Giovanissimevolmente: Nicolas Cesarini, Gioele Multineddu e Michele Ascione
Ecco gli Allievi dello Skeet che hanno centrato il podio al Gran Premio del Settore Giovanile di Cieli Aperti e scalpitano in vista dei prossimi traguardi
(di Massimiliano Naldoni)
Chi ha detto che la zona Cesarini è una prerogativa esclusiva del calcio..? Il sedicenne Nicolas Cesarini, inquadrato nella qualifica Allievi dello Skeet, ci ha dimostrato infatti recentemente che anche nel tiro a volo si può risolvere a proprio favore una situazione in extremis. Sì, d’accordo: zona Cesarini è una locuzione caduta un po’ in disuso, perfino appunto nel calcio, e quindi si impone un recap. Renato Cesarini era un calciatore italo-argentino che negli anni Trenta del Novecento riuscì a risolvere numerose partite con un goal proprio negli ultimi minuti dei tempi regolamentari o addirittura nel recupero. Trasformare il risultato nelle fasi conclusive di un match divenne proverbiale e giornalisticamente nacque appunto la zona Cesarini. A questo punto potremmo scomodare anche i latini che dicevano che il nome è un presagio: il folignate Nicolas Cesarini ne ha avuto un indizio importante a Cieli Aperti quando, con un provvidenziale 25/25 all’ultima serie di qualificazione, è riuscito a guadagnare la finale. Ottenuto il ticket per la finale con 110/125, il sedicenne allievo di Emanuele Fuso nell’ultimo round si è esaltato e ha centrato la vittoria con 35/40. Per Nicolas Cesarini si tratta della prima vittoria in carriera dopo due piazzamenti importanti nello scorcio iniziale della stagione: il terzo posto all’Uno d’Oro al Tav La Torre e la medaglia d’argento al Gran Premio del Settore Giovanile a Taranto. Il secondo posto tra gli Allievi dello Skeet al Gran Premio di Cieli Aperti è stato invece appannaggio di Gioele Multineddu: l’atleta sedicenne di Arzachena, il cui talento è stato scoperto da Stefano Muzzu, è attualmente allievo di Luigi Agostino Lodde sulle pedane di Ozieri. Lo skeettista gallurese ha importanti trascorsi nell’equitazione: per sette anni Gioele Multineddu ha percorso l’Italia in lungo e in largo per partecipare ai concorsi nel salto a ostacoli dopo aver conseguito molte volte il titolo regionale della Sardegna. A Cieli Aperti Gioele Multineddu ha prodotto un superlativo 117/125 in qualificazione e poi ha concluso con 34/40 in finale. È un bronzo importante anche quello conquistato da Michele Ascione. Lo skeettista di Ercolano, che sarà quindicenne il prossimo 21 giugno, reduce dalla brillante vittoria al Gran Premio sulle pedane del Tav Moschettieri del Nera, si è assicurato il terzo posto tra gli Allievi al Gran Premio di Cieli Aperti con 109/125 e 24/30. Ai tre giovani talenti che hanno conquistato le medaglie al confronto bergamasco abbiamo chiesto di descriverci la loro gara.
Nicolas, il Gran Premio di Cieli Aperti si è rivelato un piacevole ingorgo di emozioni per te: raccontaci com’è andata.
Prima di tutto posso dire che è stata una vittoria un po’ a sorpresa, perché fino all’ultimo piattello della qualificazione non ho avuto neppure la certezza di entrare in finale. Serviva assolutamente quel 25 che sono riuscito a realizzare nell’ultima serie. Un piattello in meno in quella serie mi avrebbe costretto ad uno shoot-off difficile per due soli posti in finale e due zeri mi avrebbero addirittura proprio escluso da quella finale. È stato anche il mio primo 25 in gara e quindi, con tutta questa tempesta di emozioni, credo di aver fornito anche una bella prova di carattere.
Quanto è accaduto significa che hai saputo gestire bene la tensione di quella fase importante della gara.
Sì, la tensione si è fatta sentire nelle prime due pedane della quinta serie: poi si è smorzata pian piano. Devo ringraziare Emanuele Fuso che è il mio istruttore per avermi dato tante nozioni tecniche e anche per avermi istruito a fronteggiare appunto la tensione. Dico sempre che in questi anni Emanuele è stato bravo soprattutto a sopportarmi nel bene e nel male e soprattutto a motivarmi fortemente ad andare avanti.
110 in qualificazione era comunque nelle tue previsioni alla vigilia del Gran Premio?
Effettivamente 110 lo avevo fatto anche a Taranto al primo Gran Premio, ma in questa gara di Cieli Aperti la situazione si era un po’ complicata dopo la prima serie del secondo giorno che era stata un 21. Avendo fatto dei 25 solo in allenamento, a quel punto ero un po’ titubante sulla possibilità di ripetere quel punteggio anche in gara.
Quali sono stati i momenti critici in quella quarta serie che poi si è tradotta in un 21?
Ad esempio ho perso due piattelli alla pedana 4, principalmente per la tensione. Diverso il caso del 19 del primo giorno: in quel caso mi sono distratto per un’interruzione della serie e non sono riuscito a ritrovare la concentrazione.
Sei stato autore anche di una bella finale: l’avevi preparata accuratamente?
Confesso che è stata un altro risultato inaspettato di quella gara. Arrivavo da un periodo in cui in qualificazione non stavo sparando benissimo, quindi in queste settimane mi ero dedicato a quelle serie e un po’ meno alla finale. E quindi la vittoria è stata un’altra bellissima sorpresa.
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Gioele, che cosa ha rappresentato il Gran Premio di Cieli Aperti nel panorama della tua stagione?
Il mio obiettivo quest’anno era ottenere il passaggio tra gli Juniores e con il punteggio tecnico di Cieli Aperti ci sono riuscito. So che in allenamento sono in grado di rispettare delle medie perfino più alte, ma in gara poi interviene un po’ di tensione. Il 25 della terza serie, però, ad esempio è stato davvero un bel risultato, perché mi ha permesso di chiudere a 70 la prima giornata e di alzare molto appunto il punteggio in vista del traguardo del passaggio di categoria.
Con il punteggio della qualificazione e con il distacco che avevi inflitto a tutti i tuoi colleghi, si è fatta strada l’idea di vincere?
L’idea c’era, poi, però, non sono riuscito a darle concretezza. Ma in realtà per un solo piattello. E soltanto perché ho sbagliato l’ultimo piattello della finale: nella doppia inversa alla 5 che è la pedana che ultimamente mi sta creando qualche problema. Altrimenti avrei potuto spareggiare per la vittoria. Infatti quella situazione mi ha convinto a fare un allenamento più mirato sulle finali d’ora in poi. Il mio istruttore Luigi Lodde ovviamente è molto impegnato con la Nazionale e in questi ultimi mesi ha dovuto seguire la squadra soprattutto nelle trasferte, ma il suo aiuto in questa prima parte della stagione è stato grandissimo. Del resto allenarsi con Luigi è sempre molto emozionante.
Gioele, che contributo ti stanno fornendo nello Skeet i tuoi trascorsi nell’equitazione?
L’esperienza nell’equitazione mi aiuta a gestire meglio la tensione, perché ho l’abitudine ad affrontare le gare. Equitazione e tiro a volo sono due specialità molto individuali, ma la concentrazione è molto più importante nel tiro a volo. Nello Skeet, se non hai testa, non vai da nessuna parte. È davvero difficile fare il punteggio se non hai concentrazione.
Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?
Il sogno è quello di vincere il Campionato italiano tra gli Allievi. La stagione è iniziata bene perché in tre Gran Premi ho centrato tre podi: un bronzo e due argenti. Questi risultati mi hanno suggerito quindi di essere sempre positivo e di guardare con fiducia all’impegno del Campionato italiano.
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Michele, la medaglia d bronzo è un traguardo soddisfacente?
Sì, sono soddisfatto perché è stata una gara sofferta: ho dovuto affrontare lo shoot-off per entrare in finale, ma poi sono anche riuscito a raggiungere il podio. Sono riuscito a mettere in pratica quelle indicazioni che mi ha dato recentemente Andrea Benelli nel progetto Beretta Next Gen e quindi posso dire anche di essere fiero di me. Con l’aiuto di Andrea Benelli ho migliorato molto la postura in pedana e in generale il gesto tecnico. Io sono cresciuto con il mito di una leggenda come Ennio Falco e di un atleta di successo come Tammaro Cassandro e poter lavorare oggi a stretto contatto con un altro mito come Andrea Benelli è davvero molto emozionate.
Nelle tue previsioni al traguardo dei 125 piattelli saresti dovuto arrivare probabilmente con un punteggio più alto?
Dopo il 119 del Gran Premio Fitav di Roma effettivamente mi aspettavo di comporre un punteggio più alto. A Cieli Aperti, poi, entrato in finale, a quel punto il proposito di vincere c’era ancora. Il podio è comunque un buon risultato che premia il lavoro intenso di questi mesi.





