Pisa: grandi atleti per un grande ritorno
La formazione del Presidente Sergio Matteoni conquista lo scudetto delle Società di Seconda categoria di Fossa Olimpica con un collettivo perfettamente amalgamato
(di Massimiliano Naldoni)
È una vittoria ben delineata quella che la formazione del Tav Pisa ha centrato al Tav Acquaviva nel segmento dedicato ai sodalizi di Seconda categoria del Campionato italiano delle Società di Fossa Olimpica. Il coach Leonardo Benassi, affiancato dalla responsabile organizzativa Laura Matteoni, ha guidato al successo la formazione composta da Stefano Narducci, Nicholas Antonini, Jacopo Cipriani, Massimo Checchi, Ezio Rossi e Federico Giannini. Sulle pedane abruzzesi il Tav Pisa ha totalizzato 546/600 e ha preceduto Sezze (537) e Olimpia (536).
Coach Benassi, in questo Campionato delle Società il traguardo di Pisa era la vittoria o c’erano anche opzioni alternative?
Erano otto anni che questo scudetto non tornava a Pisa ed era altrettanto che lo inseguivamo. La squadra era costruita quindi per provare a centrare questo obiettivo. Quattro dei sei tiratori sono fra l’altro quegli atleti che ormai formano stabilmente da tempo la squadra. E in più, posso dire che la formazione in pratica era definita addirittura già da maggio: c’è stata appena qualche piccola modifica in corsa, magari per l’improvvisa indisponibilità di un designato, ma la base del collettivo nel mio pensiero era già ben chiara da molto tempo.
Analizzando nel dettaglio la sequenza dei punteggi degli atleti di Pisa, si riceve la conferma che il Campionato delle Società sia una gara non facile per nessuno: nel senso che anche i big della squadra qua e là, a fasi alterne, hanno incontrato qualche difficoltà.
Sicuramente già sulla carta non era una gara facile, perché i tre atleti di punta della squadra, vale a dire: Stefano Narducci, Jacopo Cipriani e Nicholas Antonini, sono arrivati a questo appuntamento dopo un’annata agonisticamente molto intensa. Quindi, anche a livello di atteggiamento mentale, ci sta che a loro volta siano arrivati un po’ corti. In ogni caso, in questi tre atleti personalmente ho una fiducia immensa: ci conosciamo da anni e conosco bene le loro potenzialità. Anche in prova nella giornata di sabato c’erano state, sì, delle difficoltà, ma sapevo che Stefano, Jacopo e Nicholas alle difficoltà potevano reagire alla grande. E infatti, poi, in gara, pur confrontandosi con lanci difficili, hanno saputo fornire un grande prova.
Come avviene in gare di questo tipo, è però tutto il gruppo che reagisce bene.
Certamente. Consideriamo che, ad esempio, per Massimo Checchi si trattava della prima gara in squadra e la sua è stata una grande prova e anche Ezio Rossi e Federico Giannini si sono rivelati, come previsto, due certezze della loro categoria. Non a caso Ezio, infatti, l’anno prossimo militerà in Prima categoria. In questi mesi Ezio Rossi e Federico Giannini sono stati dei punti fermi delle mie scelte: l’anno scorso l’uno e l’altro erano presenti in squadra al Società e Ezio è stato convocato sia nel Società che in Coppa Campioni. Ma c’è un fenomeno che ho notato subito e che mi ha dato indicazioni importanti. Come sempre succede nelle gare a squadre, la serie di partenza ha prodotto tensione ed è maturato qualche zero di più, ma la formazione non si è distratta e come si dice in questi casi: ha dimostrato di non aver paura del risultato. Insomma, da questi indizi, ho visto che sia di forza mentale che di spirito di gruppo ce n’era a disposizione. Subito in quelle prime fasi della gara si è capito che la differenza la poteva fare proprio la coesione e la solidità della squadra. C’è ad esempio un aspetto tecnico che sembra un dettaglio ma è molto importante: nella prima serie, malgrado quella comprensibile pressione che dicevo, per quanto riguarda il risultato nessuno degli elementi della squadra è andato sotto il 20. E come dice il nostro Presidente Sergio Matteoni, che ringraziamo sempre per la sua volontà di impiegare risorse significative per inviare la squadra alle trasferte, se appunto ogni atleta riesce a conservare il proprio punteggio sopra il limite del 20/25, specialmente in una gara come il Campionato delle Società, ci sono tutte le premesse per far bene.
Il capolavoro della giornata è stato certamente il 140/150 della terza serie: com’è maturato quel parziale?
Prima che la squadra entrasse in pedana stavo commentando la situazione con la responsabile organizzativa della nostra squadra, Laura Matteoni, e, ipotizzando un risultato per quella serie che stavamo affrontando, avevo formulato la speranza che maturasse un risultato alto e avevo parlato fra l’altro proprio di un 140. Perché quel livello di punteggio avrebbe dato una spinta definitiva verso il traguardo. Ed è stato così: i 25 di Stefano Narducci e di Jacopo Cipriani hanno portato ovviamente su, ma è stato importante che anche tutti gli altri conservassero una media strepitosa. Lo spiegano di nuovo i numeri: se totalizzi un 74/75 con i tre di Eccellenza e Prima e ti attesti sulla media del 22 per i Seconda categoria, vuol dire che stai viaggiando ad alti livelli. In una serie così, quando non senti quasi mai suonare il campanello, ho avvertito una forza del gruppo che raramente mi è capitato di sperimentare.
Possiamo dire che si è trattato di una forza che si è trasmessa anche all’ultima serie che è sempre difficilissima?
Prima dell’ultima serie i ragazzi della squadra non sapevano esattamente i punteggi che stavano maturando nella gara, però è chiaro che quando spari a un certo livello, lo sai perfettamente come puoi essere collocato in classifica. Quindi, sì: la squadra ha saputo reggere mentalmente, i big hanno fatto quello che si richiedeva loro, ma anche i ragazzi di Seconda hanno rispettato medie incredibili. In questa gara Massimo Checchi ha fatto quattro 23 e non era davvero facile per un atleta al suo debutto in una gara a squadre. Massimo, che si è definito: il vecchio del gruppo, in realtà vanta una storia tiravolistica lunga: si è fermato per qualche anno, ma è poi tornato a sparare e quindi in questo caso per lui si è trattato proprio di una nuova partenza che Massimo ha saputo gestire benissimo con una grande prestazione.
La prossima tappa in questo percorso?
La Coppa dei Campioni. Con una squadra leggermente ritoccata in cui subentrerà qualche tiratore di categoria superiore. Un anno fa siamo arrivati quarti a due piattelli dal podio, quindi andiamo a difendere un bel risultato con la speranza e la volontà di migliorarci.




