Giampaolo Micheletti: il fascino magico del Trap Uno
Il Responsabile tecnico della disciplina illustra i criteri di selezione della squadra che difenderà il tricolore all’Europeo di agosto
(di Massimiliano Naldoni)
Il mese di maggio inaugurerà l’attività nazionale del Trap Uno ed è il Responsabile tecnico della disciplina, Giampaolo Micheletti (nell’immagine di copertina con gli azzurri Stefano Pensabene, Adolfo D’Artagnan e Stefano Maisano), a sottolineare come sia importante in questa fase della stagione evidenziare la trasversalità di questa specialità. Il Trap Uno ha infatti prerogative che incrociano favorevolmente quelle di altre discipline del tiro a volo – sia del comparto olimpico che di quello non olimpico – creando un cocktail di caratteristiche che rendono particolarmente suggestivo il suo connotato agonistico.
Il primo appuntamento in ordine di tempo per i cultori del Trap Uno è il Gran Premio del 10 maggio che si disputerà al Tav Molinella sulla distanza di 100 piattelli: la stessa distanza di gara sulla quale si assegneranno i titoli italiani nel confronto tricolore in programma il 21 giugno al piemontese Tav Le Bettole. L’appuntamento principale della stagione è però naturalmente il Campionato d’Europa di Piancardato dell’8 e 9 agosto che si disputerà invece sulla distanza di 200 piattelli, ma le due scadenze italiane di maggio e di giugno saranno significativamente legate al confronto continentale dell’estate.
“Sì, – spiega Giampaolo Micheletti – perché quest’anno abbiamo conferito al Gran Premio di Molinella e al Campionato italiano di Trecate proprio il ruolo di prove vincolanti di selezione per l’Europeo di agosto. In questa stagione 2026 le novità si sommano per la nostra disciplina, perché la stessa introduzione nel calendario del Gran Premio permette ai nostri specialisti di effettuare un test pienamente attendibile prima del confronto che assegnerà gli scudetti. La designazione degli atleti che andranno a comporre la rappresentativa italiana all’Europeo di Piancardato avverrà quindi tenendo in considerazione la somma dei punteggi ottenuti nelle due prove del calendario federale. All’Europeo schiereremo una formazione che prevede la presenza di tre atleti della qualifica Men, tre atleti della qualifica Senior, una Lady e uno Junior. Naturalmente per questa designazione la mia valutazione sarà circoscritta alle prove dei tiratori e delle tiratrici che non appartengono alle categorie Eccellenza e Prima per tutelare quel profilo essenzialmente amatoriale che costituisce il paradigma della nostra disciplina.”

Giampaolo Micheletti
“Mi piace sottolineare ancora che la novità del Gran Premio è notevole. Qualche anno addietro avevamo effettivamente già promosso un’iniziativa analoga, ma questa è la prima stagione in cui si disputa un Gran Premio che riproduce fedelmente le caratteristiche tecniche che le atlete e gli atleti troveranno al Campionato italiano e all’Europeo. Il Gran Premio di Molinella è quindi un’opportunità notevole per testare le proprie attitudini per questa disciplina e infatti invito tutti i praticanti e tutte le praticanti d’Italia a programmare la propria presenza a Molinella per sperimentare il Trap Uno e magari per scoprirsi particolarmente versati con la successiva possibilità di indossare addirittura la maglia azzurra al Campionato d’Europa. Nelle ultime settimane ho promosso intensamente questo calendario di appuntamenti nazionali dei mesi di maggio e di giugno perché rappresenta un impegno notevole per la Federazione e per le Società coinvolte e sarebbe oltremodo premiante che la risposta dei praticanti fosse entusiastica.”
Giampaolo Micheletti pone anche l’accento su alcune prerogative specifiche che rendono il Trap Uno un’esperienza tiravolistica davvero speciale.
“Il criterio di valutazione che io adotterò per la designazione della squadra per l’Europeo è quello specifico del Trap Uno a livello internazionale che contempla 75 punti a disposizione nella serie di 25 piattelli. Sono previsti 3 punti per il piattello colpito di prima canna, 2 punti per il piattello colpito di seconda e ovviamente 3 punti di penalizzazione, da sottrarre al massimo totale possibile, per ogni zero. È quindi in questa precisa ottica che invito gli atleti e le atlete a partecipare alle gare del calendario. Occorre comprendere che quelle del Trap Uno sono essenzialmente gare a punti in cui prevale l’importanza della modalità in cui si colpisce il bersaglio. In questi anni mi è capitato abbastanza frequentemente di vedere atleti che, ad esempio, rivendicavano il valore del proprio 24/25 che, specialmente per le categorie intermedie, rappresenta indiscutibilmente un ottimo risultato. Ma in ambito internazionale, e anche in ambito nazionale nelle due gare che stiamo considerando, si applica appunto il regolamento che assegna i punti in base al modo in cui il piattello è stato acquisito. Capitava appunto che il tiratore dicesse: ho fatto 24! E io precisavo: non hai fatto 24, ma hai colpito 24 piattelli. E nel Trap Uno è davvero molto diverso. Perché analizzando il tuo risultato, vedi che hai conseguito quel punteggio con quattro seconde canne. Di conseguenza, dal punteggio massimo di 75, il tuo punteggio è decurtato di 3 punti per lo zero e di altri 4 punti per le quattro seconde canne. Il totale di cui sei in possesso è: 68 punti. E all’intertempo sono più avanti quegli atleti che hanno, sì, colpito 24 piattelli, ma lo hanno fatto utilizzando meno seconde canne. Il Trap Uno introduce un criterio molto nuovo e quella che serve al tiratore è una mentalità completamente diversa dal concetto dei soli piattelli colpiti che prevale nelle altre discipline. Se fai 25 con sei seconde canne, ti ritrovi il punteggio di 69 che all’intertempo può essere perfino visibilmente superato da un atleta che ha fatto 24 prime canne.”
“Ho letto recentemente in alcune interviste – dichiara Giampaolo Micheletti – che molti atleti della Fossa Olimpica evidenziano di essere dei buoni colpitori di prima canna, rivelano di esercitare un allenamento specifico ad un colpo in preparazione delle finali, ma confessano anche di conservare quell’abitudine nelle fasi di gara in cui si utilizzano i due colpi. Questo è un aspetto che considero molto interessante e testimonia anche molto piacevolmente a favore della nostra disciplina in cui appunto, come ho spiegato, l’attitudine a colpire di prima canna è fondamentale. Vuol dire, in parallelo, che il Trap Uno può essere a sua volta un validissimo allenamento per la pratica della Fossa Olimpica in cui peraltro le finali sono ovviamente un momento di autentica esaltazione del colpo solo. Anche quegli atleti delle categorie più alte, che non possono quindi aspirare alla maglia azzurra nel Trap Uno, potranno dunque frequentare le nostre gare per condurre qualche test interessante di allenamento. Mi si chiede spesso come si può condurre l’allenamento al Trap Uno in assenza di strutture permanentemente dedicate alla nostra disciplina. Direi che un cosiddetto campo di Universale pura è la sede ideale: stiamo parlando di campi allestiti esclusivamente appunto per la Fossa Universale con le sole cinque macchine e le dimensioni regolamentari della pedana. In un impianto del genere è possibile svolgere un allenamento corretto e il mio suggerimento è quello di escludere totalmente in allenamento l’utilizzo dei due colpi al fine di puntare al conseguimento del maggior punteggio possibile con i criteri regolamentari del Trap Uno. E se a questo punto il fascino magico del Trap Uno ha già esercitato la sua suggestione, allora non vi resta che prepararvi per le nostre gare. Vi aspettiamo!”




