Valanga Pezzaioli
Il Presidente Luigi Beatini e il coach Renato Ferrari raccontano l’impresa del club di Montichiari che ha conquistato la Coppa dei Campioni di Fossa Universale: i commenti paralleli delle più accreditate formazioni in gara
(di Massimiliano Naldoni)
È la Coppa dei Campioni numero cinque quella che il Trap Pezzaioli ha conquistato nella Fossa Universale nello scorso weekend. Ma per il collettivo bresciano l’emozione è quella del debutto quando l’8 settembre del 2019 la formazione bianco-rossa artigliò il primo trofeo che oggi spicca, insieme ai tanti altri, nella tesoreria del club di Montichiari. Con la sua ammiraglia composta da Dario Caretta, Nicola Peru e Alessandro Turla, il sodalizio lombardo ha vinto il titolo tricolore 2025 del Gruppo 2 con 288/300 precedendo i conterranei del Poggio dei Castagni (273) e i veneti di Palladium (269). A livello di risultato in realtà è proprio la Società del Presidente Luigi Beatini ad aver monopolizzato l’intero podio del Gruppo 2 con gli altri due team che hanno totalizzato rispettivamente 275 e 274. Poi il terzetto del Trap Pezzaioli ha sfidato nella Coppa dei Campioni il Tav Ponso che aveva appena conquistato il titolo tricolore del Gruppo 1 con 286/300 (davanti a Pisa e Os Academy) grazie alle prove di un formidabile Paolo Cavarzan e di Davide Zanchetta e Alessandro Venturini. E per il Trap Pezzaioli è stato ancora trionfo per 71/75 a 68 nei confronti della squadra del Giorgio Rosatti.
“Eravamo certamente tra i favoriti, d’accordo, – spiega Luigi Beatini – però non si può mai dire con certezza che si è in gara davvero per vincere e si deve aver rispetto per le altre squadre perché ce ne sono molte che non vengono certamente soltanto per partecipare, ma invece perché sono consapevoli di poter salire sul podio e anche di vincere. Devo ammettere che il nostro equipaggio era qualificato, perché, come sempre, era stata fatta una selezione accurata dai selezionatori Graziano Borlini e Renato Ferrari con la mia supervisione finale. Diciamo anche che non c’era gran differenza tra una squadra e un’altra, e infatti lo ha dimostrato la prova del campo, ma si sapeva che la squadra dei cosiddetti tre moschettieri poteva sicuramente far di più ed è infatti quella che ha fatto trionfare il Trap Pezzaioli a questa gara.”
Luigi Beatini con Nicola Peru, Alessandro Turla e Dario Caretta
“Tra i tre moschettieri Dario Caretta era certamente la colonna, ma con i coach Graziano Borlini e Renato Ferrari abbiamo deciso di inserire anche Nicola Peru. Nicola è al suo primo anno di militanza nella nostra squadra. È un atleta che rappresenta una garanzia e anche la testimonianza reale che la passione per il nostro sport non ha limiti, perché Nicola si sta sobbarcando una serie numerosa di trasferte dalla sua Sardegna per partecipare alle gare con noi. Il 14 settembre, infatti, sarà in squadra di nuovo con noi per il Campionato delle Società di Fossa Olimpica.”
Fino dagli allenamenti del venerdì – racconta ancora Luigi Beatini – quella di Caretta, Peru e Turla appariva la squadra più accreditata e infatti ha conquistato il titolo di categoria con un dominio netto. Ma poi nel barrage per la Coppa dei Campioni abbiamo un po’ tremato. Nicola Peru ha fatto zero al primo piattello e poco dopo Turla. Lì mi sono un po’ allarmato, ma non più di tanto perché sapevo quali talenti avevo in squadra. Poi la finale si è bilanciata ed è stata bella tirata fino alla fine. A un certo punto ho sentito che la squadra di Ponso, davvero molto forte, aveva cambiato il tempo della fucilata. Ho visto che stavano facendo delle seconde canne e Paolo Cavarzan, che era stato monumentale nella corsa al titolo tricolore di categoria, non risultava davvero infallibile come nelle serie di gara. Ma anche noi, d’altronde, in quel momento abbiamo restituito qualche zero di troppo. È tra il diciannovesimo e il venticinquesimo piattello del barrage che si è giocata la Coppa. Nel caso di un barrage del genere vince l’esperienza e la freddezza e va detto che i nostri tre atleti di esperienza e di freddezza ne potevano mettere in campo tanta. Dario Caretta ha dato spettacolo: ha fatto due seconde strepitose su due piattelli che sembravano già due zeri e invece appunto si è ripreso magicamente. Quello che ci ha assegnato la Coppa dei Campioni era un barrage che poteva essere da 73/75: ma la tensione tipica della finale interviene sempre e infatti abbiamo chiuso a 71. Ma la Coppa dei Campioni è ancora nostra ed è la quinta della nostra storia!”
Luigi Beatini, Renato Ferrari e Graziano Borlini con le formazioni del Trap Pezzaioli
Appena un po’ meno emotiva e più tecnica l’analisi che il coach Renato Ferrari formula sul responso della gara del Concaverde. “Subito dopo il Mondiale di Roma Graziano Borlini mi ha chiesto di lavorare con lui per la preparazione della squadra e allo zio Borlini, come lo chiamiamo affettuosamente noi, non si può dire di no. La nostra è una squadra che raccoglie talenti da tante regioni, dalla Lombardia, ovviamente, ma anche dalla Sardegna e dal Veneto, quindi è sempre difficile riunire tutti per un vero e proprio raduno. Li ho visti tutti insieme soltanto il venerdì prima della gara. In quei casi, più che guardare il risultato, guardo le persone. È la banale ma sempre efficace teoria dei due esperti e un giovane che mi guida alla composizione delle squadre. Nel caso della squadra di punta, Caretta e Peru erano i più esperti e Turla era il giovane. E con Borlini sapevamo che questa era la squadra che poteva arrivare lontano. È vero, comunque, che qualche brivido ai primi piattelli del barrage per la Coppa dei Campioni lo abbiamo provato. I tre ragazzi hanno avuto difficoltà in partenza: cambiare la posizione in batteria dopo che hai sparato cento piattelli con una certa combinazione manda sempre un po’ in tilt. E poi sapevano che non potevano fare tanti zeri con una squadra forte come Ponso. Nicola Peru è partito in quinta nel barrage e infatti è arrivato subito lo zero. Ma io avevo comunque fatto una previsione. Avevo detto: se Caretta in gara tira il 23 di media, vinciamo. E infatti in gara Dario è stato anche sopra a quella media. Si dice sempre che è difficile fare una squadra quando hai pochi atleti, ma invece è difficile anche quando nei hai tanti come succede al Trap Pezzaioli. Questa volta abbiamo dovuto lasciar fuori anche qualche nome importante che comunque tornerà subito in pista sotto le nostre insegne nelle prossime gare.”
Le formazioni del Trap Pezzaioli e di Ponso in campo per il barrage della Coppa dei Campioni
L’edizione 2025 è stata però una giornata importante anche per il Tav Ponso del Presidente Lucio Sperandio che ha conquistato il titolo italiano di categoria e ha sfiorato l’impresa della conquista della Coppa dei Campioni. Lo spiega efficacemente capitan Paolo Cavarzan che ha guidato il team completato da Davide Zanchetta e Alessandro Venturini.
“Malgrado tutto, sì: è stata una buona giornata, anche perché ci siamo confrontati con una squadra molto quotata come il Trap Pezzaioli che poi ha meritato in pieno la vittoria. Il merito di aver costruito le nostre squadre è di Rossano Pesci che non ha potuto seguirci a Lonato per motivi di salute, ma è sempre stato in contatto con noi per tutta la gara. Ci eravamo trovati tre o quattro volte a Ponso per preparare il gruppo: poi collegialmente, con i suggerimenti sempre sapienti di Rossano Pesci, abbiamo deciso come comporre le squadre. La nostra Ponso 1 era certamente la squadra con qualche credenziale in più, ma anche la squadra Ponso 2 di Roberto Rossi, Franco Rosatti e Bruno Maron si è comportata molto bene. D’altronde anche io non sparavo alla Fossa Universale ormai da due anni e in questi casi conta poco che tu abbia vinto due titoli italiani e che tu sia stato in Nazionale per sette anni come appunto è accaduto a me: serve riprendere la familiarità con la disciplina. Però avevo avuto dei bei segnali dal Gran Premio di Universale a Zevio in cui avevo fatto 96/100. Per gli allenamenti a Ponso Rossano Pesci ci aveva fatto allestire dei piattelli davvero cattivi e su quei lanci difficili io avevo collezionato un 23 e due 24 ma anche cinque 25, quindi sentivo di avere il 96 e forse anche il 97 nelle mie corde. Ma non mi sarei aspettato di riuscire a comporre quel 99/100 che ho fatto in gara!”
Davide Zanchetta, Alessandro Venturini e Paolo Cavarzan
“Un po’ di rammarico c’è – dice ancora Paolo Cavarzan – per non essere riuscito a vincere la Coppa dei Campioni. Anche se, a mio parere, è più difficile vincere il Campionato italiano e fare un bel punteggio nella gara lunga sui cento piatti. Nel barrage per la Coppa dei Campioni a sette piattelli dalla fine i giochi erano ancora aperti: eravamo a pari con Pezzaioli ed eravamo in vantaggio noi per la posizione dello zero. Però, appena formuli questi calcoli, perdi la condizione giusta per vincere, perché ci metti davvero un filo di pensiero a fare lo zero: non un pensiero, dico sempre io, ma appena il filo di un pensiero. E infatti è arrivato il mio errore che ha trasformato la situazione.”
Provvede il coach Rossano Pesci a compensare la comprensibile delusione degli atleti che hanno visto sfumare l’impresa negli ultimi lanci.
“La Società di Ponso è comunque molto contenta e orgogliosa di questa squadra e della prova che ha offerto. E anche io sono orgoglioso dei ragazzi perché so che ci mettono anima e cuore ed è un gruppo ben collaudato. Coesione e fiducia reciproca tra i tiratori sono l’elemento che aiuta davvero in gare come queste. Paolo Cavarzan, poi, è un grande tiratore ed è anche un grande trascinatore: non molla e aiuta gli altri a non mollare. Con il suo atteggiamento, con il suo talento che si miscela ad una grande semplicità, riesce a motivare i suo compagni di squadra. Perché quando lavori alla costruzione di una squadra, non si tratta soltanto di trovare un tiratore che svolge bene il suo compito, ma serve anche un atleta che lavora per la squadra.”
“Io questa volta li ho seguiti a distanza, – dice ancora Rossano Pesci – ma in realtà è come se fossi stato lì con loro. Ho la massima fiducia nei ragazzi come loro l’hanno in me. In una gara difficile come la Coppa dei Campioni di Universale, i tiratori hanno certamente il ruolo prioritario, ma anche riuscire a mettere insieme il team per raggiungere un traguardo è un’altra bella impresa. Io ritengo che si debba scegliere, sì, in base alla bravura, ma anche in base allo stato d’animo del tiratore, alla sua positività, alla sua motivazione. Sono queste le doti che contano in una squadra. Le nostre formazioni erano equilibrate e le potenzialità erano più o meno alla pari. Infatti al termine della terza serie Ponso 2 era seconda con Pisa a tre piattelli da Ponso 1. Cavarzan ha fatto una gara sublime e quello ha fatto la differenza nel risultato finale. Adesso deve essere reso il giusto merito ai vincitori: tanto di cappello al Trap Pezzaioli che ha grandissimi tiratori e grandi potenzialità. Ma io mi confermo molto fiero dei miei ragazzi. Nel nostro caso la conquista della Coppa dei Campioni sarebbe stata la ciliegina sulla torta. La ciliegina non c’è, d’accordo, ma c’è comunque la bella torta del titolo italiano di categoria!”
Voci dalla pedana
Stefano Narducci – Tav Pisa
(Tav Pisa: Stefano Narducci, Jacopo Cipriani, Fabrizio Bruni)
Ho iniziato con uno zero al primo piattello, quindi la gara è partita subito un po’ in salita: un mezzo destro in quinta pedana neppure particolarmente impegnativo. Succede. Si vede che non ero ancora nel mood della gara. Dopo, infatti, la competizione ha preso un’altra piega anche se per il primo posto era abbastanza dura ugualmente. Col senno di poi, effettivamente ci sono state due serie meno brillanti, ma queste situazioni si verificano perché le gare a squadre sono sempre più tirate di quelle individuali: ognuno sente il peso di tutti e tre i componenti della squadra. Sono stati problemi più soggettivi che oggettivi a determinare quelle due serie meno brillanti: sono quei casi in cui il problema è nella testa di ognuno di noi, non certo nelle condizioni atmosferiche o del campo. Un po’ quello che è capitato a me al Mondiale quando ho fatto un 21 dopo il 99/100. Polsinelli dice che il 18 è sempre dietro l’angolo. Io dico: magari non il 18, ma appunto il 20 e il 21 sì. Certamente sarebbe stato interessante sfidare Pezzaioli nella finale per la Coppa dei Campioni, ma con i se e con i ma non si fanno le gare. Sarà per la prossima volta. Per questa nostra partecipazione voglio ringraziare il Tav Pisa, il Presidente Sergio e tutta la famiglia Matteoni. Laura, la figlia di Sergio, ci accompagna ogni volta in trasferta mettendoci nella condizione di pensare solo a sparare. Questo ci permette di vivere un’atmosfera bella e distesa che conta molto per raggiungere i risultati.
Pierantonio Venturini – Os Academy
(Os Academy: Diego Puccio, Gianluca Cabrioli, Pierantonio Venturini)
La vittoria, e comunque il podio, è sempre l’ambizione di ogni squadra. Ogni gara, però, è piena di episodi fortuiti che a volte fanno cambiare il colore alle medaglie. Siamo comunque molto contenti del risultato e del piazzamento che premia la Società di un Presidente dinamico e intraprendente come Marco Baratto. Da luglio il nostro coach è l’esperto Sergio Lavagetti che ha potuto fare una preparazione ristretta nei tempi, ma ha ottenuto comunque un risultato molto buono. Tra di noi Diego Puccio ha compiuto davvero una grande impresa con il risultato di 98/100 che è stato determinante per il piazzamento. È questo il bello del gioco di squadra in cui l’exploit di un tiratore magari compensa la prova meno effervescente di un altro. In una squadra l’amicizia e l’aiuto reciproco sono sempre un valore aggiunto.
Ugo Caldera – Tav Poggio dei Castagni
(Tav Poggio dei Castagni: Marco Minini, Mattia Bertoni, Marco Zilioli)
Il risultato è stato al di sopra delle aspettative, perché la gara è stata preparata in poco tempo. La squadra 1 con Roberto Favalli, Sergio Sanzogni e Ferruccio Ghidoni schierava universalisti puri e si è praticamente composta da sé. La squadra 2 invece l’abbiamo costruita dieci giorni prima con tiratori di Olimpica che si muovono bene anche nell’Universale. Come si dice sempre, nell’Universale lo zero vale il doppio: nel senso che le squadre che vanno a vincere fanno risultati importanti e non puoi pensare di salire in alto in classifica con prove di medio livello. Se guardo le medie della squadra che ha vinto il titolo, mi rendo conto che probabilmente non eravamo in grado di fare quei numeri, ma onorare il Concaverde, che per noi è il campo di casa, era anche doveroso ed era giusto che la Società della Presidente Loretta Zani fosse presente per la grande tradizione che vantiamo. Adesso l’orizzonte è il Campionato delle Società di Fossa Olimpica e lì partiamo davvero con buoni auspici. Lavoriamo da quattro mesi a quell’appuntamento e i nomi sono decisi. In questo ultimo weekend di agosto faremo l’ultimo allenamento nella nostra gara societaria più importante. Nelle individualità siamo forti come siamo sempre stati in questi anni e le condizioni per portare a casa il titolo ci sono. Dita incrociate, insomma, e al lavoro!
Umberto Marcolongo – Tav Palladium
(Tav Palladium: Carlo Dalla Vecchia, Umberto Marcolongo, Luca Battaglin)
Che posso dire..? Una gara bellissima, con piattelli bellissimi. D’altronde è sempre bello quando si partecipa alle gare di Società e noi, che siamo una piccola realtà, abbiamo voluto comunque essere presenti con tre squadre. Le nostre potenzialità non sono grandissime: siamo una Società di amici con una quarantina di tesserati e una quindicina di atleti che fanno vera attività. Ma abbiamo provato a dire la nostra pur con qualche difficoltà che abbiamo incontrato. La mattina della gara, ad esempio, era freddo e noi eravamo vestiti da estate. Il nostro tiratore più giovane, Luca Battaglin che è un trentenne e spara da due anni, arriva dalla Fossa Olimpica e ha sicuramente un po’ sofferto nella seconda serie quando pioveva. È un comprensibile difetto di esperienza, ma siamo una squadra in costruzione e terremo in considerazione la lezione in vista delle prossime sfide.
Foto: Alessia Tonizzo