Jessica Rossi: vince il talento

È una splendida euforia agonistica quella che ha proiettato l’azzurra delle Fiamme Oro alla vittoria nel Gran Premio di Trap a Conselice

(di Massimiliano Naldoni)

Dopo il ritorno alla grande sulla scena internazionale alla World Cup di Tangeri (con il luminoso argento individuale e lo splendido oro in squadra con Daniele Resca nel Mixed Team), Jessica Rossi torna alla vittoria anche in ambito nazionale artigliando una vittoria dai contorni ben definiti al primo Gran Premio Fitav di Fossa Olimpica di Conselice. Il punteggio di 115/125 promuove la campionessa emiliana alla finale, ma è il brillante 29/30 dell’ultimo segmento a decretarne la superiorità davanti a Erica Sessa e Guglielmina Chinaglia.

Jessica, questa convinta vittoria al Gran Premio è il prodotto del recente felice ritorno all’agonismo internazionale?

Direi che è una vittoria in cui parla il talento più che l’allenamento, perché in questi mesi sono riuscita a fare qualche volta appena un paio di serie di allenamento approfittando magari del fatto che mio figlio David stava dormendo.

Tecnicamente sei soddisfatta della tua prova al Gran Premio di Conselice?

Sono ovviamente molto soddisfatta innanzitutto di aver centrato la vittoria, ma è una soddisfazione che si estende anche al risultato e al livello tecnico. È vero che in qualificazione si può fare anche qualcosa di meglio rispetto al punteggio che mi ha qualificato alla finale del Gran Premio, però ogni risultato deve essere valutato sempre in base alle condizioni generali della gara che si sta facendo. Certamente nell’arco della stagione, specialmente in ambito internazionale, servirà alzare sempre di più il livello.

In queste settimane hai disputato la nuova finale alla World Cup di Tangeri e adesso appunto al Gran Premio di Conselice: qual è la tua impressione?

Da queste gare esco appunto certamente contenta del mio punteggio e della mia prova, ma non certo altrettanto contenta della formula della finale che prende l’aspetto di uno shoot-off continuo. L’eliminazione delle prime due atlete dopo appena dieci piattelli, ad esempio, risulta veramente troppo penalizzante per chi magari ha conseguito un bel punteggio in qualificazione e ha conquistato quella finale con una bella gara. Sinceramente ho davvero molte riserve sulla nuova finale. Il regolamento che affronteremo nelle prossime gare internazionali elimina lo shoot-off sia per l’accesso alla finale che per il dorsale. E questo è già stato applicato a Tangeri. In finale tutta la sequenza dei piattelli sarà definita: destro, sinistro, centrale, destro, sinistro, sinistro, destro, centrale, sinistro, destro. A Tangeri non abbiamo sparato in questo modo, perché in finale è stata applicata la tipologia random, ma dalle prossime gare si passerà appunto alla sequenza predefinita. Per quello dico che sembra tutto uno shoot-off, perché spari sempre su un piattello che conosci prima. Questa situazione stravolge la nostra disciplina che si basa invece sull’imprevedibilità del piattello. Introducendo anche una tecnica diversa: potresti posizionare le canne in direzione del bersaglio di cui già conosci direzione, angolo e altezza.

Chi è la Jessica che stiamo vedendo oggi in gara e che vedremo appunto ancora impegnata sul versante nazionale e su quello internazionale in questa stagione?

È sicuramente una persona nuova che ha la testa giusta per competere: una persona che ha una mente serena e che sta affrontando gli impegni con grande motivazione. Come dicevo prima, in queste settimane ho riscoperto il talento e le mie doti tecniche naturali che mi hanno aiutato e continuano ad aiutarmi quando ancora non interviene la quantità necessaria di allenamento. Poi gradualmente non mi affiderò più soltanto al talento, ma potrò anche condurre la giusta preparazione e allora il percorso sarà completo.