Nicolò Meniconi: uno scudetto per sognare in grande
Il venticinquenne perugino affronta la stagione 2026 con il titolo tricolore di Eccellenza nel Compak e, pur con grande pragmatismo, guarda con fiducia a traguardi sempre più importanti
(di Massimiliano Naldoni)
La vita sportiva di Nicolò Meniconi è una successione di sliding doors e questo aspetto rende ancor più interessante immaginare quali prospettive potrà avere, nel medio e nel lungo termine, l’affermazione che il venticinquenne perugino ha ottenuto in Eccellenza al Campionato italiano di Compak nell’agosto del 2025. Quell’alloro permette infatti allo stesso Meniconi di presentarsi alla stagione che sta prendendo il via nel ruolo, magari agonisticamente scomodo ma senz’altro esaltante, dell’atleta più in vista. La prima porta scorrevole della sua carriera sportiva si presenta quando il sedicenne Nicolò inizia a praticare il tiro a volo. A Foligno, seguendo le orme del papà, a sua volta tiratore, Meniconi aveva provato lo Skeet, ma non era scattata la scintilla e lo stesso era accaduto con la Fossa Olimpica. Era stato il Compak invece a far vibrare subito il cuore del giovane atleta che aveva compreso che quella sarebbe stata la sua disciplina sportiva.
“Ho frequentato il campo di Casevecchie per un anno – racconta Nicolò Meniconi – semplicemente perché lo sport del tiro esercitava su di me una notevole attrazione, ma è stato proprio nel corso di quell’anno che si è creato un saldo sodalizio di amicizia con la famiglia Spada e l’attività a livello ricreativo ha lasciato in breve il posto alla pratica organizzata e mirata ad una vera crescita agonistica. Infatti, nel 2018, da Junior, ho già ricevuto la prima convocazione in Nazionale nel Compak.”

Nicolò Meniconi con lo scudetto dell’Eccellenza di Compak 2025
“Sì, effettivamente quello è stato uno dei momenti di snodo della mia carriera sportiva. Arrivavo dal calcio, anche se ammetto che in quel caso non c’era la precisa volontà di farne una professione. Avevo giocato per qualche stagione nel Pontevalleceppi nel ruolo di centrocampista e esterno d’attacco. Era una squadra che militava in Eccellenza e quindi facevamo un’attività intensa: tre allenamenti settimanali, un’altra giornata della settimana dedicata alla palestra e poi, la domenica, la partita del Campionato. Ho dovuto smettere per un problema al ginocchio ed è per quello che mi sono rivolto al tiro a volo.”
La carriera sportiva da Junior di Nicolò Meniconi splende subito. Nel 2019 l’atleta perugino conquista la medaglia d’argento a squadre nell’Europeo di Sporting che vede Cristian Camporese aggiudicarsi il titolo continentale individuale della categoria. L’anno successivo, sugli itinerari orvietani de Il Botto, la medaglia del concorso a squadre si trasforma in oro e ad impreziosire quella prova arriva l’argento individuale di Nicolò Meniconi con 170/200 davanti a Cristian Camporese che è terzo con 165. Non è un caso dunque che tra le sliding doors dell’attività sportiva dell’atleta umbro questo dualismo con il collega coetaneo padovano abbia costituito un filo conduttore che si è poi concretizzato nel duello degli Assoluti più recenti: a Castelgoffredo, nell’agosto del 2025, il duello per lo scudetto di Eccellenza di Sporting ha visto appunto protagonisti proprio Nicolò Meniconi e Cristian Camporese.

“Sì, – conferma lo specialista umbro – ci siamo dati amichevole battaglia da Junior e abbiamo continuato nell’occasione più recente, in questo caso da Eccellenza. Ma il duello con Cristian e poi la mia vittoria sulle pedane di San Fruttuoso sono situazioni maturate strada facendo perché, se anche sapevo di aver affrontato il Campionato italiano di Castelgoffredo con la giusta preparazione, nelle prime battute della gara ancora il responso non era scontato. Il primo giorno ho esordito al campo 3 con un 23. Sembrava novembre, era freddo e buio e le prime due serie le abbiamo tutti affrontate nella tempesta. Me la sono cavata con un 48 ai primi due campi, poi ancora un 48 negli altri due e ho chiuso la prima giornata con 96/100. In Eccellenza, specialmente nella seconda giornata delle gare, occorre tirar fuori gli artigli, quindi non avrei proprio potuto riposare sugli allori. Al campo 7, nella mattina della seconda giornata, sono partito con un 25 e ho totalizzato un altro 25 alla serie successiva. Poi al campo 1 con un 23: con uno zero commesso subito in prima pedana. Infine 24 all’ultima e quindi il totale di 193.”
“Abitualmente – spiega ancora Nicolò Meniconi – non guardo le classifiche e quindi, strada facendo, non avevo stabilito confronti con gli altri contendenti, però era chiaro che con un punteggio del genere sentivo di poter essere nei primi. Diciamo pure che un 193 nel Compak, in condizioni ottimali, probabilmente non avrebbe garantito la vittoria, ma con la tempesta di Castelgoffredo del primo giorno in realtà la situazione era diversa.”

Nicolò Meniconi al vertice del podio dell’Eccellenza al Campionato italiano del 2025 con Cristian Camporese e Michael Spada
A quel punto un’altra sliding door ha riproposto il duello con il collega-avversario di sempre: Cristian Camporese che, con un formidabile en-plein nell’ultimissima serie di qualificazione della gara mantovana, aveva agguantato il suo 193.
“Quando ho scoperto che dovevo spareggiare, le emozioni si sono moltiplicate per mille. Cristian era appunto l’ultimo tiratore in gara e quindi ho atteso il suo risultato per capire quello che sarebbe avvenuto: è stato lo strepitoso suo 25 che ha prodotto la situazione di parità. In quel momento mi sono stati utilissimi atleti come Marco Battisti e Michael Spada che oltre ad essere colleghi, sono persone a cui mi lega una profonda amicizia personale. Sono loro che mi hanno aiutato con l’esperienza ad affrontare uno snodo fondamentale di quella gara. Nello spareggio ho iniziato io: ho fatto 5/5 sul singolo e sulle due coppiole simultanee. Camporese ha fatto invece lo zero nella prima coppiola. Non posso dimenticare che con Cristian abbiamo sottolineato con un grande abbraccio fraterno quella straordinaria conclusione della gara. In una situazione del genere mi sono trovato poche volte e in Eccellenza capita fra l’altro raramente che si verifichi una parità. Io ero davvero super soddisfatto di aver vinto, ma posso dire che lo sarei stato ugualmente anche da secondo classificato.”
Sporting o Compak? La sliding door più inevitabile per Nicolò Meniconi ha un esito tutt’altro che scontato.
“Negli ultimi due anni direi 70 a 30 in favore dello lo Sporting, – risponde perentorio l’atleta perugino – perché ho scoperto che è una disciplina in cui viene fuori chi è davvero bravo. Non è che vinci perché azzecchi la settimana: nello Sporting o sai sparare o non sai sparare. In queste ultime stagioni ho avuto la possibilità di fare gare all’estero di Sporting: mi sono classificato nono assoluto all’Europeo del 2025 con 189/200 che è decisamente un buon punteggio. Nel 2024 ho gareggiato negli Stati Uniti e si è trattato di una delle gare più importanti per la mia crescita personale e agonistica. La conquista del titolo italiano di Compak in Eccellenza nel 2025 è proprio il prodotto e anche la sintesi di tutte queste esperienze.”

“Con molto senso pratico – spiega ancora Nicolò Meniconi – so che replicare nel 2026 non sarà facile, perché non si vince di nuovo un titolo semplicemente con una dichiarazione o con l’altrettanto semplice volontà di bissare quel successo. Sicuramente mi piacerebbe dare più regolarità alla mia attività, perché nel 2025 è mancata proprio la costanza, nonostante che oltre allo scudetto ci siano stati anche altri risultati tecnici di buon livello. Diciamo che nel 2026 vorrei portare a casa bei risultati in maniera più regolare. E poi, naturalmente, l’ambizione suggerirebbe una convocazione in azzurro. Di fronte a quest’altra porta scorrevole importante della mia carriera mi farò trovare pronto.”
Foto: Clikkami, Tav San Fruttuoso, Fitasc




