Giovanissimevolmente: Lara Bardugoni, Linda Zaina e Eleonora D’Alfonso
Militano nel comparto delle Giovani Speranze della Fossa Olimpica e sono in rapida ascesa le tre atlete che oggi parlano delle loro prospettive agonistiche
(di Massimiliano Naldoni)
C’è una pattuglia agguerrita di Giovani Speranze della Fossa Olimpica che ha già testato efficacemente le proprie potenzialità agonistiche in occasione del Campionato invernale del Settore Giovanile a Montecatini e poi al Gran Premio della Gioiese, ma che si propone di far proseguire la sequenza di risultati positivi anche nei prossimi appuntamenti stagionali del comparto under 21. L’appuntamento allo stand barese del mese di aprile ha rivelato Lara Bardugoni che dopo il 76/125 della qualificazione, si è imposta con autorevolezza totalizzando un brillante 20/25 in finale. La sedicenne atleta piacentina di Vigolzone si è avvicinata alla Fossa Olimpica tre anni fa, ma è negli ultimi dodici mesi che l’allieva di Giorgio Chiapponi, tesserata al Tav Ca’ dei Boschi, ha intensificato la propria presenza sulle pedane attribuendo una vera regolarità anche al proprio allenamento. Lara Bardugoni, che all’inizio del proprio percorso sportivo aveva scelto di privilegiare l’impegno scolastico rispetto all’attività sportiva, frequenta il Liceo Artistico e nel futuro si immagina scenografa: con una sapiente distribuzione del tempo, l’atleta emiliana giudica oggi di poter associare con profitto lo studio e l’attività di pedana e il suo è certamente un nome da trascrivere subito nel taccuino dei talenti in rapida crescita.
Lara, che giudizio formuli della tua vittoria più recente al Gran Premio della Gioiese?
La qualificazione e la finale sono andate in modo significativamente diverso. È vero che in qualificazione il vento ha inciso molto sui risultati, ma non voglio attribuire solo a quello la responsabilità delle serie meno brillanti: è emerso anche qualche problema tecnico specifico collegato all’imbracciata. C’è sicuramente qualche aspetto della mia tecnica che devo migliorare in vista degli appuntamenti importanti della stagione.
Qualche tua collega sostiene di riuscire a sparare meglio ad un colpo in finale che a due colpi in qualificazione: quantomeno in questa gara è successo anche a te allora?
Di regola non mi succede: nel senso che se mi sento nella condizione giusta e soprattutto riesco ad assumere la posizione corretta al momento di imbracciare e sparare, il punteggio viene fuori sia in qualificazione con i due colpi che in finale con un colpo solo.
Ma in finale può intervenire una pressione diversa…
Sì, ma diciamo che al Gran Premio della Gioiese sono riuscita a gestirla bene. Magari in passato, no: non riuscivo così bene. Ma in questa gara ho saputo controllare bene la tensione della finale. E infatti il risultato è la prova. In quest’ultimo anno ho avvertito un miglioramento molto netto su questo aspetto anche grazie ad un allenamento più convinto e più assiduo.
Qual è l’obiettivo principale che vorresti raggiungere nel corso della stagione?
Proprio questo aspetto che ricordavo adesso: mi piacerebbe arrivare a saper gestire bene le varie fasi della gara, cercando di controllare le emozioni che si manifestano quando sei in competizione, evitando quei momenti di forte agitazione che poi influiscono sul risultato. Ho capito in maniera molto chiara che se riesco a gestire le varie emozioni della gara, e se riesco ad essere tranquilla in ogni momento di una competizione, allora il risultato automaticamente acquista qualità. Com’è successo del resto in finale al Gran Premio. E spero davvero di riuscire a fare altrettanto bene nelle prossime gare.
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Ha saputo inanellare una bella sequenza di presenze sul podio nel corso delle prime gare dell’anno anche Linda Zaina: la quindicenne atleta friulana di Porpetto ha conquistato lo scudetto invernale a Montecatini con un solido 45/50 e a Gioia del Colle è stata abilmente seconda totalizzando 14/25 in finale e poi sfruttando un’incertezza di Eleonora D’Alfonso nel fulmineo shoot-off che ha opposto le due atlete al termine dei lanci regolamentari.
Linda, a prescindere dal gradino del podio che hai occupato, qual è il giudizio che dai delle prime due gare in questo primo scorcio dell’anno?
Non sono arrivata all’appuntamento del Gran Premio nella migliore condizione: nei primi mesi dell’anno sono stata molto impegnata con la scuola e non ho potuto dedicare tempo sufficiente all’allenamento. Prima di quella gara, mi sono limitata a una sola seduta di allenamento alla settimana. Alla Gioiese abbiamo anche gareggiato con condizioni atmosferiche difficili: nella prima giornata c’è stato quel vento forte che mi ha fatto sbagliare molto e quindi i due problemi si sono sommati. Ma certamente il problema principale è stato nell’atteggiamento con cui mi sono presentata al Gran Premio: era come se non sentissi l’atmosfera della gara e come se per me rappresentasse invece soltanto un allenamento. Al Campionato invernale, invece, nella testa ero più serena e avevo più convinzione: e infatti quella è risultata una buona gara.
C’è stata molta differenza in questi mesi tra i tuoi risultati conseguiti in allenamento e quelli invece totalizzati in gara?
In allenamento sono in grado di fare punteggi mediamente più alti di quelli che ho fatto in gara a Gioia del Colle. In finale, invece, mi sono sentita tranquilla: l’ho presa con leggerezza. Ho detto: va come va ed è andata. Sinceramente sono contenta di quel punteggio. Attualmente mi sento certamente meno tesa in gara di quello che avveniva un paio di anni fa quando ho iniziato l’attività. Ma mi rendo conto che devo ancora imparare molto per controllare davvero tutte le emozioni. Sto cercando anche di imparare a gestire lo zero che mi crea ancora qualche difficoltà: l’errore lascia ancora un po’ il segno e non mi permette di procedere subito dopo con serenità. Quest’anno c’è stato anche il mio passaggio dalle Esordienti alle Giovani Speranze e quello ha significato trovarsi a competere con atlete più numerose e più forti. In queste settimane, dopo il Gran Premio di Gioia del Colle, sono riuscita a programmare un allenamento più intenso e spero che già nelle prossime gare si manifesti la differenza di preparazione rispetto alla gara di aprile. Però non mi impongo mai dei risultati e dei traguardi da raggiungere a tutti i costi. Io mi impegno come sempre al 100%: vada come vada e poi giudicheremo appunto in base ai numeri.
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Anche Eleonora D’Alfonso è stata tra le protagoniste del comparto delle Giovani Speranze del Trap in questi primi mesi del 2026. Quarta classificata al confronto tricolore invernale di Montecatini, la quindicenne cremonese, che svolge il suo allenamento al Tav Po Polesine, ha centrato il bronzo al Gran Premio della Gioiese.
Eleonora, malgrado qualche difficoltà iniziale, a Gioia del Colle hai totalizzato il miglior punteggio di qualificazione: è il segnale di un progresso netto dei tuoi punteggi.
In quel caso il vento ha pregiudicato il risultato delle prime serie, ma ho recuperato nelle successive. Sì: per le condizioni in cui abbiamo sparato, ho fatto un buon punteggio anche se in realtà in allenamento la mia media è più alta, cioè si colloca intorno al 17-18. Sono contenta anche del punteggio della finale che è nella mia media. Peccato per lo shoot-off con Linda Zaina: ho sparato ovviamente per prima e ho sbagliato quel centrale. In queste ultime settimane mi sono allenata proprio anche pensando al punteggio e a qualche errore che avevo fatto al primo Gran Premio per cercare di migliorarmi. E infatti nelle prossime gara spero di arrivare di nuovo al podio.




