Giovanissimevolmente d’agosto: Francesca Nitti, Ilaria Goretti e Linda Pozzi

La parola alle Esordienti della Fossa Olimpica che hanno monopolizzato il podio del recente Criterium di Lonato

(di Massimiliano Naldoni)

Criterium delle sorprese e delle conferme. Da sempre il tradizionale appuntamento estivo del Settore Giovanile mostra il suo doppio volto: vetrina dei talenti già in vista, ma anche cantiere/laboratorio che permette ad alcune atlete e ad alcuni atleti di spiccare il volo. Il Criterium numero trentasette ha proprio interpretato perfettamente quest’ultima funzione per Francesca Nitti: atleta tarantina di Massafra che all’impianto gardesano ha centrato la sua prima vittoria in una carriera che in realtà è iniziata appena ieri. Al Criterium l’atleta pugliese ha esordito con 16/25, ha poi consolidato la sua posizione con il 19 della seconda frazione, ma è con il capolavoro della terza serie – 22/25 – che ha dato ali al suo volo verso il vertice del podio: con 57/75 Francesca Nitti si è infatti imposta tra le Esordienti della Fossa Olimpica precedendo Ilaria Goretti (55) e Linda Pozzi (47).

“Sì, si è trattato davvero della prima gara a cui ho partecipato, – spiega Francesca Nitti che ha conseguito brillantemente la licenza media nello scorso giugno ed è proiettata verso il Liceo Linguistico con un vivace e convinto interesse per la mediazione liguistica che è destinata a rappresentare il suo futuro professionale – perché sono appena tre mesi che ho iniziato a praticare il tiro a volo: esattamente da quando, nel mese di maggio, mi sono affidata all’istruttore Umberto Manelli. Ma dopo le mie primissime gare, mi è stato suggerito subito di partecipare al Criterium ed ecco il risultato!”

A caldeggiare la partecipazione di Francesca Nitti all’appuntamento agostano del Concaverde è stata energicamente la Presidente della Commissione tecnica del Settore giovanile della Puglia Sofia Salinaro che, dopo aver visto la giovanissima debuttante di Massafra in pedana a Spinella, ne ha subito intuito le potenzialità agonistiche e ha suggerito a Vincenzo Nitti, il papà di Francesca che vanta trascorsi di militanza in pedana, di attribuire regolarità all’allenamento e di far intraprendere all figlia la strada del perfezionamento tecnico.

“Avevo seguito qualche volta il mio papà nelle gare, – spiega Francesca Nitti – ma l’interesse per il tiro a volo non si era manifestato subito. Poi, d’un tratto ho cambiato idea e ho maturato l’intenzione di sperimentare il tiro e misurarmi in pedana. Ho capito che mi sarebbe piaciuto mettermi in gioco: ho deciso di impegnarmi e di cominciare a fare seriamente. In passato avevo sperimentato tanti altri sport: la pallavolo, il tennis, il padel, il basket, la danza. Ma evidentemente non avevo ancora trovato il mio sport ideale. Il volley, ad esempio, mi piaceva, ma non mi ha mai trasmesso le emozioni che sto provando invece da qualche mese con il tiro a volo. Probabilmente perché negli sport di squadra il merito è distribuito tra tutte le componenti della formazione e invece evidentemente volevo una disciplina in cui potessi esprimermi individualmente per ricevere totalmente il merito di quello che sono capace di fare.”

Il cimento agonistico sulle pedane del Concaverde ha però naturalmente rappresentato un momento di difficile gestione per la nuova stella del panorama delle Esordienti del Trap.

“Nella giornata di sabato ero molto agitata, – racconta Francesca Nitti – perché non mi era mai capitato di affrontare una gara con così tante persone. Mi ha assalito l’emozione e infatti alla prima serie ero un po’ titubante. Alla fine della prima serie mi sono rtrovata quarta in classifica e allora mi sono detta che dovevo reagire: dare il massimo e provare a dare qualità alla mia prova perché non potevo giocarmi la gara per l’emozione. Nella seconda serie sono riuscita a controllare meglio le mie reazioni. Vincere però non era davvero nei miei propositi: l’idea era di fare una buona gara e divertirsi. Dopo la seconda serie, però, ho visto che ero frattanto seconda in classifica e ho capito che con uno sprint avrei potuto anche vincere. La mia mamma, che mi ha accompagnato in questa trasferta, ha seguito piattello per piattello la mia terza serie. È stata tutto il tempo al telefono con il mio papà e gli spiegava ogni piattello che affrontavo: la direzione, se lo colpivo di prima o di seconda canna. La mia mamma ha detto però che non mi aveva mai visto così concentrata e sono sicura che è stata quella condizione che mi ha permesso di fare quel bel risultato.”

“Sono rimasta stupita dalla bellezza dei campi di Lonato – dice ancora Francesca Nitti – e per me è stato un sogno poter gareggiare in un impianto così bello. E anche i miei compagni di squadra in questa trasferta sono stati straordinari: mi hanno incoraggiato e mi hanno aiutato. Sono persone che conosco da poco tempo, ma si è subito stabilito un bel rapporto di amicizia e di collegialità. Come del resto è un ambiente bellissimo quello che ha saputo creare il mio istruttore Umberto Manelli al Tav Diana: un’atmosfera che permette alle ragazze e ai ragazzi di apprezzare la bellezza della pratica sportiva. Sono davvero molto felice di aver fatto questa scelta e di essere impegnata nell’attività del tiro a volo. Noi ragazze e ragazzi della Puglia viviamo in località diverse e a volte anche distanti, ma siamo continuamente in contatto e in questa trasferta di Lonato ho ricevuto tante dimostrazioni di gentilezza e disponibilità, dalle mie colleghe atlete e dai miei colleghi atleti, ma anche dalle persone dell’organizzazione del Concaverde che mi hanno dimostrato ancora una volta come l’ambiente del tiro a volo sia piacevole e formativo.”

È una preziosa medaglia d’argento quella conquistata da Ilaria Goretti sulle pedane di Lonato, ma è indiscutibile che l’atleta marchigiana di Castelleone di Suasa, reduce da una serie di belle prove in tutta la prima parte della stagione, al Criterium ambisse legittimamente al primo gradino del podio.

“Dopo il 21 e il 19 delle prime due serie, – spiega l’allieva dell’istruttore Luca Romagnoli, alla sua seconda stagione di attività agonistica – l’ultima serie è stata più difficile per il caldo e la stanchezza: mi ero impegnata davvero molto nelle prime due serie. Ho provato a dare la stessa qualità anche alla terza serie, ma mi sono persa in qualche zero di troppo a metà serie quando c’è stato un calo di energie. Sì, confesso che mi è dispiaciuto molto non vincere, perché avevo fatto due serie molto buone all’inizio della gara. Ma questo è lo sport…”

“La maggior parte delle gare dell’anno – spiega Ilaria Goretti che, inquadrata nel Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre, alterna l’allenamento sul campo di Rio Salso a quello sulle pedane di Fano –  è andata abbastanza bene. Il Criterium è, sì, una gara più breve dei Gran Premi, ma è comunque un appuntamento per il quale devi stare comunque due giorni sul campo per le prove del sabato e soprattutto per la bella sfilata inaugurale che non si fa mai ovviamente nei Gran Premi e nelle altre gare e che rende appunto il Criterium una gara speciale. Adesso guardo al Campionato italiano: mi sto allenando certamente con un pensiero al titolo. Con Luca Romagnoli ci vediamo due volte alla settimana a San Martino per preparare quella scadenza. Ormai da tempo in allenamento mi capita a volte di fare punteggi anche meno brillanti che in gara, perché in gara, proprio per la pressione del momento, riesco a concentrarmi di più. Mi piace davvero molto il clima della gara e spero davvero di poter dare il massimo in occasione del Campionato italiano per completare nel miglior modo possibile questo bel percorso della stagione 2026.”

Il Criterium ha permesso a Linda Pozzi di tornare ad occupare la terza sede del podio delle Esordienti della Fossa Olimpica come era già avvenuto al Gran Premio di Cieli Aperti. Per la giovane atleta comasca di Magreglio è il segnale incontrovertibile del graduale consolidamento tecnico e agonistico realizzato in questi mesi estivi.

“Nelle prime serie – racconta l’allieva di Renato Butti che milita sotto le insegne del Tav Belvedere – ho sofferto più per il caldo che per l’ansia che invece mi ha oppresso qualche volta in alcune gare nei mesi scorsi e aveva rappresentato il problema principale. E nella prima serie è intervenuto anche il vento a complicarmi quel momento. Insomma: un mix di situazioni che hanno congiurato contro quella prima serie che si è risolta in un 14/25. Sono uscita dalla pedana un po’ arrabbiata: devo essere sincera. Per consolarmi, tutti a dirmi: dai, Linda, prendilo come un allenamento! Poi, dopo il primo momento di fastidio mi sono tranquillizzata e mi sono anche convinta che effettivamente quella gara forse doveva essere vista anche soltanto come un allenamento.”

“Nella parte finale della gara però ho ritrovato l’energia giusta – dice ancora Linda Pozzi – e infatti con 18/25 ho addirittura ritoccato il mio record che fino a quel momento in gara era il 16 realizzato a Cieli Aperti. In allenamento questa volta ho fatto anche un 20 che attualmente è il mio record assoluto. Ma in generale, malgrado la partenza difficile,  esco contenta dal Criterium perché sono riuscita a far rispecchiare abbastanza in gara i punteggi che faccio in allenamento. D’accordo: in allenamento provo ancora quel senso di tranquillità che in gara invece non riesco a replicare del tutto. Ma è normale: in allenamento sono contornata dai miei compagni di squadra, c’è un ambiente che tranquillizza.”

“Nelle prossime settimane – conclude Linda Pozzi – tornerò a lavorare con il mio istruttore Renato Butti per preparare il Campionato italiano. La regola di Renato è semplice e complicata insieme: allenamento, allenamento, allenamento e migliorare ogni giorno! Mi avvicino a quella gara con fiducia, perché i due podi che sono riuscita ad ottenere sono risultati importanti che mi hanno tranquillizzato. Sarebbe bello fare una prova di qualità al Campionato italiano e magari ritoccare ancora i miei record. Il mio papà, che è stato un tiratore di Double Trap, vorrebbe fare un passaggio da Roma per la Coppa Itala del 23 agosto e in quel caso avrei la possibilità di sperimentre il campo in cui gareggerò per il Campionato italiano. Insomma, la grande avventura continua..!”