Erminio Frasca: un debutto a pieni voti

Nel round decisivo del secondo Gran Premio Fitav di Fossa Olimpica l’azzurro di Priverno è travolgente e domina tra gli Eccellenza

(di Massimiliano Naldoni)

Nella finale con la nuova modalità Erminio Frasca debutta proprio al Gran Premio Fitav di Fossa Olimpica di Roma: con 120/125 l’atleta di Priverno si ritaglia il settimo posto tra gli otto finalisti ma in finale esordisce in maniera thriller: mandando a vuoto il suo colpo sul primo piattello. È l’unica imperfezione che il quarantaduenne delle Fiamme Oro si concede, perché subito dopo l’azzurro si esibisce in una galoppata che risulta micidiale per tutti gli avversari. Erminio Frasca vince con 29/30 precedendo di due lunghezze l’amico fraterno e collega Simone Prosperi. Terzo è Matteo Marongiu con 20/25.

Erminio, come giudichi la tua impresa?

Per me è stata la prima uscita ufficiale con questa formula perché non ero riuscito ad entrare in finale alla Coppa del Mondo in Marocco e neppure al primo Fitav. L’avevo provata in simulazione ma questo è stato il primo test autentico. Guardando a queste finali che sono state svolte sia in campo internazionale che in campo nazionale, salta all’occhio che i margini di errore sono ridotti e i punteggi sono tutti mediamente più alti di prima. In generale dai risultati sembrerebbe che non dover affrontare più l’incognita della direzione del piattello, per alcune atlete e alcuni atleti renda più semplice il lavoro. Poi naturalmente la tensione della finale c’è e si spara a un colpo: ne deriva che gli zeri si fanno ugualmente. Non è perché è tutto più meccanico che gli zeri non arrivano. Però, l’impressione immediata è che appunto gli zeri arrivino più per altri motivi, come la forte pressione sull’atleta e il ritmo veloce, che non per l’aspetto tecnico. D’altronde, per molti anni abbiamo fatto gli shoot-off in cui si sapeva dove andava il piattello: eppure gli zeri si facevano anche negli shoot-off. Questo è la prova che non basta sapere tutto del piattello che affronti per non sbagliarlo. Il tiro a volo è fatto così: si può sbagliare a prescindere.

Ci saranno quindi punteggi sempre molto alti nelle finali?

Mi sembra un dato di fatto che analizzando due Fitav e due Coppe del Mondo siano stati prodotti dei punteggi che in proporzione sono molto più alti. Questa è anche un’impressione che condividono molti tiratori e molti tecnici. Ad esempio, in questo Gran Premio in Eccellenza si è vinto con 29/30 e nella gara femminile con 28. Non accadeva invece che prima si vedessero dei 48 e dei 47 con tutta questa facilità: insomma, si vinceva pure con 43 e 44. È vero che si trattava di una gara più lunga, ma i numeri sono quelli. Secondo me adesso si sbaglia essenzialmente perché senti la pressione di non dover sbagliare. Sbagli perché senti che ogni singolo zero può pesare tantissimo.

Dove si dirige lo sguardo di Erminio Frasca dopo questa vittoria?

I Gran Premi Fitav sono sempre un importante momento di verifica per la condizione di noi atleti. Come dico sempre in maniera spiritosa: una nostra bella prova è un modo per mettere in difficoltà il nostro direttore tecnico che per le sue scelte deve considerare le diverse potenzialità di tanti atleti. Se fai una brutta gara, questo ovviamente non avviene. Quindi: noi ci mettiamo il massimo impegno e ben vengano tante vittorie per produrre tanti dubbi!