Mario De Donato: la tenacia produce il bronzo

La Campania non brilla all’esordio nel Regioni 2026 di Fossa Universale, ma si riscatta con un vigoroso recupero che vale il terzo posto

(di Massimiliano Naldoni)

È andato sul sicuro il coach Mario De Donato per comporre la squadra presentata dalla Campania al Trofeo delle Regioni 2026 di Fossa Universale: l’atleta/direttore tecnico napoletano ha infatti puntato su di una compagine di atleti di solida esperienza. Ed è proprio quella familiarità con le insidie della pedana che ha permesso al sestetto capitanato dall’universalista partenopeo di trovare prontamente una soluzione alla falsa partenza che aveva momentaneamente insabbiato le ambizioni del team dopo la prima serie. A Fagnano, a fianco dello stesso Mario De Donato hanno gareggiato Giovanni Morra (suo il vertice qualitativo del gruppo: 97/100), Luigi Viscovo, Simone Boccanfuso, Mauro D’Angiolillo e Raffaele Boccanfuso. Con 545/600 la Campania della cinque macchine ha conquistato il terzo posto alle spalle della Sicilia e del Lazio.

Coach De Donato, la medaglia di bronzo è un traguardo che coincide con le previsioni e con le aspirazioni della Campania?

Effettivamente è una bella soddisfazione: fra l’altro abbastanza inaspettata, perché abbiamo iniziato malissimo. Abbiamo fatto ventiquattro zeri nella prima serie per dei problemi di visibilità e quel risultato sembrava addirittura già escluderci perfino per la corsa a un posto sul podio. Ma poi la situazione si è capovolta, perché nelle tre serie successive in tutto abbiamo fatto trenta zeri, quindi in tre serie praticamente gli zeri che avevamo collezionato nella prima. Analizzando quelle tre serie, potremmo anche dire che le ambizioni di vittoria erano legittime, ma nel tiro a volo non si può mai dire davvero come va: magari è proprio il fatto che abbiamo sparato male nella prima serie che ci ha spronato a far bene nella seconda parte della gara.

Qual è stato il criterio di selezione adottato per la squadra?

Confesso che ho puntato sull’esperienza, quindi, per dirla facilmente: sui più anziani, ovvero i Senior e i Veterani. Per la qualifica Man ho scelto Giovanni Morra e Mauro D’Angiolillo. Uno dei Senior era l’Eccellenza Luigi Viscovo; l’altro Eccellenza ero io nel ruolo del Veterano. Si tratta quasi della stessa squadra che ha vinto il Trofeo delle Regioni due anni fa. In Sicilia, in quel caso, con noi c’era Ester Iannotti: quest’anno ho optato invece per l’inserimento del Senior Raffaele Boccanfuso, il padre di Pasquale che a sua volta era in squadra nel ruolo di Junior. Raffaele Boccanfuso ha sparato molto bene in questa stagione nella Fossa Universale: ha fatto 190 al Campionato italiano e meritava fiducia.  È vero che Raffaele è stato un po’ tradito dall’emozione nella prima serie e infatti in quella frazione è stato un po’ al di sotto dei suoi standard consueti, ma d’altronde in quella prima serie abbiamo sparato appunto con condizioni un po’ sfavorevoli che hanno anche amplificato poi qualche problema dei singoli elementi.

Avete condotto la preparazione in maniera collegiale?

Non era facile condurre un allenamento sistematico insieme perché apparteniamo anche a Società diverse e viviamo in zone spesso distanti le une dalle altre. Luigi Viscovo, Mauro D’Angiolillo ed io siamo tesserati a Pastorano, ma i Boccanfuso sono invece atleti del Tav Zaino e risiedono fra l’altro a Ischia. Giovanni Morra è invece un atleta del Tav Cantile. Ci ha agevolato il fatto che siamo tiratori che fanno attività in modo regolare ogni settimana: il resto lo ha fatto la conoscenza diretta di vecchia data che ci lega reciprocamente. Quella situazione ci ha consentito di raggiungere poi quell’affiatamento di squadra con cui abbiamo conseguito il bel risultato al Trofeo delle Regioni.

Foto: Matteo Novarina