Giovanissimevolmente: Gabriele Barone, Fabio Marchiori e Alfredo Caloro
Tre Juniores alla ricerca della ribalta definitiva nelle prossime gare di Fossa Olimpica della stagione
(di Massimiliano Naldoni)
Più in alto, con più forza e, compatibilmente con le prerogative della disciplina, anche più velocemente. Per gli Juniores della Fossa Olimpica Gabriele Barone, Fabio Marchiori e Alfredo Caloro (che hanno occupato in quell’ordine il podio del Gran Premio di Acquaviva: nell’immagine di copertina) il dettato olimpico è un vero e proprio programma di lavoro in questa fase della stagione che fa da snodo tra le prime scadenze e l’approssimarsi degli appuntamenti-clou. Con 123/125 in qualificazione e 47/50 in finale, Gabriele Barone è stato l’assoluto protagonista del Gran Premio del Settore Giovanile di Umbriaverde. Poi il diciannovenne napoletano di Sant’Anastasia ha incontrato qualche difficoltà nel Gran Premio Fitav di Acquaviva, ma ha utilizzato quella circostanza per testare la sua condizione generale in vista del Fitav di Roma che rappresenterà il prossimo banco di prova importante. Sul podio degli Juniores di Massa Martana sono saliti anche Fabio Marchiori e Alfredo Caloro (quest’ultimo è stato anche poi finalista anche ad Acquaviva) con due solidi 116 di qualificazione. E anche per il trentino di Lombardia e per il pugliese, l’imperativo è crescere e ottenere risultati sempre più significativi. Siamo andati allora a indagare le aspirazioni e le speranze di questi tre atleti del comparto Juniores del Trap.
Gabriele, al Gran Premio di Umbriaverde sei stato autore di un punteggio formidabile: possiamo dire che era in programma?
È stata veramente una bella gara: sì, c’erano buone prospettive alla vigilia, ma non avrei mai immaginato di poter conseguire quel punteggio di qualificazione. Le buone prospettive erano suggerite dal fatto che la settimana precedente a Santa Lucia di Piave si è svolto un raduno dedicato al Settore Giovanile: io ero tra i convocati e ad assistere il nostro gruppo c’era Emanuele Bernasconi. Con lui abbiamo valutato alcuni parametri che potevano essere migliorati e io ho effettuato alcune correzioni di ordine tecnico. Quel lavoro è all’origine del risultato che poi ho fatto al Gran Premio, però non mi aspettavo davvero che riuscisse così bene!
La sede di Umbriaverde ti è comunque sempre stata propizia.
È vero che a Umbriaverde ho fatto spesso buone gare e i lanci del Gran Premio erano in certo modo abbordabili, quindi c’era appunto qualche premessa anzitutto tecnica per il buon risultato di questa gara, però io sono dell’idea che ai piattelli si debba dedicare la stessa attenzione dappertutto e che si debba sempre stare sul pezzo e non si debba mai sottovalutare nessun impianto e nessun lancio perché altrimenti i piattelli se ne vanno via.
Come hai affrontato il Gran Premio Fitav di Acquaviva?
Ad Acquaviva in allenamento non avevo trovato grandi difficoltà: sono riuscito ad ambientarmi al campo e ai lanci che presentavano ovviamente angolazioni e velocità diverse rispetto a Umbriaverde. Nelle serie di prova i punteggi erano costanti: sulla media del 23, e io ero molto tranquillo perché mentalmente ero riuscito a trovare la quadra. Ma in gara ovviamente c’è più tensione e qualche difficoltà a livello mentale è emersa. In gara, infatti, sono stato un po’ al di sotto della media rispettata in allenamento.
Quanto è stato importante essere in batteria con Giovanni Pellielo?
È stato molto bello perché era la prima volta che sparavo in gara con colui che è il mio maestro. Ed è stata davvero una bella emozione. Vivere le pedane di gara con un olimpionico ti permette sempre di imparare. Dalla metà dell’anno scorso Pellielo è il mio allenatore e quindi effettuiamo abbastanza spesso l’allenamento con lui e con Sergio Fattorello. Ci siamo allenati spesso al Tav San Giovanni, ma abbiamo effettuato un allenamento di alcuni giorni anche al Tav Settimo San Pietro prima che iniziasse la stagione sportiva.
Qual è la tua opinione sulla nuova finale?
L’ho sperimentata a Conselice e l’ho trovata molto diversa rispetto alla precedente. Non c’è margine di recupero soprattutto nella prima fase e quindi si pone l’esigenza di non sbagliare. L’aspetto positivo è che si spara a piattelli di cui si conosce la traiettoria e questo per me rappresenta un vantaggio.
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Fabio, come valuti le tue due prove recenti a Umbriaverde e ad Acquaviva?
Quello di Umbriaverde è stato un bel risultato, specialmente se si considera la super gara che ha saputo fare Gabriele Barone. Quando si è in finale si prova sempre a vincere, ma poi occorre anche accontentarsi. D’altronde questo è il primo podio che faccio da Junior. Ad Acquaviva non è andata ugualmente bene. Ho affrontato l’ultima batteria quasi alle 18 e i sinistri nel campo in cui ho sparato li vedevi veramente piccoli. Infatti ho lasciato tre sinistri nei primi 15 lanci sullo schema 2 di quel campo. La mia media autentica in allenamento, e anche in molte gare, è quella che ho rispettato a Umbriaverde: ci sono infatti anche numerosi 25 nelle mie serie di allenamento.
Qual è l’aspetto su cui senti di dover intervenire per poter compiere il definitivo salto di qualità?
Sono tesserato al Concaverde dove sono seguito dall’istruttrice Zdenka Ratek e intanto, ormai da due anni, frequento le lezioni di Luca Miotto. Sia Zdenka che Luca mi dicono che tecnicamente ho compiuto tutti i passi che erano da compiere. Semmai è il fattore mentale quello su cui intervenire. Infatti già da qualche tempo sto lavorando con una mental coach che mi aiuta a trovare la mia condizione mentale corretta per le gare. In precedenza, ad esempio, bucavo sempre una serie: spesso la prima. Nelle gare partivo sempre con molta ansia. Mi calmavo dopo la prima serie, perché quella mi permetteva di rompere il ghiaccio, ma naturalmente il risultato negativo della prima serie andava a pesare sul risultato finale. Anche a Umbriaverde quest’anno è andata così. Nella prima serie ho fatto due zeri subito, poi ho sbagliato di nuovo verso il ventesimo. C’è proprio da scardinare quel problema. L’obiettivo fino ad ora era arrivare al podio. E ci siamo riusciti. Adesso c’è da salire sul gradino più alto del podio. Il Campionato italiano è ancora lontano: meglio concentrarsi sulle gare più vicine. E allora il Gran Premio Fitav di Roma sarà un altro importante momento di verifica.
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Alfredo, che cosa significa la medaglia di bronzo di Umbriaverde?
Dico sinceramente che il terzo posto non mi soddisfa ancora. Sto aspettando il primo posto. A Umbriaverde era oggettivamente impossibile, ma si può dare di più. Della qualificazione di quella gara, ad esempio, sono soddisfatto, ma non completamente. Posso fare qualche piattello in più rispetto al 116: è nelle mie capacità. Sono in un periodo abbastanza in forma: lo spiega il 117 di Acquaviva.
Hai partecipato anche alla finale del Gran Premio Fitav di Acquaviva: quali sono le tue impressioni?
Sì, ad Acquaviva ho partecipato alla mia prima finale a otto. Mi sono trovato confuso, lo ammetto e infatti sto facendo allenamenti mirati proprio in questi giorni. L’8 su 10 della prima fase non era male. Poi, però, ho fatto tre zeri nei successivi cinque piattelli. Suona molto strano, ma ho avuto problemi sui piattelli che conoscevo. Nei primi dieci ancora stavo cercando di capire quella finale. Poi, sono entrato nel meccanismo e allora appunto mi ha danneggiato proprio realizzare razionalmente quali piattelli stavo affrontando. Confesso che nei primi dieci non avevo per niente metabolizzato la sequenza: insomma, è venuta fuori la difficoltà quando mi sono accorto che conoscevo le traiettorie. D’altronde un po’ di oscillazione ad Acquaviva c’è stata anche in qualificazione: lo strano 21 della prima serie con una sola seconda canna e poi ll 25 della serie successiva. La terza serie con 22, ma poi il bel 49/50 della seconda giornata con un errore al primo piattello e poi solo piattelli colpiti. Ci sono molti aspetti da mettere a punto, ma le idee sono chiare e replicare un piazzamento nelle prossime gare sarebbe davvero un bel traguardo.
Foto: Clikkami




