Giovanissimevolmente: Michele Ascione, Elia Azzarelli e Gioele Multineddu

Il podio degli Allievi di Skeet al Campionato italiano di Roma dello scorso settembre ha confermato il solido valore tecnico-agonistico di tre brillanti specialisti

(di Massimiliano Naldoni)

Gli Allievi dello Skeet hanno in Michele Ascione il loro leader stagionale: lo ha decretato il Campionato italiano del Settore Giovanile nello scorso settembre. Il quindicenne specialista di Ercolano – cresciuto sulle pedane del Tav Falco e oggi affidato all’istruttore delle stelle: Andrea Benelli – ha conquistato il massimo alloro del 2026 qualificandosi per la finale con 114/125. Nel round decisivo il giovanissimo skeettista campano aveva inizialmente preso il largo, ma alcuni errori nel secondo e nel terzo segmento lo avevano costretto alla situazione di parità a quota 32/40 con l’umbro Elia Azzarelli. Nello shoot-off Michele Ascione non intercettava il pull della pedana 3 alla prima doppia e offriva l’opportunità di vittoria al suo avversario che però restituiva immediatamente l’errore e cedeva poi il titolo qualche turno dopo con un doppio zero alla 4. Per Elia Azzarelli il secondo posto era tuttavia un ottimo traguardo: il quasi sedicenne atleta folignate di San Giovanni Profiamma si è avvicnato infatti allo Skeet appena due anni fa. L’allievo di Emanuele Fuso ha dichiarato che sono molti i modelli a cui si ispira per la dua disciplina d’elezione: ovvero tutti gli skeettisti più bravi che rappresentano comunque uno stimolo per migliorare. Elia Azzarelli, che al Campionato italiano di Roma ha totalizzato 112/125 in qualificazione e ha conteso appunto fino all’ultimo lo scudetto degli Allievi a Michele Ascione, ha totalizzato il suo primo 25 in gara al recente Trofeo delle Regioni in cui militava nella squadra dell’Umbria che ha ottenuto il secondo posto. Il terzo posto sul podio capitolino è stato appannaggio invece di Gioele Multineddu che avevamo conosciuto pochi mesi fa per la bella prova conseguita dall’atleta sardo al Gran Premio di Cieli Aperti. Il sedicenne atleta di Arzachena è cresciuto alla scuola di Luigi Lodde ed è proprio il Dt della nazionale azzurra a rappresentare tuttora il suo riferimento tecnico. Al Campionato italiano di Roma di settembre Gioele Multineddu ha fatto segnare il miglior parziale in qualificazione: 118/25. Si è poi aggiudicato la medaglia di bronzo con 23/30.

Michele Ascione

Michele, che impressioni ti ha prodotto la gara di Roma che hai vinto brillantemente?

Sono molto soddisfatto: ovviamente della vittoria, ma anche del risultato. In vista di quella gara avevo fatto un buon allenamento e sono contento di aver saputo applicare in gara tutto quello su cui ho lavorato in questi ultimi tempi.

Il 114 della qualificazione rispecchia le tue previsioni?

Anche in allenamento, il giorno prima della gara, nelle cinque serie di prova avevo totalizzato un 114, quindi mi attendevo senz’altro un punteggio superiore al 110.

La finale invece è stata un po’ più sofferta.

Esatto: sì. La prima parte è andata bene perché ho chiuso con 18/20. Nella seconda parte invece è salita la tensione: ho fatto qualche errore di più alle pedane 4 e 5 in cui invece non avevo sbagliato nei primi venti piattelli. Però in quelle pedane effettivamente avevo fatto qualche zero anche in allenamento e poi in gara: nelle cinque serie di qualificazione.

Lo shoot-off con Elia Azzarelli lo hai vissuto con difficoltà?

No, per niente: perché lo shoot-off è un momento della gara che in realtà mi carica, è lì che posso manifestare la mia vera mentalità e la volontà di vincere. È come se fosse una seconda possibilità che mi viene data, quindi ho un’adrenalina più alta e più concentrazione.

L’anno prossimo sarai Junior e sarà un anno certamente più impegnativo del 2026: come stai impostando il tuo allenamento in questi mesi di stop dell’agonismo?

Proseguirò nel modo che seguo ormai da tempo: quattro o cinque serie in ogni seduta di allenamento con le istruzioni che mi ha dato Andrea Benelli. In allenamento in realtà faccio soltanto due serie complete: nelle altre mi dedico alle ripetizioni nelle pedane in cui ho qualche difficoltà. So che sarà un inverno importante per la mia condizione tecnica perché voglio arrivare preparato all’inizio della nuova stagione.

Elia Azzarelli

Elia, il secondo posto ti ha lasciato soddisfatto o avresti voluto qualcosa di più?

Sono molto contento del secondo posto: alle spalle di questo risultato c’è molto lavoro che ho svolto durante tutto l’anno con il mio allenatore Emanuele Fuso, sia a livello tecnico che mentale, quindi si tratta di un buon risultato.

Nello shoot-off per il titolo con Michele Ascione sei arrivato davvero a un passo dalla grande impresa: c’è qualcosa da recriminare?

Effettivamente mi è dispiaciuto un po’ perché c’era stata l’opportunità di vincere già alla pedana 3, ma ho restituito lo zero al mio avversario. Ho sperimentato certamente l’emozione di vedere la vittoria che ti sta passando davanti agli occhi: quello mi ha probabilmente portato a fare un movimento non corretto. Nel caso del doppio zero alla 4, in realtà lo zero che conta è il primo: quando ho visto che il primo era andato, sinceramente al secondo piattello quasi non ho neanche pensato…

È un bel ritmo però quello che hai rispettato in qualificazione con una sequenza molto regolare.

Con Emanuele Fuso in allenamento avevamo lavorato molto su tutte le pedane proprio per eliminare il maggior numero di zeri e questo è il risultato. In effetti pensavo di poter fare anche qualche piattello in più rispetto al 112 che ho totalizzato poi in gara: diciamo che ho regalato qualche piattello per qualche sciocchezza. Ad esempio, alla quarta serie, quella del 21, ho fatto due zeri alla pedana 3 che non mi aspettavo minimamente.

Due anni fa hai scelto di intraprendere la strada dello Skeet: che cosa ha scatenato l’interesse per questa disciplina?

È stata un’impressione immediata: lo Skeet mi è piaciuto subito. Avevo dato uno sguardo a tutte le discipline del tiro e lo Skeet è quella che mi ha affascinato di più

Gioele Multineddu

Gioele, che bilancio tracci della tua prova al Campionato italiano?

In finale poteva andare meglio, ma sono molto contento del punteggio della finale perché anche in questo caso è stato il punteggio più alto nonostante che io spari soltanto da due anni. Il 118 di Roma, che in altri casi sarebbe il punteggio che permette di andare in Eccellenza, è anche il mio record personale in gara. Con l’occasione voglio ringraziare Luigi Lodde con cui ho lavorato in questi mesi e con cui continuerò a lavorare in preparazione della prossima stagione. Subito dopo la gara di Roma ho sentito Luigi per telefono e lui mi ha detto chiaramente che era molto contento: addirittura più per il punteggio della qualificazione che per la medaglia, perché appunto quello era un punteggio da Eccellenza. E se ho raggiunto questo bel traguardo al Campionato italiano, lo devo proprio a lui.

Che cosa è mancato in finale per arrivare a primeggiare anche in quel caso?

È mancata un po’ la forza di andare avanti fino al traguardo più importante. Forse sono arrivato un po’ scarico dopo la bella prova della qualificazione.

Come sarà il tuo 2027 da Junior?

Molto impegnativo, ma anche molto divertente. Sarò in Prima categoria e mi piacerebbe riuscire a conseguire il punteggio per essere promosso in Eccellenza. Insomma, di lavoro da fare ce ne sarà molto!