Andrea Diana: uno scudetto per un nuovo futuro

Pluricampione internazionale nel 2023 tra i giovanissimi dell’Universale, con la vittoria odierna all’Invernale l’allievo di Giuliano Callara è oggi tutto proiettato verso il Trap

(di Massimiliano Naldoni)

È di Andrea Diana il primo scudetto tricolore della stagione nel Settore Giovanile: l’atleta diciannovenne di Frosinone ha infatti conquistato il titolo italiano invernale degli Juniores di Fossa Olimpica sulle pedane di Montecatini – Pieve a Nievole con un poderoso 50/50. Per l’agonista delle Fiamme Oro, che ha il suo quartier generale dell’allenamento al Tav Oca Selvaggia, si tratta di un successo ben delineato che innesca legittime ambizioni in vista della stagione 2026. Andrea Diana peraltro, nel suo percorso nel Settore Giovanile, ha già vissuto un’altra carriera di grande successo nella Fossa Universale: nel 2023, da azzurrino del coach Sandro Polsinelli, l’allora sedicenne frusinate inanellò infatti il titolo europeo a Maribor e quello mondiale ad Avila nella cinque macchine.

Andrea, l’en-plein di oggi era nell’aria?

La convinzione di fare un risultato alto come un 50/50 secondo me non c’è mai, però devo dire che per il lavoro che ho svolto al raduno di Montopoli, in cui mi sono stati trasmessi dei consigli davvero molto utili, e grazie all’aiuto costante del mio allenatore Giuliano Callara, in queste ultime settimane sentivo di aver fatto un vero salto di qualità. A Montopoli era presente anche Giuliano e in quel caso altri suggerimenti preziosi me li ha forniti Daniele Lucidi. In quell’occasione abbiamo lavorato sulla tecnica, ma non è escluso che si sia sbloccato qualcosa anche nella mia testa. La prima gara dell’anno è stata l’Interforze di Conselice, in cui ho visto in maniera evidente i risultati del buon lavoro fatto a Montopoli. Però, ripeto: un 50/50 è sempre abbastanza inaspettato. Auspicavo, sì, una bella gara, ma il 50 supera anche le migliori aspettative.

Andrea Diana al vertice del podio degli Juniores di Fossa Olimpica davanti ad Andrea Guidi e Cristian Zonetti 

Quando esattamente hai percepito che potevi produrre un bel risultato?

L’allenamento del sabato ha dato la vera misura delle mie possibilità in questo momento: è lì che sono maturate le premesse per il 50. Che la gara potesse andar bene, l’avevo visto proprio in quelle due serie di ieri. La tranquillità che derivava dalla prova di ieri mi ha permesso di sparare oggi in modo sereno. La gara è stata in realtà il proseguimento dell’allenamento: e si è trasformata in una gara a suo modo semplice da affrontare, perché mentalmente ero solido. Non era certo una gara oggettivamente semplice: Montecatini è un impianto impegnativo, anche se qualche volta i piattelli possono sembrare facili. Ho avuto anche qualche buona intuizione in prova: ieri una serie di allenamento l’avevo sparata sul campo 4 e oggi mi sono trovato a sparare la seconda serie proprio di nuovo su quel campo. Che è un campo che, per un dislivello del terreno dopo l’uscita dei piattelli, ti costringe ad una percezione un po’ difficile del bersaglio.

Ci sarà ancora spazio per l’Universale nel tuo 2026?

La mia attività di tiravolista è iniziata quasi per gioco con il Compak all’Oca Selvaggia. Lì ho incontrato Giuliano Callara che mi ha avviato all’Olimpica, ma mi ha portato subito a fare anche delle gare di Universale e si sa come è andato poi anche a livello internazionale. Ho percorso il doppio binario fino a quando sono passato Junior nell’Olimpica: da allora ho accantonato l’Universale e so che adesso il mio sguardo è tutto rivolto al Trap.