Alessandro Camisotti: un inverno magico per un’estate stellare
L’universalista veneto si è laureato campione d’inverno dell’Eccellenza con un punteggio solidissimo e adesso guarda all’Europeo di luglio
(di Massimiliano Naldoni)
Dal Campionato italiano invernale di Fossa Universale Alessandro Camisotti è uscito con la qualifica di vincitore del titolo più prestigioso, quello di Eccellenza, nonché nel ruolo di autore del punteggio più alto: un formidabile 196/200 che dice senza mezzi termini della valenza tecnico-agonistica dell’atleta di Porto Viro che è stato campione iridato a squadre nel 2022. L’Invernale di Uboldo, che ha inaugurato la serie di appuntamenti nazionali importanti della cinque macchine, per il fuoriclasse euganeo è stato però soltanto il primo capitolo di una stagione che si presenta intensa. Per Alessandro Camisotti, che nello scorso autunno non è riuscito a centrare la qualificazione per il Mondiale australiano di febbraio, lo sguardo nel 2026 si concentra verso il Campionato europeo di Valencia del mese di luglio. È infatti in direzione di quel traguardo che l’universalista rodigino (nell’immagine di copertina al vertice del podio invernale dell’Eccellenza con Ivan Rossi e Gianni Casadio) sta impostando già da mesi tutta la sua preparazione: i desideri e le speranze per un’estate che vuol rivelarsi stellare sono proprio il tema dell’intervista che vi proponiamo.
Alessandro, sei approdato al Campionato invernale con quel bel punteggio già nelle canne oppure è stato qualcosa di inaspettato?
Sapevo di poter far bene perché avevo vinto i regionali invernali del Veneto di Universale e di Olimpica. E poi c’era il conforto della statistica: io ho vinto il titolo invernale di Fossa Universale a Uboldo anche due anni fa con 195. Con il 196 conseguito in questo Invernale ho quindi addirittura ritoccato di un piattello quel punteggio di due anni fa. Ma questa volta serviva assolutamente attestarsi su quel punteggio perché quest’anno c’erano più di duecento tiratori in lizza e poi il livello è stato mediamente molto alto. E chi frequenta l’Universale sa bene che è successo più di una volta di stare addirittura fuori dal podio con 192 o 193.
In una gara da marziano c’è stata una partenza più ordinaria con un 23: vuol dire che non sei entrato subito nel mood della gara?
In quella prima serie, dopo uno zero nei primi dieci piattelli, ho fatto il secondo zero all’ultimo. Arrivo in quinta, so che mi manca il destro: quello cattivo. Sono andato ad accompagnarlo un pelo più degli altri per sicurezza e l’ho sbagliato. Uscendo dalla pedana continuavo a chiedermi: ma come si fa a sbagliare un piattello che ti aspetti, che sai perfettamente che piattello è e sai precisamente dove va..? Però è come se quello zero mi avesse dato una scossa, perché nelle serie dopo ho cominciato ad attestarmi su punteggi che non erano mai sotto il 24. Ma confermo che la prima serie è stata sofferta: trovarsi con uno zero ai primi dieci piatti è già un inconveniente, perché sai che non puoi concederti nessun altro errore. Nell’Universale, con il livello che c’è in giro, una serie da 23 è da considerare già una serie debole.
Nello scorso autunno non sei riuscito a centrare la qualificazione al Mondiale di Melbourne: come hai vissuto quella situazione?
Ammetto che è stato un grosso dispiacere perché sentivo che avrei potuto dire la mia e so che sarei stato molto motivato e con quella mia motivazione al Mondiale poteva maturare anche un risultato sorprendente. Sarebbe stata sicuramente una bella esperienza sul piano tecnico e agonistico oltre che una bella trasferta da vivere con la squadra. Però mi sono detto immediatamente che nello sport non ha senso recriminare e pensare che forse avrei potuto fare meglio: la decisione migliore che puoi prendere in quei casi è guardare avanti. Ed è quello che ho fatto subito.
Che cosa c’è allora sulla linea dell’orizzonte per Alessandro Camisotti?
L’obiettivo è certamente il Campionato europeo in Spagna a luglio. Spero di centrare la qualificazione e di partecipare a quell’appuntamento in maglia azzurra. Altrimenti sono intenzionato comunque a partecipare all’Europeo in veste personale, quindi tutte le forze in questo momento sono dirette verso quel traguardo. Fra l’altro in questo momento sto sparando anche all’Olimpica con risultati molto buoni. Anzi, mi dispiace perfino non potermi dedicare di più all’Olimpica, ma d’altronde non potrei fare anche i Gran Premi di Trap perché comporterebbe un impegno troppo forte, dal punto di vista delle energie ma anche come destinazione di risorse, e quindi agonisticamente mi limito all’Universale. Nella tornata più recente dei Gran Premi dell’Universale ho partecipato alla gara di Agna e ho vinto con 94/100. E il fatto che per vincere sia stato sufficiente un punteggio del genere spiega bene che genere di burrasca abbiamo incontrato durante la gara. Ma spero proprio che l’inverno sia finito ufficialmente con quella gara: adesso si pensa all’estate!
Foto: Stefano Terrosi




