Giovanissimevolmente: Giacomo Emili, Davide Ferrandi e Leonardo Mallia

Criterium e Campionato italiano: sono questi gli obiettivi dei tre atleti delle Giovani Speranze del Trap che hanno svettato nei Gran Premi del Settore Giovanile

(di Massimiliano Naldoni)

La rotta è segnata con precisione per i tre atleti delle Giovani Speranze della Fossa Olimpica che hanno conseguito la vittoria nei tre Gran Premi del Settore Giovanile della primavera: è un percorso che prevede la navigazione a vele spiegate verso il Criterium, in programma il 2 agosto al Concaverde, per poi procedere al graduale avvicinamento al Campionato italiano di Roma che costituirà il vero esame di maturità agonistica. Alla Gioiese, nel mese di aprile, era stato Giacomo Emili (nell’immagine di copertina) a cogliere una brillante vittoria con 113/125 in qualificazione e con un superbo 25/25 in finale. Poi, però, il quindicenne atleta di Giano dell’Umbria – allievo di Franco Felici con suggeritori d’eccezione del calibro di Fabrizio Satolli e Mirco Cenci – nei due Gran Premi successivi non era riuscito a ripetere l’exploit pugliese. Al Gran Premio di Umbriaverde era stato invece Davide Ferrandi a sottoscrivere una luminosa vittoria: il quindicenne bergamasco di Brembate, che veste la maglia del Concaverde, sulle pedane di Todi era stao autore di 108/125 in qualificazione e di 22/25 in finale. Un vero capolavoro lo ha poi realizzato Leonardo Mallia al Gran Premio di Cieli Aperti: l’atleta della scuderia del Tav Mira si è qualificato alla finale con 118/125 (centrando dunque ampiamente la promozione al rango di Junior nella stagione 2027) e ha perfezionato il suo primato con un luminoso 25/25 in finale che ha collocato l’atleta veneziano al vertice del podio delle Giovani Speranze davanti a Davide Ferrandi e a Edoardo Arnetoli. Abbiamo sottoposto allora i tre protagonisti dei Gran Premi del Settore Giovanile – Giacomo Emili, Davide Ferrandi e Leonardo Mallia – a un fuoco di fila di domande per indagare come avverrà il loro avvicinamento agli appuntamenti top della stagione.

Giacomo Emili

Giacomo, sei stato autore di una bellissima prova al Gran Premio della Gioiese. Successivamente, però, c’è stata una flessione di rendimento: come lo spieghi?

In questi mesi ho modificato alcuni aspetti nel mio movimento in pedana: avevo sviluppato la tendenza a sbracciare in alcuni lanci, specialmente i destri, e infatti sto imparando a muovermi con una rotazione maggiore del busto per evitare quell’inconveniente. Ovviamente, sui punteggi di questi mesi è andato a incidere appunto quell’errore di movimento che sto progressivamente correggendo.

Con quale ritmo ti stai allenando attualmente e come ti stai avvicinando alle gare importanti della stagione?

Mi alleno due o tre volte alla settimana. Ma non sono sedute intense: soltanto due o tre serie per volta. E naturalmente qualche serie a un colpo in vista delle finali. Parteciperò al Criterium con la precisa intenzione di passare di categoria: sarebbe davvero bello poter essere Junior nella prossima stagione. L’obiettivo per il Criterium è quindi il 70/75 che mi permetterebbe di compiere il passaggio di categoria. Per il Campionato italiano, invece, il traguardo è vincere il titolo. Ma occorre arrivarci con la testa giusta. Con quell’atteggiamento che ti impone di considerare che in realtà ogni piattello è una gara.

Nel progetto Beretta Next Gen stai lavorando a stretto contatto con Giovanni Pellielo: che genere di emozione produce avere un maestro di quella levatura?

Il nostro gruppo ha già fatto due raduni con Giovanni Pellielo e ne faremo un altro a Roma proprio subito prima del Campionato italiano. Lavorare con Pellielo è in assoluto la più grande soddisfazione che ho ricevuto in questi anni. È proprio con Pellielo che ho iniziato a intervenire sulla mia posizione in pedana e sul movimento e quindi i miglioramenti tecnici che sto raggiungendo portano proprio la firma di un campionissimo della storia del tiro a volo.

Davide Ferrandi

Davide, che cosa ha rappresentato la vittoria al Gran Premio di Umbriaverde?

Mi ricordo perfettamente che in una intervista dello scorso inverno avevo espresso il desiderio di raggiungere l‘oro in uno dei Gran Premi e adesso ce l’ho fatta. Ho vinto il secondo Gran Premio in Umbria e ho centrato l’argento a Cieli Aperti. Non mi aspettavo davvero di riuscire a salire sul podio per due volte di fila. Perciò sono davvero molto soddisfatto di quello che è avvenuto in queste ultime settimane.

Sei soddisfatto anche sotto il profilo tecnico?

Sono certamente contento anche dei punteggi. Un solo piccolo rammarico: purtroppo, con il 114 di Cieli Aperti,  per un solo piattello non ho centrato il passaggio alla qualifica Junior. Ma so che è stato il destino che mi ha detto che non ero ancora pronto per raggiungere quel livello e che devo migliorare. Ma comunque mi posso dire molto soddisfatto: a Cieli Aperti c’è stato anche un bel 25 alla terza serie. Sì, ammetto che nella seconda giornata avrei potuto fare qualcosa di più: mi sono concentrato sul pensiero che dovevo rispettare un punteggio alto per centrare appunto il passaggio alla qualifica superiore e quello mi ha penalizzato. Ma ci sono appunto anche due belle finali: un 22 a Umbriaverde e un 21 a Cieli.

Che scaletta di allenamento rispetti?

Non mi alleno mai a un colpo. Simulo semmai qualche shoot-off. In allenamento sparo invece essenzialmente la serie di gara. Non faccio un allenamento specifico per la finale perché nelle finali sono concentratissimo. Nella testa riesco a fare il vuoto assoluto: davanti a me c’è il piattello e basta. E poi c’è il fatto che uso molto la prima canna in gara. In ogni serie le seconde canne sono mediamente tre o quattro soltanto. È vero però che a Cieli Aperti sentivo il carico di responsabilità sulla schiena per la vittoria nel Gran Premio precedente. Anzi, a proposito: rinnovo volentieri i miei complimenti a Leonardo Mallia che è stato fenomenale a fare 25 in finale con un colpo!

Guardando l’orizzonte, dove si posa il tuo sguardo?

Sul Criterium e sul Campionato italiano. Per il Criterium l’obiettivo è salire sul podio con un un punteggio che corrisponda alla mia media. O magari anche qualcosa di più, perché la media deve sempre alzarsi: c’è sempre qualcosa da migliorare. Oggi posso dire certamente di avere molta più confidenza rispetto a un anno fa.  L’anno scorso, ad esempio, al Campionato italiano mi sono fatto prendere dall’agitazione. Sono arrivato un po’ scarico a quella gara: non avevo distribuito bene il carico di lavoro e quest’anno non voglio ripetere quell’errore.

Leonardo Mallia al vertice del podio delle Giovani Speranze a Cieli Aperti davanti a Davide Ferrandi e a Edoardo Arnetoli

Leonardo Mallia

Leonardo, il risultato con cui hai vinto il terzo Gran Premio del Settore Giovanile è, come si dice in questi casi, davvero tanta roba…

Sì, è davvero tanto quello che sono riuscito a fare rispetto a quello che invece pensavo l’inverno scorso. Ad esempio: il 25/25 nella serie finale a un colpo come sono riuscito a fare a Cieli Aperti. Non avrei mai pensato cinque mesi fa di poter fare un risultato del genere. Soprattutto anche dopo un 118 in qualificazione.

A Umbriaverde hai fatto invece una gara strana.

Sì, in finale sono andato un po’ in confusione perché volevo vincere quella gara e quando si affronta una serie in quel modo, si rischia di non essere nel pieno controllo. Poi avevo anche centrato il passaggio alla qualifica Junior per il punteggio della qualificazione e quindi forse ero un po’ appagato per quel traguardo. Ma ho conquistato il bronzo e il podio è sempre un buon piazzamento. Fra l’altro il primo giorno ho fatto due 25: nella terza serie invece non sono andato oltre il 20. Ripensandoci, ho capito che non avevo affrontato quella serie con le energie giuste: nel senso che non mi ero alimentato correttamente. Il secondo giorno ho iniziato con un 22. A quel punto sapevo che nell’ultima serie avrei dovuto fare almeno 23 per passare Junior. Mi sono impegnato al massimo e sono arrivato pieno al ventitreesimo: in quel momento mi sono voltato verso Luigi Pegoraro che mi stava seguendo fuori dalla pedana e con lo sguardo Luigi mi ha confermato che avevamo raggiunto quel traguardo. Poi sono riuscito a fare 25 e non ci credevo neppure. Tre 25 in una gara è stato un risultato incredibile! A Cieli Aperti ho fatto una gara molto più regolare con tre 24 e due 23. Mi sentivo sicuro e sapevo di essermi allenato bene a un colpo per la finale. Con il mio istruttore Carlo Alberto Zandomeneghi facciamo molte serie a un colpo in allenamento: a volte perfino tre serie di seguito. In queste settimane però mi sto concentrando sulla serie a due colpi perché il prossimo appuntamento è il Criterium.

Ti pesa un po’ il ruolo di favorito che ti attribuiscono i risultati di questi mesi?

So che devo affrontare tutte le gare con tranquillità, perché se mi agito anche solo un attimo, il risultato può risentirne. Carlo Zandomeneghi insiste molto anche sull’allenamento fisico per combattere lo stato d’ansia. Prima ero un po’ pigro: lo ammetto. Ora invece mi alleno costantemente e cerco di attrezzarmi anche a sconfiggere quell’apprensione che assale chiunque sia il favorito in una gara.