Sara Bongini: una vittoria della volontà
La skeettista fiorentina racconta la sua affermazione al primo Gran Premio stagionale a Laterina
(di Massimiliano Naldoni)
Sara Bongini ricomincia da Laterina. Esattamente dalle pedane che a settembre le avevano attribuito il titolo tricolore delle Ladies di Skeet del 2025. L’affermazione nel primo Gran Premio Fitav stagionale arriva ad appena due settimane dal debutto internazionale dell’atleta delle Fiamme Oro nella tappa di Tangeri del circuito di World Cup. Ma se in Marocco una brillante qualificazione non aveva coinciso con una prova altrettanto luminosa in finale, nel primaverile Gran Premio sul terreno aretino per Sara Bongini è maturata invece un’affermazione netta con 119/125 in qualificazione e con un solido 34/36 in finale che ha permesso alla toscana di precedere Diana Bacosi e Chiara Di Marziantonio.
Sara, possiamo chiamare questa vittoria il riscatto della finale sfortunata di Tangeri?
Così d’istinto, sì: potrei chiamarla anche riscatto di quella finale, ma si deve anche considerare che sono state due situazioni completamente diverse, con due livelli di pressione psicologica totalmente differenti. E inoltre le condizioni atmosferiche a Tangeri non erano davvero a favore di noi atlete.
Allora forse in condizioni ambientali ideali, anche la tua prova in Coppa del Mondo avrebbe potuto avere l’esito di questo Gran Premio?
Probabilmente non ci sarebbe stato comunque lo stesso esito, perché il problema principale è stata la gestione di quella finale. La finale di una prova di Coppa del Mondo non è davvero mai facile: ti ritrovi spalla a spalla con atlete che agonisticamente hanno fatto tanto più di te e quindi si affaccia una certa paura dell’evento. Oggi invece sono riuscita ad essere più centrata. Anche se ero in pedana con alcune mie colleghe che attualmente possono vantare una storia sportiva che io ancora nemmeno mi sogno, sicuramente sono riuscita a controllare meglio le mie reazioni. E questo, specialmente in prospettiva, è un bel segnale.
Quella di oggi è stata la tua seconda finale a otto: ti ha confermato nelle impressioni ricevute a Tangeri?
Ti trasmette certamente la sensazione di una finale diversa dalla precedente. Molto più veloce, con margini di errore ridottissimi: una finale che costringe tutte noi ad essere ancora più precise di prima.
Alla tua gara di qualificazione di oggi che voto dai?
Un buon voto. C’è qualche piattello stupido lasciato andare, ma nell’insieme la valuto molto bene.
Quand’è che un piattello diventa stupido..?
No, in realtà non è colpa di quei piattelli: è un problema di attenzione da parte mia! Quando dai il pull con una chiamata di routine invece che con una chiamata in cui sei al 100% delle tue potenzialità, allora può maturare lo zero che è un errore di leggerezza. Devo ancora lavorare molto su questo aspetto per presentarmi al 100% su tutti i lanci. A proposito: a lavorare si riprende subito da domani!




