad esempio, il mio 8/10 del primo step. Quel punteggio è molto pericoloso perché ti dice che hai già speso tutti i possibili zeri in quella prima fase. Infatti, al termine dei primi dieci piattelli ero perfettamente consapevole di non poter fare più nessun altro errore.
Fra l’altro hai conquistato la finale con uno shoot-off difficilissimo.
Sì, perché il dorsale diventa un altro traguardo fondamentale. Infatti lo shoot-off per il dorsale deve essere interpretato come un altro momento importantissimo della gara: ottenere un dorsale più alto equivale praticamente ad aggiudicarsi subito un piattello in più. Per quel motivo ho lottato strenuamente in shoot-off. Ho dovuto fare uno spareggio di quattordici piattelli: praticamente una mezza finale prima ancora di entrare in finale.
Con quale atteggiamento ti poni nei confronti dell’attuale finale?
Io sono stato un tiratore di Double Trap nelle primissime fasi della mia carriera e quell’esperienza adesso si rivela molto utile. Quella del Double Trap per me era una tecnica consolidata in cui, ad esempio, si faceva grande attenzione ai riferimenti visivi dello sfondo. Con un impianto perfetto e con sfondi uniformi come nel caso del Tav Roma, recuperare quella tecnica è molto efficace anche nella Fossa Olimpica.
Lorenzo, in questo Gran Premio nelle tue serie di qualificazione ci sono molti 24 ma neppure un 25: come lo interpreti?
Secondo me sulla distanza è sempre premiata la costanza, quindi la regolarità di punteggio è da leggere sempre come positiva. E poi, diciamocela tutta, è difficile fare cinque 25, ma è molto difficile anche fare cinque 24. Questo, per dire che occorre valutare i punteggi con uno sguardo sempre libero da schemi.
Come hai affrontato lo shoot-off con Mauro De Filippis per la vittoria in questo Gran Premio?
Come qualunque altro shoot-off. Perché, come ho detto prima, lo shoot-off è un momento molto importante in ogni fase della gara. Nel caso di quello che ha deciso le sorti di questo Gran Premio, ho proposto semplicemente una fotocopia di tante altre situazioni di quel tipo. Quando fai uno shoot-off per una medaglia d’oro, devi essere pragmatico: non è davvero il momento per far viaggiare troppo la fantasia.




