Giovanissimevolmente d’inverno: Matteo Signori

Rivelazione degli Allievi del Trap al recente Campionato italiano invernale del Settore Giovanile, il diciottenne vicentino vuol costruirsi un ruolo da protagonista nella nuova stagione

(di Massimiliano Naldoni)

Con un brillante 48/50 nello scorso weekend, Matteo Signori si è laureato campione italiano invernale degli Allievi di Fossa Olimpica. Interpellato sul tema, il diciottenne vicentino di Valbrenta, con una riservatezza peraltro lodevole, non calca l’accento più di tanto sull’impresa realizzata in questo ormai declinante inverno 2026, tuttavia il conseguimento di un successo rotondo in una qualifica che vedeva in lizza sulle pedane toscane ben settantacinque atleti – con qualche nome anche decisamente illustre – è un bel segnale in vista di una stagione che per il Settore Giovanile italiano si presenta vivace e appassionante.

“Sono riuscito a fare una bella gara, effettivamente. – Commenta l’atleta veneto tesserato al Tav Il Nibbio – Ho sparato bene: lo riconosco. Anche se volevo un 25 alla prima serie: ma sono comunque contento. In quella prima serie ho fatto un errore un po’ stupido: al settimo piattello mi sono un po’ agitato e ho chiamato comunque il pull, invece di attendere un momento e recuperare la tranquillità. Era un dritto: gli ho sparato banalmente sopra. Però, a prescindere dal mancato 25: il primo 24 è stato un risultato molto buono. La seconda serie l’ho eseguita più sciolto, senza pensare troppo: non volevo farmi condizionare da troppi pensieri. Sono entrato in pedana senza troppi obiettivi. Lo zero nella seconda serie è arrivato all’ottavo piattello: un destro a 45°. Devo dire che in passato mi è capitato anche in altre gare di fare lo zero nei primi piattelli: se incorro nell’errore, capita proprio al sesto, al settimo o all’ottavo lancio e poi magari procedo fluido e concludo bene. È una situazione su cui sto lavorando per trovare una soluzione.”

Matteo Signori con il nonno Giuseppe

Matteo Signori ha esplorato in maniera molto accurata il mondo sportivo prima di approdare al tiro a volo.

“Ho praticato la pallavolo, il judo, il basket e ho fatto anche un anno di canoa. Poi mi sono innamorato del tiro a volo. Merito di mio nonno Giuseppe se c’è stata questa illuminazione. È proprio mio nonno che mi ha avviato al tiro a volo dopo l’esperienza nell’aria compressa al poligono. Sono andato un po’ da un estremo all’altro: dalla P10 nel giro di due anni mi sono ritrovato in un mondo completamente diverso: il Compak. È stato nel 2023 che mi sono avvicinato a quella specialità. Era però anche il momento in cui Il Nibbio ha ripreso l’attività e proprio al campo di Nove mi è capitato di sperimentare anche la Fossa Olimpica che inizialmente non mi attraeva neppure più di tanto. Poi, invece, il Trap si è trasformato proprio nel mio sport preferito. Probabilmente perché nel tempo mi sono scoperto più portato per gli sport individuali. Nel tiro a volo, come accadeva in effetti anche nella canoa, in gara sei solo con te stesso. Anche se mi rendo conto che negli sport individuali manca quella complicità, quella collaborazione che invece è l’ingrediente più importante delle attività di squadra.”

Appassionato di informatica, Matteo Signori frequenta l’ultimo anno dell’Itis Enrico Fermi di Bassano del Grappa ed è orientato a iscriversi il prossimo anno alla facoltà di Ingegneria elettronica. Ma intanto, in collaborazione con la dirigenza del Tav Il Nibbio di Nove, il diciottenne di Valbrenta svolge anche attivamente il ruolo di promoter del tiro a volo partecipando all’accoglienza degli studenti delle scuole che visitano l’impianto del Presidente Zanetti e illustrando le prerogative del tiro a volo in occasione delle manifestazioni di promozione sportiva dell’area vicentina. Ma all’orizzonte, a questo punto, si profila anche una stagione di intensa attività agonistica soprattutto a seguito della sonora affermazione di Montecatini.

Matteo Signori al vertice del podio degli Allievi con Remo Bizzoni e Manuel Silvestri

“Già l’anno scorso avevo accarezzato il sogno di passare tra gli Juniores, – spiega Matteo Signori – ma sono stato altalenante nei punteggi e il progetto non si era concretizzato. Adesso può essere un progetto più realistico. In effetti già al Campionato italiano invernale dello scorso anno ero arrivato terzo. Non erano andate male neppure le prove al Gran Premio di Umbriaverde e poi a Cieli Aperti, ma il risultato è stato spesso incostante: magari alternavo un 25 a un 20, poi un 24 a un 19. Non ho saputo gestire bene la mia testa in quelle gare. Adesso, da qualche settimana, sono in contatto con un mental coach che mi sta trasmettendo alcuni consigli importanti appunto sulla gestione della mia testa in gara e anche sull’alimentazione. Mi ha fatto davvero bene in questi ultimi tempi confrontarmi con un mental coach su questi argomenti, ma nel corso della mia recente carriera mi ha aiutato molto anche il nostro dirigente Filippo Zella.”

“Anche in questo Campionato italiano invernale, – conclude Matteo Signori – sebbene la gara poi si sia conclusa in maniera molto positiva, qualche inconveniente si è manifestato. Ad esempio in prova ho fatto un 19. Sentivo che in quel momento con la testa non riuscivo a stare al passo: capita a volte che tu spari, ma non ti senti calato esattamente in quello che stai facendo. Ti sforzi, ma non riesci a stare sul pezzo. Ho mangiato qualche Mikado, i bastoncini al cioccolato, ed è venuto fuori un 24. Forse mi mancava una spinta energetica. Allora è chiaro che, se voglio dare regolarità e qualità alle mie prove, devo assumere un altro atteggiamento e probabilmente anche altre abitudini. Ecco che c’è già un bel programma di lavoro per i prossimi mesi!”