Ramacca: l’armonia e la volontà

Il Presidente Adolfo Venezia descrive il successo del club catanese tra i sodalizi di Terza categoria al Campionato invernale delle Società di Fossa Olimpica

(di Massimiliano Naldoni)

È una prova da autentico manuale del tiro a volo quella che ha permesso al Tav Ramacca di conquistare lo scudetto tricolore dei sodalizi di Terza categoria al Campionato italiano invernale delle Società di Fossa Olimpica. Sulle pedane abruzzesi del Tav Sant’Uberto gli atleti del Presidente Adolfo Venezia (nella foto di copertina con la squadra) hanno confezionato una prestazione caratterizzata da grande armonia e perfetta regolarità: il 137/150 della prima serie è stato infatti fotocopiato anche al secondo e al quarto round e il 138 della terza frazione ha ulteriormente consolidato il vantaggio del club catanese nei confronti delle altre diciotto formazioni in lizza. Con 549/600 il Tav Ramacca ha letteralmente dominato precedendo di dodici lunghezze il Tav Le Dune e di diciotto i conterranei del Tav San Demetrio. Per il Presidente Adolfo Venezia si tratta del primo successo rotondo in ambito nazionale: un traguardo conseguito principalmente grazie alla compattezza della formazione che per l’occasione schierava i Prima categoria Gaetano Licciardello, Mirko Alfio Licciardello e Raffaello Grassi, il Seconda Gioacchino Giunta e i Terza Maurizio Gagliano e Casimiro Grassi.

Gaetano Licciardello

Presidente Venezia, che emozioni le ha trasmesso questa brillante vittoria del suo team?

È innanzitutto una vittoria che la nostra Società ha meritato pienamente e che dedico proprio ai ragazzi della squadra e alla nostra collettività di appassionati. Anche in questa circostanza abbiamo profuso tutta la nostra energia, affrontando con piacere anche le dieci ore di auto necessarie per raggiungere la sede di gara. Non posso che replicare all’infinito la mia gratitudine a questo gruppo per il risultato conseguito. Ma questo successo mi ha anche confermato nell’idea che il tiro a volo è sport che contamina: sì, mi piace addirittura utilizzare un verbo che ha spesso un connotato non proprio positivo per descrivere invece quel moto di propagazione potente e inarrestabile che ha letteralmente travolto la nostra collettività societaria.

Mirko Licciardello

Il Tav Ramacca guarda fra l’altro con molta convinzione alla promozione della pratica di pedana.

Sì, in parallelo al lavoro di consolidamento tecnico della squadra che abbiamo compiuto in queste stagioni e che si è concretizzato nella bella vittoria dello scorso weekend, da tempo abbiamo inaugurato un progetto di reclutamento di ragazzi con una serie di agevolazioni per creare un vivaio al Tav Ramacca. Perché non dobbiamo pensare soltanto alla vittoria recente che naturalmente ci inorgoglisce, ci dona un blasone importante e nell’immediato ci proietta piacevolmente agli onori della cronaca, ma occorre guardare al futuro meno immediato e quindi profondere energie e risorse, e quindi fare anche sacrifici, per costruire nuove generazioni di tiratori e di atleti. Recentemente quindici studenti si sono avvicinati al tiro a volo grazie alla collaborazione che abbiamo stabilito con la professoressa Concetta Centamore, dirigente scolastica dell’Istituto Gioacchino Russo di Paternò. In quell’istituto si è compreso quanto il tiro a volo sia uno sport di grande positività e soprattutto una pratica che educa e responsabilizza. Questi quindici futuri tiratori sono affidati alla competenza tecnica dei nostri valenti istruttori Orazio Finocchiaro e Maurizio D’Amico. Altri otto ragazzi peraltro appartengono già stabilmente al settore giovanile del Tav Ramacca e di loro Mirko Licciardello, uno degli artefici della recete vittoria, è la bandiera del gruppo. Oggi il Tav Ramacca, con 125 tesserati, è una delle realtà più numerose del panorama siciliano, ma è mia intenzione far aumentare il numero dei tesserati proprio per promuovere massicciamente l’attività tiravolistica.

Raffaello Grassi

Tornando al Campionato delle Società, immaginava che la sua squadra potesse rispettare questo livello così regolare?

Rispondo convintamente: sì! Abbiamo lavorato duramente in queste settimane proprio per raggiungere un livello di piena regolarità. La squadra si è allenata a lungo sulle nostre pedane anche per conseguire quella collegialità che consente ad un gruppo di procedere davvero all’unisono. Con molto piacere, poi, sono tornato a seguire personalmente la squadra nelle trasferte dopo che per un periodo avevo osservato a distanza le imprese dei miei atleti e questa volta ho potuto constatare dal vivo quanta coesione ci sia nel gruppo: ed è del resto l’ingrediente che ha contribuito sicuramente a farci conseguire questa vittoria. D’altronde, non voglio essere presuntuoso e immaginare che la mia presenza abbia  aggiunto un elemento determinante per la vittoria, però sono certo che qua e là una parola o uno sguardo di approvazione del Presidente abbiano svolto il loro ruolo. Peraltro, non avrei potuto far molto di più e certamente non avrei potuto svolgere un ruolo squisitamente tecnico e agonistico nella squadra, perché pur essendo un grande appassionato di questo sport, io non sono nei fatti un praticante. Da imprenditore mi sono avvicinato casualmente alla disciplina e con il tempo sono divenuto un esperto di tecnica di tiro e di gestione della squadra, pur senza misurarmi in campo. Ma sono certamente da sempre il primo e il più acceso tifoso della nostra scuderia.

Gioacchino Giunta

Presidente Venezia, quanto lavoro esattamente c’è a monte di questa affermazione?

La squadra è stata costituita nell’arco di quattro anni, perché non è per niente facile costruire un gruppo. L’abbiamo delineata con gradualità, andando a individuare pazientemente i talenti più brillanti. Attraverso l’amicizia e il coinvolgimento di atleti di diverse generazioni, come avviene ad esempio per la famiglia Licciardello e per la famiglia Grassi, si è creata progressivamente la forza della squadra. Però, ribadisco che limitare le prerogative di questo gruppo al solo concetto di squadra è restrittivo perché si tratta di un collettivo di persone che ha sviluppato una collegialità che va ben oltre la passione comune per lo stesso sport e ben oltre la forte coesione tecnica in campo. Siamo di fatto una grande famiglia di appassionati ed è indiscutibilmente questa atmosfera che ci ha permesso di vincere.

Casimiro Grassi

Maurizio Gagliano