Giovanissimevolmente: Edoardo Marchetti, Lorenzo Giannanti e Giuseppe Iacobucci

Condividono un esordio analogo e un percorso già luminoso gli Esordienti dello Skeet che hanno conquistato le tre sedi del podio al Campionato italiano under 21 di Roma

(di Massimiliano Naldoni)

Maestri celebri e famiglie dedite con passione e convinzione alla costruzione quotidiana dell’agonismo dei propri rampolli. Se c’è un comune denominatore nel retroterra condiviso dai tre medagliati del podio degli Esordienti dello Skeet al Campionato italiano del Settore Giovanile di Roma è proprio questo. È stato Edoardo Marchetti, lucchese di Marginone e tesserato al Tav Montecatini – Pieve a Nievole, a conquistare il titolo tricolore stagionale di quel comparto, ma il suo conterraneo Lorenzo Giannanti, pistoiese di Ponte Buggianese, ha saputo contendere lo scudetto fino alle ultime battute e anche il casertano di Ruviano Giuseppe Iacobucci, poi autore di un prestigioso terzo posto, è stato abilmente in partita per buona parte della combattuta finale.

Edoardo Marchetti ha confezionato il miglior punteggio in qualificazione al Campionato italiano di Roma: l’allievo di Gabriele Rossetti e Andrea Lapucci ha conquistato il dorsale numero uno con 105/125 e poi con 32 centri in finale ha preceduto appunto Lorenzo Giannanti (94 + 31) e Giuseppe Iacobucci (102 + 21). È stato Nino Calantoni a individuare per primo la predisposizione per lo Skeet di Edoardo Marchetti, ma d’altronde il giovanissimo atleta toscano aveva già importanti trascorsi in molti altri sport: basket, nuoto, tennis, golf e calcio. È proprio in tutte quelle discipline sportive, individuali e di squadra, che lo skeettista lucchese ha saputo forgiare la propria personalità agonistica che oggi ha trovato la sintesi nello Skeet.

“È iniziato tutto un po’ per gioco, – spiega Edoardo Marchetti – seguendo il mio babbo che praticava il Compak, ma in quel primo contatto con il tiro a volo non pensavo che potesse poi svilupparsi una passione così forte. È del mio babbo il merito di aver capito che una specialità molto tecnica come lo Skeet fosse adattissima al mio carattere.”

Edoardo Marchetti

Del vero atleta, d’altronde, Edoardo Marchetti ha già assunto l’atteggiamento corretto: quello che impedisce di essere in realtà soddisfatti a pieno della propria prova, anche quando quella si traduce in una vittoria cristallina come è avvenuto a Roma.

“Sono contento, – precisa Edoardo Marchetti – ma si poteva far meglio. Nel punteggio di qualificazione quel 16 alla terza serie, ad esempio, non ci sta molto bene. In quella serie non ero concentrato: fino dalla pedana 1 si vedeva che ero un po’ stanco. Ho fatto uno zero proprio alla 1 e, per dirla alla mia maniera, sono entrato in paranoia e ho iniziato ad allungare il tempo per intercettare il piattello e ho finito per non rispettare per niente il mio modo di tirare. Poi sono arrivati altri zeri un po’ distribuiti: alla 2, alla 3, alla 4 per i singoli e poi ancora alla 7 e di nuovo alla 4 per le doppie. Del 21 e del 23 delle prime due serie ero davvero contento: forse è proprio per quello che alla terza serie sono entrato in pedana con troppa sicurezza. E quella troppa sicurezza mi ha tolto attenzione e concentrazione e mi ha fatto infrangere i miei ritmi normali.”

Che la personalità agonistica di Edoardo Marchetti sia dotata di un’impronta già personalissima lo prova il fatto che Simone Pastacaldi, coach della squadra del Tav Montecatini – Pieve a Nievole, lo ha convocato come riserva per il Campionato delle Società. E del resto, proprio quella personalità già ben delineata ha permesso a Edoardo Marchetti di superare brillantemente lo scivolone della terza serie della prima giornata.

“Sì, dopo quel brutto 16, il 21 della quarta serie è stato di nuovo un buon risultato e poi soprattutto lo è stato il 24 della quinta che è attualmente il mio record in gara. In allenamento, invece, c’è già stato anche qualche 25.”

A Roma qualche problema si è ripresentato in finale ed è lì che è emersa di nuovo la grinta del giovanissimo atleta toscano.

“Nei primi venti piattelli ero di nuovo in paranoia, – dice Edoardo Marchetti – perché i miei avversari erano ragazzi molto forti: in più sapevo che si erano avvantaggiati dei miei errori subito alla pedana 3 e poi ancora soprattutto con gli altri due zeri alla 4. È dopo i venti piattelli che è uscito fuori il vero me stesso. E a quel punto sono riuscito a concludere nel modo che volevo.”

Ma lo sguardo di Edoardo Marchetti è già rivolto alla prossima stagione e il suo lavoro in allenamento ha già un profilo scientifico che permette di guardare a questo allievo di Gabriele Rossetti e Andrea Lapucci come ad un talento in grado di esplodere in breve.

“Nelle sette pedane della serie di qualificazione, quindi nei 19 piattelli del giro completo prima delle doppie, sono molto ferrato: non scendo mai sotto il 17 – 18. Quella che semmai mi crea più problemi, e mi fa fermare al 20 – 21, è la pedana 4: a volte sbaglio leggermente il ritmo e a volte a quella pedana introduco un movimento troppo veloce. Capisco, insomma, che il lavoro da fare è ancora tanto.”

Anche Lorenzo Giannanti è un giovane talento individuato da Nino Calantoni che attualmente si prepara sotto la regia di un altro maestro d’eccezione: Sandro Bellini. La famiglia di Lorenzo Giannanti risiede ad Antiona, frazione di Ponte Buggianese, e il giovanissimo atleta precisa con orgoglio che la sua abitazione non dista più di un chilometro da quella di Gabriele Rossetti. Lo Skeet, evidentemente, sembrava scolpito nel suo ideale percorso di atleta, sebbene anche Lorenzo Giannanti, prima della scoperta dello Skeet, abbia intrapreso la strada del calcio, in una squadra di Altopascio, nel ruolo di difensore.

“Ho scelto lo Skeet – spiega Lorenzo Giannanti – perché mi emozionava di più: mi è sembrata subito la disciplina più impegnativa e più selettiva. È stata subito una bella sfida con me stesso. In qualificazione poi c’è l’alternanza tra lanci singoli e lanci doppi: insomma, c’è una varietà che mi è piaciuta subito molto.”

Lorenzo Giannanti

Nella finale di Roma l’allievo di Sandro Bellini, a sua volta tesserato all’impianto di Montecatini del Presidente Marco Benucci, aveva brillantemente condotto la prima metà del percorso e avrebbe potuto anche tagliare il traguardo da primo classificato se non fosse intervenuto un passaggio a vuoto a costringerlo allo zero.

“Speravo di vincere: guidavo la classifica fino agli ultimi piattelli, poi c’è stato un errore di troppo: precisamente alla doppia inversa alla pedana 3. Non è neppure la pedana che giudico più antipatica: quella è la 2, semmai. Infatti è a quella pedana che dedico più tempo in allenamento. La medaglia d’argento al Campionato italiano è comunque un ottimo risultato in vista di traguardi anche più belli nella prossima stagione.”

Silvio Iacobucci ha sempre guardato con interesse al tiro a volo, ma senza intraprendere una pratica assidua. Ha preferito allora dedicarsi ad avviare al tiro a volo il figlio Giuseppe che oggi è uno degli allievi di Domenico Simeone nella scuola che l’azzurro dirige al Tav Windisch Graetz.

Al Campionato italiano di Roma Giuseppe Iacobucci ha totalizzato un solido 102/125 in qualificazione e ha meritato una preziosa medaglia di bronzo che conferma il giovanissimo atleta casertano come uno dei talenti più promettenti dello Skeet.

“Sono contento di questa annata dal momento che sparo da appena un anno. Si può fare certamente di meglio, ma sono riuscito a rispettare una buona media in tutte le gare. Il mio record in qualificazione è il 104 che ho totalizzato in primavera al Gran Premio di Umbriaverde e il 102 che ho conseguito a Roma è quindi un punteggio ai miei massimi livelli. In finale ho attraversato un momento difficile per quella sequenza di quattro zeri consecutivi: so di aver mollato un po’ in quel momento per un calo di energie e di concentrazione.”

Giuseppe Iacobucci

“In tutte le gare del Settore Giovanile del 2026 – spiega Giuseppe Iacobucci – sono riuscito a salire sempre sul podio: terzo classificato a Taranto, a Umbriaverde secondo e primo a Cieli Aperti. È un ottimo risultato per questa stagione se si considera che la mia prima gara è stata il Criterium dell’agosto 2025.”

“Nel 2027 sarò Allievo e so che servirà ancora più impegno. Per questo ho già iniziato gli allenamenti: per provare a dare il meglio di me e possibilmente per riuscire a salire spesso sul podio. Con Domenico Simeone facciamo un allenamento molto accurato. Iniziamo la serie, ma ci fermiamo se ci sono degli zeri e lavoriamo sui problemi di quella determinata pedana fino a quando non abbiamo trovato la soluzione. Attualmente incontro qualche difficoltà alla pedana 2 e forse ancora di più alla 5. Ma abbiamo qualche mese di tempo per dedicarci a questi problemi e so che all’inizio della prossima stagione sarò pronto per affrontare altre bellissime sfide.”

Foto: Clikkami