Trap Pezzaioli: doppio sogno tricolore
Le due formazioni del Presidente Luigi Beatini si sono attestate in vetta alla classifica, a pari punteggio, al Campionato italiano delle Società di Terza categoria di Fossa Olimpica
(di Massimiliano Naldoni)
È stato davvero un doppio sogno tricolore quello coltivato con cura e realizzato dal Trap Pezzaioli all’intersocietario di Fossa Olimpica riservato ai sodalizi di Terza categoria sulle pedane di Umbriaverde. Il club di Montichiari del Presidente Luigi Beatini è infatti riuscito nell’impresa di collocare le sue due squadre (per effetto della vittoria del titolo in Quarta categoria nella scorsa stagione i bianco-rossi bresciani potevano schierare due team) ai primi due posti della classifica. E, quasi per amplificare l’impresa, le due squadre hanno totalizzato lo stesso punteggio di 542/600 precedendo il 541 dei catanesi di Ramacca. Pezzaioli 1 (nell’immagine di copertina) schierava Nicola Peru, Marco Mangolini, Michele Rocchi, Robertino Tacchetto, Gianni Marco Gusella e Manuel Beatini. In Pezzaioli 2 militavano invece Stefano Mariani, Paolo Frigerio, Albino Del Baldo, Dario Caretta, Massimo Gosio e Luca Caputo.
Presidente Beatini, alla vigilia immaginava che le sue due squadre potessero occupare i primi due posti della classifica?
No, anche se ero convinto che almeno una delle due squadre potesse arrivare al podio. Quando porti due squadre, devi sempre bilanciare le forze e queste nostre due squadre sono state costruite con quel bilanciamento di forze dal lavoro accurato del Ct Renato Ferrari. La differenza tra l’una e l’altra squadra, semmai, la possono fare gli atleti di Seconda categoria. Questa volta, diversamente dagli altri anni, eravamo un po’ penalizzati proprio nel comparto dei Seconda categoria, perché nelle scorse stagioni abbiamo avuto dei forti tiratori di quella divisione, capaci di essere molto regolari in pedana, che però sono passati nella categoria superiore. Il tiratore di Seconda categoria è tradizionalmente più soggetto alle oscillazioni. Nel caso di Pezzaioli 1, ad esempio, Gianni Gusella ha dovuto fronteggiare proprio quelle oscillazioni: aveva aperto la gara con un 25, ma poi non è andato oltre il 18 nella terza serie. E in ogni caso questo nostro atleta è stato bravo a fornire la miglior prova possibile nell’ultima serie per assicurare il risultato alla squadra.
Pezzaioli 1 ha peraltro conseguito il punteggio per vincere proprio in quell’ultima strepitosa serie.
Esattamente. La squadra di Ramacca al termine del terzo giro era avanti di nove piattelli. Nella nostra squadra 1, Nicola Peru è stato autore di uno straordinario 25, ma davvero tutti in quella serie finale hanno sparato bene e siamo riusciti a vincere per un piattello.
Presidente Beatini, in casa Pezzaioli ci credevate al capovolgimento di equilibri di quell’ultima serie?
Io l’avevo intuito percorrendo il campo in lungo e in largo per tutta la giornata. Ramacca andava ad effettuare la quarta serie al campo 6 in orario avanzato. La nostra squadra 2 intanto sparava in contemporanea al campo 1 in un orario in cui iniziavano a proiettarsi delle ombre sul campo. È stato un duello a distanza molto difficile. I miei atleti hanno fatto diciassette zeri, portando in fondo la serie a fatica. Gli atleti di Ramacca invece hanno fatto qualche zero in più, ma in realtà fino a metà serie erano ampiamente in corsa per vincere. Il fenomeno curioso è che il nostro Luca Caputo, che era inquadrato in Pezzaioli 2, ha sbagliato l’ultimo piattello e in quel modo le nostre due formazioni si sono trovate in parità. Senza quello zero in extremis, sarebbe stata Pezzaioli 2 a vincere il titolo.

Pezzaioli 2 sul secondo gradino del podio di Umbriaverde
La soluzione che avete trovato per assegnare il titolo senza spareggiare è una bellissima storia di sport: ce la racconta?
Quando ci siamo accorti che le due squadre erano in parità, Dario Caretta, Albino Del Baldo e Stefano Mariani, cioè, per intendersi: i senatori di Pezzaioli 2, mi hanno comunicato che era desiderio di tutta la squadra 2 lasciare il titolo alla squadra 1. Per la squadra 1 avevo designato degli atleti molto giovani: Michele Rocchi e mio figlio Manuel. Gli atleti più navigati del gruppo hanno detto che era giusto attribuire la vittoria alla formazione che schierava gli atleti più giovani che per la prima volta gareggiavano in squadra in una gra così importante. E soprattutto per premiare quella serie strepitosa con solo nove zeri con cui la squadra 1 aveva concluso la propria gara. È stato bello anche quello che mi ha raccontato Michele Rocchi. Dopo il 20 della prima serie, Michele mi ha confidato che gli batteva forte il cuore quando è entrato in pedana. Mi ha detto: Luigi, io non sono ancora abituato a queste gare! Ma poi ha fatto un 91 che è un bellissimo punteggio…
Possiamo considerare Nicola Peru il simbolo della solidità tecnica della squadra che ha vinto?
Senza dubbio. È proprio Nicola che ha suggerito di inserire i due atleti più giovani, mio figlio Manuel e Michele Rocchi, nella sua batteria. Renato Ferrari aveva progettato una sorta di guscio protettivo in batteria per i nostri atleti più giovani: Peru era in prima pedana, Manuel in seconda, poi a seguire: Robertino Tacchetto, Michele Rocchi, Marco Mangolini e Gianni Gusella di rincalzo. Dal punto di vista della esecuzione della serie, Nicola ha anche un po’ sofferto in quell’ultima serie perché ha fatto sette o otto seconde canne, ma ovviamente non ha mai mollato. Con Renato Ferrari abbiamo seguito tutta l’ultima pedana, piattello per piattello. Guardando Nicola Peru, malgrado appunto qualche difficoltà che ha incontrato, quella serie è apparsa quasi una pedana di allenamento: e suona incredibile, considerando che si trattava della serie decisiva per il titolo. Nicola faceva una seconda canna, si girava verso di noi e con l’espressione del volto commentava addirittura quello che aveva appena fatto. In quel modo è sicuramente riuscito a smorzare la tensione che quella serie stava producendo. E poi soprattutto ha contribuito al punteggio della squadra con un monumentale 98/100 che è un risultato che spinge in alto.
Prossima fermata del tour…?
La Coppa Campioni. Questo è stato l’ottavo titolo italiano che il Trap Pezzaioli ha conquistato: adesso l’obiettivo da centrale è quello della Coppa Campioni. L’anno scorso abbiamo dovuto affrontare la finale subito dopo aver concluso l’ultima serie di qualificazione in cui fra l’altro avevamo sparato benissimo. E comunque anche in finale, malgrado il poco tempo per recuperare energie e concentrazione, ci siamo attestati sui quindici zeri: non così distante dai primi. Quindi: ce la possiamo giocare. Quello che riusciremo a fare lo dirà il campo..!
Foto: Clikkami




