Castanea: vincono gli eclettici

Sono i portacolori di una delle capitali mondiali dell’Elica ad aver conquistato il titolo tricolore di Trap delle Società di Prima categoria: ne parla capitan Antonio Passalacqua

(di Massimiliano Naldoni)

Dici Antonio Passalacqua e pensi all’Elica, perché l’atleta messinese ha davvero scritto pagine di storia in queste ultime stagioni mietendo allori continentali e planetari nella disciplina del bersaglio bicolore. E invece no: quantomeno non questa volta. Perché il Tav Castanea – per la cui formazione Antonio Passalacqua è contemporaneamente designatore e atleta – ha conquistato lo scudetto tricolore di Fossa Olimpica tra le Società di Prima categoria. Va detto che si tratta di una sorpresa fino ad un certo punto, perché, come segnala proprio capitan Passalacqua, il team peloritano aveva sfiorato l’impresa già all’Italiano d’inverno a Vetralla nel marzo scorso. Questa volta, sulle pedane della Gioiese, la squadra di Castanea – con un folto manipolo di elicisti votati all’eclettismo – non si è lasciata sfuggire l’occasione e con Antonio Passalacqua, Sebastiano Fazio, Carmelo Passalacqua, Alessio Nostro, Andrea Bruno e Antonino Biondo ha prodotto il punteggio di 533/600 che si è tradotto in scudetto stagionale davanti ai conterranei di Torretta (529) e agli umbri di Cascata delle Marmore (526). Ecco le impressioni di capitan Antonio Passalacqua sullo straordinario risultato.

Antonio, la formazione di Castanea ha partecipato al Campionato delle Società di Trap con il proposito di vincere o all’orizzonte c’era soltanto un piazzamento?

La squadra aveva sicuramente le potenzialità per vincere perché già a marzo avevamo perso il titolo al Campionato italiano d’inverno soltanto per una flessione all’ultima serie. In quell’occasione eravamo stati in testa per tutta la gara e quell’episodio ci ha fornito delle indicazioni per gestire meglio tutto l’evento. Questa volta sapevo che la squadra era di nuovo ugualmente molto competitiva. Nell’allenamento del sabato avevamo sparato tutti bene e ho capito che potevamo essere in corsa per il titolo.

La composizione delle squadre, con i vincoli dell’appartenenza alle categorie, è un compito difficile: come hai gestito le designazioni?

Sì, la composizione della squadra è sempre un lavoro complicato, però a Castanea all’inizio dell’anno ormai regolarmente stabiliamo dei criteri per la designazione. Poi, naturalmente, ci riserviamo di operare delle scelte tecniche anche diverse in base al rendimento dei singoli atleti. Nel corso della preparazione per il Campionato italiano ho acquisito la piena convinzione che questa fosse la miglior squadra possibile, anche se devo dire che abbiamo lasciato a Messina, a seguirci a distanza, qualche altro atleta che avrebbe potuto benissimo partecipare alla gara e svolgere ugualmente bene il suo compito: Castanea dispone insomma di un bel gruppo di specialisti tra i quali possiamo scegliere. Ad esempio, nella Seconda e nella Terza categoria abbiamo davvero una buona e numerosa scuderia.

Analizzando il punteggio della vostra gara alla Gioiese, e considerando soprattutto le vostre legittime ambizioni,  probabilmente il 132/150 dell’esordio non corrispondeva esattamente alle tue previsioni?

Effettivamente no. Per due di noi sono maturati due zeri proprio all’ultimo piattello di quella serie e c’è stato anche un singolo punteggio meno brillante. Diciamo che quella prima serie poteva essere un 134 o un 135: due parziali che avrebbero dato subito un altro ritmo. Ma anche la seconda serie, quella del 139, che comunque appunto è andata benissimo, poteva essere un 140 perché anche in quel caso c’è stato uno zero inatteso all’ultimo piattello. Però la gara nel suo insieme è stata bellissima, molto tirata fino alla conclusione: infatti nell’ultima serie siamo entrati in pedana un po’ tesi, poi ci siamo sciolti e abbiamo saputo dare il meglio di noi proprio nel momento in cui serviva. Certamente, con il contributo di qualche piattello in più nelle prime serie, avremmo potuto sparare con più tranquillità nell’ultima, quando nel frattempo sapevamo che Cascata delle Marmore, che è una squadra molto forte, era in corsa per conquistare il titolo.

Antonio, è impossibile trascurare che questa squadra di Fossa Olimpica di Castanea è in realtà composta da molti elicisti fortissimi: possiamo dire quindi che l’Elica giova anche al Trap?

Ci sono quattro autentici elicisti in questa squadra: con me anche Mino Carmelo, Andrea Bruno e Alessio Nostro. E quindi, sì: è la prova che sparare all’Elica permette di ottenere di più anche nella Fossa Olimpica. Il prossimo anno Castanea ospiterà di nuovo il Campionato europeo di Elica, perciò quella specialità è sempre davvero molto presente nella nostra storia societaria.

Come nota conclusiva, non è un dettaglio che l’età media della squadra di Castanea sia relativamente bassa…

Siamo intorno ai 35-37 anni e comunque molti di noi hanno già un’esperienza agonistica molto solida. Però, sì: è una squadra giovane e infatti, ormai per abitudine, diciamo sempre che siamo tutti ragazzi!