Giovanissimevolmente: Ada Fochesato, Giulia Castrichini e Dalia Buselli

Le Juniores dello Skeet protagoniste del Gran Premio del Settore Giovanile di Taranto raccontano la propria prova

(di Massimiliano Naldoni)

Il Gran Premio del Settore Giovanile di Skeet di Taranto è stato un test importante per alcune atlete del comparto Juniores che hanno potuto verificare la propria condizione tecnica e atletica in questo scorcio di primavera che prelude ai grandi appuntamenti della stagione. In ambito sportivo le verifiche che contano sono, sì, quelle che forniscono conferme ma, in parallelo, anche quelle che portano alla luce qualche lacuna. Nell’uno e nell’altro caso si tratta infatti di un utile processo di crescita agonistica che non può che giovare alle atlete. Il Gran Premio pugliese è stato certamente un momento esaltante per Ada Fochesato: la quindicenne atleta vicentina di Malo ha infatti conquistato la medaglia d’oro, prima qualificandosi alla finale con 99/125 e poi dominando letteralmente il segmento decisivo con un solido 24/30 che ha costretto al secondo posto Giulia Castrichini e al terzo Dalia Buselli.

“È una vittoria arrivata a sorpresa. – Commenta l’allieva di Fabio Botton – È vero che in queste settimane in allenamento ho lavorato molto e poi mi sono impegnata in gara, ma non pensavo proprio di vincere. Sono soddisfatta di essere riuscita a fare una buona qualificazione e anche una buona finale. Il Gran Premio si è rivelato molto importante proprio per consolidare la mia fiducia: ad esempio, prima di quella gara, la mia media per serie era un po’ più bassa e invece adesso, già in queste settimane che sono trascorse dal Gran Premio, riesco a rispettare quella media che ho fissato proprio a Taranto.”

All’indomani della conquista dello scudetto invernale a Montecatini, Ada Fochesato aveva parlato di qualche difficoltà riscontrata in alcune specifiche pedane del semicerchio, ma proprio questo primo scorcio di primavera sembra aver dato un impulso nuovo alla qualità dello Skeet dell’atleta veneta che in parallelo al tiro a volo continua a coltivare la propria passione per la ginnastica artistica.

Una delle pedane che mi creavano problemi era la 8. Devo dire che l’ho aggiustata, nel senso che dopo il Campionato invernale ci ho lavorato di più e sono riuscita a capire gli errori che commettevo. Sono emersi però frattanto alcuni problemi alla pedana 4, ma sto cercando di risolvere anche quelli. Quindi, sì: ci sono stati progressi importanti dopo il Campionato invernale ed è anche per quello che sono riuscita ad elevare la media. Ho maturato la convinzione che nel percorso di una serie di Skeet non ci sia la pedana più simpatica e la meno simpatica: tutte possono presentare una difficoltà se non le affronti con la concentrazione giusta. Ma dovendo proprio designare quelle pedane che mi sento di affrontare meglio, oggi potrei dire la 3 e la 7.”

“L’obiettivo attuale – precisa Ada Fochesato – è impegnarmi sempre di più e continuare a lavorare per aggiustare quello che ancora non funziona perfettamente. Non ho l’ansia di inseguire la vittoria a tutti i costi. Vorrei riuscire a migliorare le mie prove per fare punteggi sempre più alti. Il 99/125 che ho conseguito questa volta in qualificazione è attualmente il mio primato personale, quindi l’obiettivo è migliorare quel risultato: magari già dalla prossima gara!”

Anche Giulia Castrichini formula un giudizio complessivamente positivo sulla sua prova al Gran Premio di Taranto.

“Della qualificazione – spiega l’allieva di Emanuele Fuso – sono molto contenta perché non avevo mai fatto in gara un punteggio come il 107/125 che per il momento è il mio record. A Taranto qualche difficoltà c’è stata nella prima serie della qualificazione, ma d’altronde anche la prova-campi del giorno precedente aveva fatto rilevare qualche problema: ero arrivata probabilmente un po’ stanca per il viaggio e non sono riuscita a recuperare e ad essere sufficientemente attenta in prova e poi anche nella prima serie di gara. Poi, invece, le altre serie sono risultate buone. Fra l’altro, ho fatto due 23 ed è davvero un bel risultato perché prima di questo Gran Premio avevo fatto un solo 23 in gara.”

“Pensando alla finale, – dice ancora Giulia Castrichini – sul primo giro qualche perplessità è emersa. È come se non riuscissi a partire subito: c’è sempre una partenza zoppicante. Poi, magari nelle fasi successive la qualità sale, ma manca ancora una partenza convinta. È anche vero che non ho partecipato a tantissime finali e quindi serve acquisire esperienza. Evidentemente devo proprio assumere la mentalità della finale. Se nella serie di qualificazione il primo piattello è sempre l’1 pull, in finale, invece, ti trovi ad affrontare la doppia alla 3. Mi serve riuscire a entrare nell’atteggiamento giusto per distinguere bene queste due situazioni.”

“L’obiettivo di questa stagione è riuscire a stare in tutte le serie sopra la media del 20: che significa in sintesi stabilizzare il risultato e riuscire ad avere una certa costanza. Del risultato di Taranto, come dicevo, sono appunto contenta, ma al Gran Premio ci sono state ancora oscillazioni che andrebbero risolte. So che tecnicamente posso fare una buona serie ogni volta: ad esempio ho migliorato tanto l’imbracciata in questi ultimi mesi. Però intervengono magari ancora alcune distrazioni e imperfezioni che vanno a produrre uno zero o due per serie. Tanto per fare un esempio, mi capita qualche volta di alzare la testa sul rientro alla pedana 3. Occorre eliminare queste piccole incertezze per dare stabilità al risultato e recuperare almeno un piattello per serie che invece adesso si disperde. Perché chiudere una qualificazione a 105 oppure invece a 110, è una gran bella differenza.”

È un giudizio decisamente meno effervescente quello che formula invece Dalia Buselli sulla sua prova al Gran Premio di Taranto.

“Non sono contenta, – spiega categorica l’atleta toscana – è una gara che non è andata bene. Non sono arrivata con l’atteggiamento giusto e non ho avuto quella concentrazione che ti permette di fare il risultato. In allenamento staziono ormai stabilmente sulla media del 22 e quindi vedere una gara con queste medie è ovviamente deludente. E naturalmente anche in finale non ho avuto la convinzione sufficiente per riuscire a dare slancio alla mia prova. Ma è stata certamente una lezione utile in vista delle prossime gare.”