Giovanissimevolmente: Martina Montani e Antonio La Volpe
La diciassettenne lombarda nel Trap e il diciannovenne calabrese nello Skeet hanno brillantemente conquistato le posizioni di preminenza nei comparti under 21 ai recenti Gran Premi Fitav
(di Massimiliano Naldoni)
Nel Gran Premio Fitav dello scorso weekend la leader della classifica delle Juniores di Fossa Olimpica è stata Martina Montani: sulle pedane di Conselice la diciassettenne atleta cremonese ha acquisito l’accesso alla finale con 111/125, ma è stato poi certamente nel segmento conclusivo che ha manifestato tutta quella effervescente vitalità agonistica, manifestata già nella scorsa stagione, totalizzando 26/30 e precedendo sul podio romagnolo Valentina Archetti e Greta Sforzi. All’atleta lombarda, in partenza per l’Issf Junior World Cup de Il Cairo, abbiamo chiesto di spiegare il valore di questo primo successo stagionale.
Martina, la vittoria al Gran Premio è una bella iniezione di fiducia?
Sì, alla vigilia della partecipazione alla Coppa del Mondo de Il Cairo, sicuramente! Dà un bel po’ di sicurezza in più, pensando anche a quello che ho fatto nei mesi invernali che è stato un lavoro ben eseguito. Nell’inverno tra il 2024 e il 2025 non mi ero praticamente mai fermata, quindi in questi mesi avevo proprio bisogno di uno stacco: infatti a novembre e a dicembre e anche nella prima parte di gennaio ho rallentato molto e a tratti ho anche sospeso l’attività in pedana. Alla ripresa della stagione mi sono dedicata molto alle finali nuove e proprio anche in questi giorni dopo il Gran Premio sono andata avanti ad approfondire il lavoro sulle finali appunto per la Coppa del Mondo dell’Egitto. Ho capito chiaramente che con questa nuova formula di finale, e con i punteggi probabilmente sempre molto alti che questa formula produrrà, devi evitare totalmente gli zeri. La finale precedente, a 50 piattelli, in fin dei conti era una gara di resistenza in cui ti potevi concedere anche l’errore. Adesso è una gara di velocità e se per caso sbagli un paio di piattelli filati nei primi dieci, è facile uscire. Nei primi dieci l’obiettivo è fare 10/10: non c’è quasi alternativa. E se comunque anche prima il dorsale rivestiva molta importanza, adesso, sulla corta distanza, ce n’è ancora di più perché è alta la probabilità di finire in parità nei vari step. L’allenamento che ho fatto in questi mesi è stato poi mirato ad acquisire grande familiarità con quello che sarà lo schema fisso di finale: ed è un lavoro molto diverso rispetto a quello che si faceva con i piattelli random.

Martina Montani al vertice del podio di Conselice con Valentina Archetti e Greta Sforzi
Considerando che hai dedicato molto lavoro alla finale, il 26/30 del Gran Premio di Conselice è il risultato che avevi previsto?
Sì, è nella media che stavo rispettando in allenamento. C’erano stati dei 25, dei 27, anche qualche 28. Quindi, più o meno mi sono attestata sul punteggio previsto ed è un buon risultato perché non è mai facile riprodurre in gara quello che si fa in allenamento. Mi è dispiaciuto semmai di aver sbagliato due centrali sui quattro zeri della finale. Anche in qualificazione si poteva far meglio: anche se in generale in questo Gran Premio non ci sono stai dei numeroni. 111 è la media del 22 + 1 e non è una media altissima, però, considerando che per molte settimane ho privilegiato il lavoro sulla finale a un colpo e mi sono focalizzata proprio su quella, sono riuscita ad essere abbastanza costante. La serie peggiore è stata la prima perché sono partita con molta tensione e non sono riuscita a gestire bene quella tensione per tutta la prima serie. Poi mi sono ripresa e nella seconda serie ho sparato bene tirando fuori un 24 e infine mi sono stabilizzata nelle successive. Questa volta mi è rimasta però sempre un po’ di tensione in qualificazione rispetto al solito.
Ad alimentare la tensione in gara ha contribuito forse il fatto che il tuo 2025 è stata una bella stagione e quindi ti sentivi in dovere di rispettare quel ruolo?
Conta anche il fatto che fosse la prima gara della stagione. E poi naturalmente avevo già ricevuto la convocazione per Il Cairo e mentalmente sentivo che dovevo prepararmi per quella che sarebbe stata la gara alla Coppa del Mondo. Sì, certamente dopo una stagione andata molto bene come il 2025, avevo paura di rovinare quello che avevo costruito. In quei casi pretendi anche un po’ più del normale da te stessa. Non ho pensato però a quello che gli altri potessero aspettarsi da me: la preoccupazione principale era proprio quello che io aspettavo da me stessa!
Con quale atteggiamento affronti allora una gara importante come la Coppa del Mondo della prossima settimana?
Sono dell’idea che se punti a fare qualcosa di medio-buono, all’ottimo non ci arrivi. Quindi, io dico che occorre sempre puntare all’oro. Poi, se l’oro arriva o non arriva, è un’altra storia. Io spero semmai di riuscire a dare il massimo e di essere soddisfatta di quello che saprò esprimere in qualifica e semmai in finale. Ma con il pensiero si va in gara sempre per vincere: mai per strappare il pareggio.

Antonio La Volpe (al centro) nel corso della finale del gran Premio di Laterina
Antonio La Volpe (nell’immagine di copertina) è stato invece il protagonista del comparto Juniores al Gran Premio Fitav di Skeet di Laterina. In qualificazione il diciannovenne calabrese ha confezionato un prodigioso 124/125 che lo ha proiettato in finale con il dorsale numero uno. Nel round decisivo l’atleta cosentino ha perfezionato il suo primato, prima costringendo al 35/36 pari Michele Poeta e poi superando l’avversario capitolino in shoot-off per 4 a 3.
Antonio, per sfoderare un punteggio come quello che ha totalizzato al Gran Premio , devi essere arrivato davvero carico a questo appuntamento?
Ero arrivato a Laterina abbastanza convinto di poter fare un buon punteggio, perché a casa avevo preparato bene questa gara: ci ho creduto in tutta la fase di avvicinamento e, sì, sono arrivato carico. Onestamente, però, non mi aspettavo di fare questo risultato che fra l’altro è il mio primo 124 in gara, ma mi sentivo tranquillo: nell’allenamento dei giorni precedenti stavo appunto sparando già stabilmente bene.

Antonio La Volpe al primo posto nel Gran Premio di Laterina davanti a Michele Poeta e Marco Coco
Possiamo chiamarlo un quasi 125..?
In effetti è un 124 certamente particolare perché l’unico errore l’ho fatto all’1 pull della prima serie, quindi al primo piattello della gara. Appena l’ho sbagliato ho detto: beh, dai, calmiamoci, questo ormai è andato via, ma cerchiamo di chiudere questa serie senza altri danni.

A quel risultato si è aggiunta poi un’ottima finale.
Sì, del 35/36 della finale sono ovviamente altrettanto soddisfatto. Questa è una finale in cui devi puntare a risultati di questo genere perché non c’è margine di recupero. Nelle finali a 60 ti poteva scappare uno zero o due anche nei primi piattelli e avevi la possibilità di recuperare. Qui, no: invece devi essere bravo e stare concentrato per evitare l’errore. E poi devi considerare che, superata la prima fase, è negli ultimi otto piattelli che ti giochi tutta la gara perché è nel giro di quegli otto piattelli che si assegnano tutte le medaglie.
Foto: Pavla Dolenska, Tav Laterina, Tav Conselice




