Giovanissimevolmente d’agosto: Martina Chiericati, Ilaria Bagnato e Giovanna Bressan
Tre Allieve determinatissime hanno popolato il podio della qualifica nella Fossa Olimpica al Criterium di Lonato: ma all’orizzonte, ben delineato, si staglia già il Campionato italiano di Roma
(di Massimiliano Naldoni)
Quelli di Martina Chiericati, Ilaria Bagnato e Giovanna Bressan sono nomi già noti a coloro che hanno seguito con attenzione l’evoluzione recente del Settore Giovanile del tiro a volo, ma la conquista dei posti di preminenza in un confronto prestigioso come il Criterium nazionale di Lonato ha convinto le tre Allieve del Trap, che all’appuntamento del primo weekend di agosto hanno appunto monopolizzato in quell’ordine il podio della loro qualifica, che le ambizioni nutrite erano ampiamente legittime e che quelle stesse aspirazioni possono anche proiettare il loro effetto sull’imminente Campionato italiano di Roma. Per Martina Chiericati l’affermazione al Criterium, con tre 21 fotocopiati che hanno laureato la veronese di Povegliano con 63/75, ha rappresentato l’autentico battesimo dell’oro. L’emozione del podio la diciottenne allieva di Sara Fanciullacci l’aveva già sperimentata con il terzo posto al Gran Premio del Settore a Cieli Aperti, ma la prima vittoria in carriera può davvero costituire una molla prodigiosa in grado di far compiere il definitivo salto di qualità all’atleta della scuderia del Concaverde.
È una medaglia di indiscutibile importanza anche quella d’argento che Ilaria Bagnato ha conquistato a Lonato con 62/75. La diciottenne atleta reggina di Varapodio per anni ha praticato il nuoto agonistico, ma da quando ha deciso di dirigere le sue energie in direzione della Fossa Olimpica, trasformando l’attività in vasca in un hobby di appoggio alla regolare preparazione atletica in palestra, i risultati sono rapidamente cresciuti. Anche per l’allieva di Emanuele Bernasconi, che svolge la preparazione nelle settimanali sedute di allenamento al Tav La Tranquilla e al Tav Torretta Ardore, il Criterium di Lonato è stato un test importante per provare a inseguire il grande sogno alla gara tricolore di settembre.
È un terzo posto conquistato con carattere anche quello guadagnato da Giovanna Bressan (60/75) su quelle pedane gardesane in cui l’atleta mantovana di Rivalta sul Mincio segue le lezioni dell’istruttrice Zdenka Ratek. La diciassettenne della scuderia del Concaverde aveva debuttato un anno fa nell’agonismo proprio al Criterium e il vistoso incremento tecnico dimostrato in questi dodici mesi certifica il consolidamento intrapreso a suo tempo. Alle tre Allieve del podio del Criterium abbiamo chiesto allora di spiegarci in quale direzione sta spaziando il loro sguardo agonistico.
Martina Chiericati
Martina, possiamo definirla una vittoria emozionante quella che hai conseguito al Criterium?
Molto emozionante, direi, dal momento che è stata la mia prima vittoria. Valutandola sul piano meno emotivo e più razionale, posso dire che è stato un traguardo che serviva per fornire delle conferme. Sono anche molto contenta del risultato perché al Gran Mondiale Perazzi della settimana precedente avevo già testato i piattelli di Lonato e quella prova mi ha permesso di affrontare con più sicurezza i lanci del Criterium. All’origine di questa prova c’è stata poi una preparazione molto accurata e un allenamento meticoloso che ho fatto insieme alla mia istruttrice Sara Fanciullacci.
C’è anche un punteggio tecnico di grande regolarità che è legittimo valorizzare.
Sì, ed è di nuovo merito di Sara Fanciullacci che mi ha sorvegliato durante le tre serie di gara, ma anche e soprattutto tra una pedana e l’altra. Sono riuscita a mantenere la media del 21 ed è un buon risultato, anche se avrei perfino sperato di totalizzare qualcosa in più. Ma se considero che al Gran Premio di Cieli Aperti c’era stata una brutta serie che aveva danneggiato il punteggio, la regolarità che ho saputo esprimere al Criterium è appunto un’altra di quelle conferme che inseguivo.
Come si svolge normalmente la tua seduta di allenamento?
Nella maggior parte dei casi faccio due serie normali con qualche ripetizione. Altre volte invece ci occupiamo soltanto di ripetizioni: magari facciamo dieci destri, dieci sinistri, cinque dritti. In quel caso ogni volta sempre lo stesso piattello: esattamente con le stesse prerogative.
Superata a pieni voti la classicissima dell’estate, lo sguardo è certamente rivolto al Campionato italiano: con quali aspirazioni?
Ovviamente l’obiettivo sarebbe di arrivare prima. Spero di riuscirci. Le aspettative comunque sono alte. Sarà certamente una gara diversa: servirà infatti saper gestire bene i due giorni di gara. E in questo scorcio di fine agosto stiamo già lavorando con Sara proprio su questi aspetti.
Ilaria Bagnato
Ilaria, ti rende soddisfatta il responso del Criterium?
Mi lascia fondamentalmente soddisfatta perché sono arrivata seconda e quella d’argento è una bella medaglia, ma sono consapevole che potevo fare di più perché i risultati che ho fatto in gara non coincidono con quelli che riesco a conseguire abitualmente durante l’allenamento che si attestano sul 22-23. Proprio perché in allenamento sono in grado di realizzare punteggi più alti, ho capito che è importante riuscire a conservare la concentrazione per tutta la gara e quindi anche riuscire ad esprimere il massimo impegno per tutta la sua durata. Questa volta, invece, al Criterium sono stata un po’ più oscillante: la concentrazione al massimo livello non c’è stata sempre. Adesso voglio infatti lavorare proprio su questo aspetto in parallelo alla parte tecnica.
D’altronde l’atmosfera della gara è qualcosa con cui un’atleta deve sempre fare i conti.
Sì, ma sto cercando di trasformare quel problema in uno stimolo a far sempre meglio nelle gare successive. Per ora, devo ammettere che, poiché ero intenzionata a fare un punteggio migliore, quel risultato mi lascia appunto con un po’ di rammarico. L’ambizione di fare un bel risultato e di ottenere un bel piazzamento si manifesta sempre in tutte le gare: occorre raggiungere la costanza che mi permetterà di dare stabilità ai punteggi.
Qual è il tuo traguardo ideale al Campionato italiano?
Certamente vincere, ma anche conseguire quel punteggio tecnico per passare di categoria che in allenamento riesco a fare abitualmente. Ecco, quello è davvero proprio l’obiettivo a cui aspiro.
Gettando uno sguardo alla stagione che si sta concludendo, che giudizio dai del tuo 2026?
Nei Gran Premi quasi tutte le serie sono andate bene, tant’è che ho sempre conquistato il dorsale numero uno in finale. Però, appunto, non sono riuscita a conseguire il punteggio tecnico per la promozione perché puntualmente tra le cinque serie ce n’era una che andava male. Quel 18 o 19 che ogni volta si è prodotto in una delle serie mi ha impedito di raggiungere quel traguardo nonostante che le altre serie fossero andate bene. È evidente, dunque, che la soluzione di quel problema sia il mio prossimo traguardo.
Giovanna Bressan
Giovanna, che cosa rappresenta il bronzo del Criterium?
Considerato il modesto risultato ottenuto al Criterium dell’anno scorso, mi ero data l’obiettivo di migliorare: ci sono riuscita perciò sono contenta. L’anno scorso aveva rappresentato la mia prima stagione di agonismo e quindi, nel caso del Criterium, si trattava anche di una delle prime gare vere e proprie che affrontavo. Allora non ne vennero fuori ovviamente dei punteggi molto alti e mi ritrovai in basso in classifica. Quest’anno ero partita addirittura molto bene con un 22. Poi la giornata molto calda si è fatta sentire e il ritmo si è un po’ ridimensionato, ma il podio è un davvero un bel risultato.
Anche perché probabilmente c’era stato un bel lavoro a monte…
Sì, l’avevamo preparata bene, questa gara, con Zdenka Ratek. Avevamo fatto anche molti shoot-off che magari per questa gara potevano anche non servire, tranne che nel caso di una parità, ma quella scelta era stata utile per concentrarsi sul singolo piattello: per non guardare alla serie nella sua totalità, ma per curare invece appunto il singolo lancio. Sui piattelli noti, fra l’altro, mi trovo bene: il piattello noto mi aiuta a stare calma e concentrata. Con Zdenka, poi, cerchiamo di diversificare molto l’allenamento. Ad esempio qualche volta facciamo una serie in cui mi impongo di ripetere ogni volta i lanci che sbaglio: subito, non appena si è verificato l’errore. E magari li ripetiamo anche più volte. Poi, facciamo una serie con il campanello che è un sistema utile per ricevere l’impressione forte dello zero e infine gli shoot-off con una garetta tra noi allievi. In queste settimane mi preparerò molto per il Campionato italiano perché vorrei ottenere la possibilità di accedere al Progetto studente-atleta che mi agevolerebbe molto nel prossimo anno scolastico. Serve arrivare nelle prime dieci atlete in classifica: ecco, quindi, il primo traguardo immediato da raggiungere!




