Giovanissimevolmente: Emma Bernabei e Giulia Capalbo
La quattordicenne bolognese e la sedicenne calabrese si sono segnalate all’Uno d’Oro e intendono replicare l’impresa ai prossimi impegni
(di Massimiliano Naldoni)
L’Uno d’Oro è sempre una valida officina di freschi talenti: anche l’edizione 2026 della gara ripartita sulle pedane toscane del Tav La Torre e su quelle calabresi del Tav La Tranquilla ha rilevato alcune giovanissime atlete del Trap che già nell’arco dell’anno potranno popolare con autorevolezza la fascia alta della graduatoria della propria qualifica.
Il segmento toscano dell’Uno d’Oro è stato ad esempio un trampolino importante per Emma Bernabei: la quattordicenne bolognese di Castel del Rio (nell’immagine di copertina al vertice del podio) ha infatti centrato una bella vittoria nella Fossa Olimpica tra le Giovani Speranze con un sonoro 17/25 in finale con cui ha regolato di misura una combattiva Eleonora D’Alfonso. L’avvio di gara per Emma Bernabei era stato un po’ impervio e soltanto con la terza serie l’allieva di Fabio Ragazzini era riuscita a riportarsi in carreggiata conquistando l’accesso alla semifinale con 48/75 alle spalle di Francesca Iorianni.
“Nella prima serie non vedevo proprio i piattelli – spiega Emma Bernabei – e in più sono talmente abituata a sparare un solo colpo che trovarmi ad affrontare la serie con due colpi non mi ha aiutato a conservare la concentrazione. Nelle serie successive ho capito dove stavo sbagliando e ho familiarizzato con le condizioni di gara e infatti il mio livello è subito migliorato. Ma confermo che ho fatto veramente fatica in qualificazione nella gara a due colpi. E d’altronde infatti la mia serie migliore è stata proprio la finale.”
Il percorso agonistico di Emma Bernabei, che nella sua fase di allenamento si svolge sulle pedane di Conselice, è iniziato appena un anno fa: la giovanissima atleta emiliana ha compiuto il suo apprendistato da Esordiente nel 2025 per approdare alle Giovani Speranze con un bagaglio tecnico già significativo conseguito in tempi rapidi anche grazie alla solida competenza del suo istruttore. Peraltro è già sfida in famiglia in casa Bernabei perché Sebastiano, il fratello di Emma, da alcune stagioni sta già compiendo un suo parallelo vivace percorso agonistico nella Fossa Olimpica. Per l’atleta bolognese questa prima importante affermazione è indiscutibilmente un nuovo punto di partenza per i prossimi confronti.
“Sì, – conferma Emma Bernabei che in parallelo al tiro a volo coltiva la passione per la ginnastica artistica – parteciperò a tutti i Gran Premi della stagione del Settore Giovanile e infatti con il mio istruttore stiamo già preparando il prossimo impegno: il Gran Premio alla Gioiese. Andrò avanti con il mio sistema di allenamento che prevede sempre due serie ad un colpo e altre due serie a due colpi. Dicevo prima che la mia preferenza va senz’altro alla gara a un colpo, anche se curiosamente il mio record personale attuale è di 20/25 a due colpi e di 17/25 a un colpo. Ma forse, dalle prossime gare, è già tempo di mettere in equilibrio i record e di far crescere ancora il mio punteggio della finale!”
L’Uno d’Oro è stato un importante momento di verifica tecnico-agonistica anche per Giulia Capalbo: la sedicenne calabrese di Acri che al Tav La Tranquilla ha conquistato la vittoria a sua volta tra le Giovani Speranze della Fossa Olimpica.
“È stata una gara molto impegnativa per me, – spiega l’allieva di Giancarlo Capalbo che in passato ha praticato anche il nuoto e la danza – perché affrontare prima i 75 piattelli della qualificazione e poi le altre serie ha rappresentato una vera sfida proprio sul piano atletico, ma sono arrivata al traguardo. So bene che manca ancora tanta esperienza di gara che mi potrà invece aiutare nei prossimi impegni. Sento però chiaramente che in ogni nuova gara ho l’ambizione di accedere a un bel piazzamento e possibilmente di migliorare il mio risultato rispetto alla gara precedente.”

Giulia Capalbo, prima tra le Giovani Speranze del Trap al segmento calabrese dell’Uno d’Oro
“L’ambizione di riuscire c’è davvero, – dichiara ancora Giulia Capalbo che a sua volta sta preparando il prossimo impegno del Gran Premio alla Gioiese – ma si crea anche molta ansia quando affronto il momento della gara. Tecnicamente questa situazione è molto visibile perché infatti in allenamento riesco a fare punteggi molto superiori a quelli che poi ho totalizzato in gara anche in questo caso. Questa vittoria all’Uno d’Oro è un piccolo-grande passo, ma nel tiro a volo occorre sempre riconfermarsi. Sì, d’accordo: potremmo dire che questo vale in linea di principio per ogni sport, ma forse in altre discipline puoi far valere il tuo rango agonistico. In pedana invece è un esame ogni volta. Il mio obiettivo adesso è quello di fare sempre più gare proprio per familiarizzare con il momento dell’agonismo per migliorare volta per volta. Ogni gara è veramente una grande lezione che riceviamo: adesso però serve davvero controllare le emozioni per portare in gara quel buon livello tecnico che ho acquisito e che riesco a rispettare in allenamento.”
Foto: Pavla Dolenska, Tav La Tranquilla




