Elena Navelli: una vittoria a sorpresa, ma anche no…
C’è una solida preparazione tecnico-atletica a monte della vittoria della ventiduenne di Chieti al Gran Premio Fitav di Fossa Olimpica a Roma
(di Massimiliano Naldoni)
È Elena Navelli la leader della graduatoria delle Ladies al Gran Premio Fitav di Fossa Olimpica in programma al tav Roma. La ventiduenne atleta di Chieti ha conquistato l’accesso alla finale con 116/125. Nella prima fase della finale ha tentato la fuga con un brillante 10/10. Negli step successivi qualche incertezza ha neutralizzato il suo vantaggio iniziale, ma una sapiente amministrazione delle proprie forze ha permesso a Elena Navelli di svettare con 26/30 sul 24 di Giulia Grassia e sul 21/25 di Erica Sessa.
Elena, questa tua vittoria arriva a sorpresa o alla vigilia c’erano già solidi presupposti?
È una sorpresa da un lato, perché in finale con me c’erano tante atlete forti e titolate che avevano le credenziali per vincere. Dall’altro, non è una sorpresa per la qualità e la quantità del lavoro che ho svolto a monte di questa prova: lavoro di preparazione tecnica e fisica, ma soprattutto lavoro di preparazione mentale. Quest’ultimo: davvero tanto.
Questo responso dice che sei entrata perfettamente in sintonia con quella che per praticità chiamiamo: la nuova finale?
Sì, diciamo che mi sono sempre allenata sui piattelli che conoscevo, intanto perché per abitudine memorizzo facilmente i lanci durante ogni serie. Anche durante le serie di qualificazione riesco facilmente a memorizzare i lanci affrontati e quindi so anche esattamente quali piattelli devo ancora affrontare. In questi mesi naturalmente ho intensificato l’allenamento sullo schema predefinito e il risultato è arrivato. Non ho esitazione a dire che questa finale mi piace: e non lo dico soltanto per il risultato che ho ottenuto in questo Gran Premio!
Sei stata l’unica delle otto finaliste a concludere a punteggio pieno il primo round di 10 piattelli: che segnale ha rappresentato?
Secondo me, il fatto di sapere quali sono i dieci lanci che stai affrontando non deve distogliere dal principio che si deve comunque sempre pensare ad un piattello per volta. Io sono riuscita a isolarmi da tutto quello che mi circondava in quel primo round e credo che questo sia il sistema da adottare: sai quale piattello ti aspetta, ma assumi lo stesso atteggiamento di concentrazione profonda come se tu non lo sapessi…
Qualche difficoltà in qualificazione si è affacciata: che cosa è successo?
Ho avuto un momento veramente buio tra la fine della terza serie del primo giorno e l’inizio della prima serie di oggi: il momento che ha coinciso appunto tra il 21 di ieri e il 22 della quarta serie. È subentrata un po’ di agitazione e in concomitanza con il caldo forte di questi giorni ha scatenato quel momento di crisi. Nella terza serie ho sbagliato un piattello verso la metà ed è stato così forte il fastidio di quello zero che ho commesso altri due errori subito dopo. Tre zeri a metà della terza serie! Ce n’era abbastanza per pregiudicare tutta la gara. Allora ho fatto un bel respiro e ho cercato di ritrovarmi per portare in fondo la serie senza altri danni. Ma questa mattina si è presentato subito lo stesso problema: ho fatto alcuni zeri subito all’inizio della serie, poi ho cercato di centrarmi e di ritrovare la strada. A quel punto, però, sapevo che alla quinta serie serviva un punteggio alto per poter entrare in finale. E sono contenta di essere riuscita a realizzare quel proposito.
(Foto di repertorio)




