Regioni verso il Criterium: la Calabria di Krizia Laganà
La Presidente della Commissione del Settore Giovanile della Calabria illustra le modalità di avvicinamento ai principali appuntamenti estivi del comparto under 21
(di Massimiliano Naldoni)
Il Criterium nazionale del Settore Giovanile è l’appuntamento che si staglia ormai in maniera ben delineata all’orizzonte del movimento under 21 della Fossa Olimpica e dello Skeet: la competizione di Fossa Olimpica e Skeet, fissata per il 2 agosto a Lonato del Garda, rappresenterà infatti il prologo di quel segmento della stagione che culminerà nel Campionato italiano del Settore in programma a Roma a settembre. Ai dirigenti del movimento giovanile di ogni regione le due scadenze permetteranno di tracciare il bilancio definitivo dell’intera stagione ed è per quel motivo che in queste settimane di avvicinamento agli stessi eventi stiamo interpellando i Presidenti delle Commissioni del Settore Giovanile per indagare lo stato dell’arte nelle diverse aree della penisola. Nell’episodio odierno di questa ricognizione diamo la parola a Krizia Laganà: la Presidente della Commissione del Settore Giovanile della Calabria (nell’immagine di copertina con alcuni atleti della sua regione) è affiancata nel suo ruolo dai collaboratori Emanuele Acquaro e Francesco Nucera.
Presidente Laganà, in queste settimane qualche suo collega sta evidenziando la difficoltà di molte atlete e molti atleti del Settore Giovanile a conciliare la frequenza ravvicinata delle gare: qual è il suo parere?
Dobbiamo valutare nel suo aspetto complessivo la situazione del nostro Settore Giovanile: nel nostro caso, sì, ad esempio si sono verificate assenze di alcuni atleti in qualche gara della primavera per gli impegni scolastici. Il motivo di queste assenze ad alcune gare è direttamente legato anche all’impegno in termini di giorni che comporta la partecipazione alle gare stesse. Questo è un aspetto che coinvolge in modo specifico gli atleti del comparto Juniores che partecipano anche ai Gran Premi Fitav di Eccellenza oltre a quelli del Settore. Come si può facilmente comprendere, è un problema comune a molte regioni dell’Italia meridionale. Ed è infatti una situazione che appunto stanno evidenziando anche altri miei colleghi di quelle regioni. Se faccio riferimento al caso specifico dei nostri atleti della Calabria, è un dato certo che la partecipazione ad una gara che si svolge nel nord o anche nel centro dell’Italia a quei ragazzi richiede un impegno di quattro o anche cinque giorni tra il tempo di gara vera e propria e quello destinato ai trasferimenti. Se le gare in calendario sono ravvicinate: se cioè, come accade, i Gran Premi del Settore Giovanile e quelli di Eccellenza, in cui gareggiano anche gli Juniores, sono collocati in fine settimana consecutivi, allora questi nostri atleti devono compiere delle scelte e quindi la partecipazione ad una gara esclude la partecipazione all’altra. Detto questo, non possiamo neppure ignorare il forte impegno economico che scaturisce da una partecipazione assidua all’attività agonistica e che, nel caso dei nostri giovanissimi, viene sostenuto principalmente dalle famiglie. L’attività agonistica prevede una serie di costi ingenti per l’allenamento, ma presuppone anche che sia svolto un programma di preparazione atletica e quindi ci saranno, ad esempio, dei costi da sostenere per la palestra.
È comprensibile d’altronde che si voglia far convivere profitto scolastico e rendimento sportivo senza che nessuna delle due situazioni vada in sofferenza.
Certamente, ma in questi mesi dell’inverno e della primavera ho notato anche un altro aspetto: gli impegni scolastici riducono purtroppo il tempo destinato all’allenamento. Noi non vogliamo certamente che i nostri ragazzi trascurino la scuola e quindi dobbiamo capire come bilanciare gli impegni perché le due situazioni siano in armonia. Il cosiddetto programma dello studente-atleta aiuta molto perché i ragazzi possono concordare le interrogazioni con i loro insegnanti, ma tutto questo non esclude che, proprio per quelle assenze che gli atleti devono fare per partecipare alle gare, dopo la mattina trascorsa a scuola, anche molti pomeriggi debbano essere dedicati allo studio. Insomma, realizzare l’incastro giusto tra queste due sfere di attività dei nostri giovanissimi è la piattaforma su cui si deve lavorare. Auspico, quindi, che questa convivenza indispensabile tra scuola e sport sia considerata con sempre maggiore attenzione anche nella programmazione dell’attività agonistica.
Che presenza assicurerà la Calabria al Criterium?
Saremo presenti con una decina di elementi: presumibilmente due ragazze e otto ragazzi. Tanto per tracciare un profilo più preciso, una delle due ragazze arriva dal Progetto C.a.r.e., mentre l’altra è approdata al tiro a volo per tradizione familiare. Si parla di atleti e atlete che si collocano nella fascia di età dai tredici ai diciotto anni. Fra l’altro in vista del Criterium effettivamente i nostri ragazzi risultano carichi e ben determinati. D’altronde io sono convinta che, insieme al Campionato italiano, il Criterium sia una delle manifestazioni più importanti. È la festa del tiro a volo: è il momento in cui sia i più piccoli che i più grandi vivono l’atmosfera della grande manifestazione sportiva con quella cerimonia di apertura che unisce i ragazzi e le ragazze di tutta l’Italia. Ma è comunque anche un test utile in senso sportivo: i ragazzi e le ragazze comprendono che ogni gara, sotto il profilo agonistico, è importante e loro devono affrontare ogni appuntamento con lo stesso impegno. Successivamente il Campionato italiano è il vero compito in classe: quello è il momento di resoconto del lavoro che hai svolto durante l’anno. È fuori discussione quindi che la sequenza rappresentata dal Criterium e dal Campionato italiano sia certamente uno di momenti più esaltanti per il nostro mondo del Settore Giovanile.




