Daniele Resca: gareggiare in stato di grazia
Una sicurezza rilassata ha proiettato il Carabiniere emiliano al vertice tra gli Eccellenza al primo Gran Premio di Trap
(di Massimiliano Naldoni)
L’affermazione in tandem con Jessica Rossi nel Mixed Team alla World Cup di Tangeri ha attribuito a Daniele Resca una carica combattiva di alta intensità. E sulla scia di quel successo internazionale, lo specialista di Cento ha infatti conquistato il primo Gran Premio Fitav di Trap totalizzando 120/125 in qualificazione e e 29/30 in finale collocandosi davanti a Emanuele Buccolieri e Marco Benedetti.
Daniele, la qualità della tua qualificazione, con la regolarissima sequenza di cinque 24, e anche il livello della tua finale segnalano una grande solidità tecnica: concordi?
Sì, ammetto che è stata una bellissima gara: è andato proprio tutto come doveva andare. È frutto di un buonissimo allenamento e della bella preparazione che avevo svolto in vista della prova di Coppa del Mondo e poi per questo Gran Premio.
Il confronto ravvicinato con Tangeri c’è inevitabilmente: con quale atteggiamento sei entrato in finale a Conselice?
Molto rilassato. Ma in realtà ero in questa buona predisposizione anche alla Coppa del Mondo, proprio perché appunto la preparazione era stata condotta in maniera corretta. Al Gran Premio sono riuscito però a trasferire in campo quella buona condizione fisica e mentale e in finale è venuto fuori un 29/30 di cui sono soddisfattissimo. Non ho l’abitudine di farmi degli elogi, ma devo dire che questa volta in finale al Gran Premio mi sentivo così bene che battermi sarebbe stato difficile per chiunque.
Con l’oro luminoso della gara di Mixed Team a Tangeri e con questo successo individuale al Gran Premio, come guarda al futuro immediato Daniele Resca?
Come ho detto proprio un attimo dopo la vittoria che abbiamo conseguito con Jessica alla prima Coppa del Mondo, per il momento mi godo la bellezza di questa medaglia. Anche in questo caso sono tornato a casa tranquillo, rilassato e soddisfatto: continuo a fare il mio lavoro con la determinazione di sempre, poi vedremo.
Tornando con il pensiero alla gara di Mixed Team di Tangeri, si ha l’impressione che tu e Jessica siate una squadra agonisticamente perfetta per quella gara.
Jessica è come se fosse mia sorella. Ci alleniamo insieme praticamente tutti i giorni e l’anno scorso infatti mi è mancata un sacco. Da qualche tempo invece appunto abbiamo ripreso a svolgere l’allenamento insieme e devo dire che nel Mixed Team ci basta uno sguardo per trasmetterci tranquillità l’uno con l’altra. È successo in passato quando abbiamo vinto l’Europeo ed è successo di nuovo anche adesso nella Coppa del Mondo in Marocco. Per me è stata una gioia immensa sapere che avrei gareggiato di nuovo con Jessica, perché essere in pedana con lei vuol dire divertirsi a praticare quello che è il nostro sport preferito. E questa bell’atmosfera, che c’è d’altronde in tutta la squadra, è un elemento formidabile per raggiungere i risultati in gara. Se ti diverti, di piattelli ne rompi di più: garantito!




