Giovanissimevolmente: Ambra Giabbecucci, Sofia Chiampesan e Alice Garoppo

Le tre protagoniste del podio delle Juniores al Gran Premio del Settore Giovanile di Gioia del Colle raccontano la loro prova

(di Massimiliano Naldoni)

Tra le Juniores della Fossa Olimpica il Gran Premio del Settore Giovanile della Gioiese ha eletto al podio tre atlete che nel panorama nazionale under 21 avevano già segnalato vigorosamente la propria presenza nella passata stagione: Ambra Giabbecucci, Sofia Chiampesan e Alice Garoppo. È stata Ambra Giabbecucci a conquistare il gradino più alto del podio: la ventenne allieva di Daniele Lucidi con 96/125 non stazionava ancora in vetta alla classifica alla boa delle cinque serie, ma una prova grintosa in finale permetteva all’atleta di Foligno di svettare con 36/50 precedendo Sofia Chiampesan. Da parte sua la sedicenne atleta bresciana di Castenedolo era stata brillantemente prima al traguardo delle cinque serie con 103 e ha ottenuto un prestigioso argento con 32 in finale. 97 centri in qualificazione avevano dato accesso alla finale alla piemontese Alice Garoppo a cui il 26/40 della finale ha consegnato la medaglia di bronzo. Alle tre atlete protagoniste del primo Gran Premio stagionale del Settore Giovanile abbiamo chiesto di delineare il connotato tecnico della gara pugliese.

Ambra, la medaglia d’oro è sinonimo di piena soddisfazione?

Non proprio. Sono contenta della finale. Della qualificazione, invece, non molto. Il 96 della qualificazione è un punteggio certamente più basso del mio standard.

Un punteggio forse determinato dall’incidenza del forte vento nel corso della gara?

In realtà il vento era stato più forte nella prima giornata che è proprio la parte della gara in cui in effetti ho sparato abbastanza bene. Probabilmente proprio sulla scorta di quelle condizioni in cui ho sparato le prime tre serie, nel secondo giorno ho deciso di assicurarmi di più i piattelli e quindi non avevo la stessa fucilata. Ho voluto controllarli troppo e invece ne ho persi qualcuno in più.

In un’intervista di qualche tempo avevi detto che con lo zero hai un rapporto molto difficile…

Rispetto a qualche tempo fa, adesso riesco a gestire meglio il mio rapporto con lo zero. Prima capitava che un errore ne innescasse altri quasi a cascata. È successo un po’ anche questa volta nel 17 della quarta serie, ma sono riuscita a contenere quella tendenza. Questo modo diverso di reagire allo zero dipende anche dal fatto che faccio un allenamento un po’ più intenso che in passato: cerco di diversificare l’allenamento e di affrontare magari tante situazioni diverse nella stessa serie per limitare l’effetto dannoso dell’errore. Ad esempio a volte faccio alcune serie intere da sola, poi alterno ed effettuo invece qualche serie in batteria con altri atleti. Oppure invece mi concentro su un lancio specifico e faccio delle ripetizioni soltanto su quel lancio. Inoltre adesso dovrò iniziare un allenamento specifico per la nuova finale. In queste settimane, ad esempio, per quella finale non ero ancora pronta. L’ho sperimentata a Conselice, ma non mi ero allenata abbastanza e infatti mi sono trovata in difficoltà. È andata molto meglio con la vecchia formula al Gran Premio della Gioiese: in finale sono riuscita a fare una buona partenza con il 20/25. Poi effettivamente ho perso un po’ di attenzione nel secondo step: ho sentito molto la pressione  e ho fatto quattro zeri. Alla fine dei primi venticinque piattelli non mi ero messa a fare i conti, però ovviamente ho capito che ero in testa e forse quello mi ha distratto un po’. Sono riuscita però a ritrovare la concentrazione giusta per riprendere il controllo della gara e vincere.

 *****

Sofia, l’argento è un traguardo positivo?

Sono soddisfatta perché per il Gran Premio non avevo aspettative altissime: sono riuscita ad adattarmi alle condizioni atmosferiche difficili e quindi giudico buona la mia prova. L’unico momento veramente critico è stato nella terza serie della prima giornata: quel 16 è il prodotto di una serie veramente tormentata dal vento che mi ha reso incapace di controllare molti dei piattelli. So che stona quel risultato in una sequenza complessivamente buona: per fortuna non è andato a incidere sul risultato complessivo perché infatti sono riuscita comunque a fare il miglior punteggio di qualificazione.

In finale ci sono stati momenti molto diversi…

In finale ero partita molto bene: è stato poi nella parte conclusiva dei primi venticinque piattelli che ho iniziato a zoppicare per qualche problema di visibilità dei piattelli. Poi in effetti, però, già al secondo step la situazione è tornata a mio favore: tutte le altre atlete in quel momento stavano rallentando e io invece ho completato il secondo step con 4/5. Poi si è verificato un altro momento difficile negli ultimi step ed è lì che poi ho perso di nuovo il contatto con il vertice della classifica e mi sono attestata definitivamente al secondo posto.

*****

 Alice, qual è invece il tuo giudizio di questa gara?

Era dalla fine della scorsa stagione che non affrontavo una finale a un colpo, quindi sono contenta del risultato che è maturato in questa finale. Mi sono allenata con cura in questi mesi a un colpo, ma mancava sempre qualcosa: infatti anche la settimana precedente, al Fitav di Conselice, la finale non è andata benissimo e sono uscita dopo i primi dieci piattelli. Mi serviva davvero una finale in cui due o tre cose andassero nel modo giusto: è successo alla Gioiese e il risultato mi ha restituito fiducia. Perché, dopo qualche volta che la gara non ingrana, si crea un po’ il tabù della finale e occorreva appunto sbloccarlo con un risultato positivo.

Che impressione ti ha fatto la nuova finale che hai affrontato per la prima volta a Conselice?

L’impressione è quella di una gara molto più stretta in cui non si ha margine di errore. Certamente più impegnativa della finale a 50 perché recuperare è più difficile. Però devo ancora entrare nell’ottica di quel tipo di finale: il risultato del Fitav di Conselice non mi dice ancora abbastanza. Capirò meglio nelle prossime finali.

A Conselice l’ultima serie di qualificazione era stata molto tormentata: ha lasciato qualche segno? E forse ha proiettato qualche conseguenza anche sulla gara della Gioiese?

A Conselice nell’ultima serie di qualificazione effettivamente ho sparato male, ma non ha influito sulla finale: ho resettato e sono andata in finale abbastanza tranquilla. Consapevole di aver tirato bene in tutta la gara tranne che nell’ultima. Alla Gioiese ero semmai certamente più tranquilla. Avevo anche vinto lo shoot-off per il dorsale, quindi ero ancora più motivata e sicura di quello che stavo facendo.