Giovanissimevolmente: Mario Fabrizi

Dominando il confronto tricolore invernale di Fossa Universale nel Settore giovanile, l’atleta di Frosinone ha inaugurato una stagione ad alta intensità

(di Massimiliano Naldoni)

 

Rivelare che per Mario Fabrizi il 2026 sarà una stagione ad alta intensità agonistica è un po’ l’uovo di Colombo poiché il diciassettenne di Frosinone è una delle stelle più brillanti del comparto giovanile delle Fiamme Oro. Peraltro il 2025 aveva già letteralmente consacrato il talento di Mario Fabrizi che al Mondiale romano della scorsa estate con 188/200 aveva centrato un prestigioso bronzo alle spalle del coetaneo spagnolo Hector Avila Manjon e dell’australiano Cameron Ford. Da non liquidare poi come un dettaglio periferico nella carriera dell’atleta frusinate il quarto posto all’Europeo portoghese maturato dopo un solido 191/200 e a seguito dello spareggio fiume con il francese Lucas Ternon che si era poi impossessato della medaglia di bronzo.

La conquista del titolo italiano invernale 2026 sulle pedane di Uboldo però apre scenari nuovi, perché l’atleta scoperto e forgiato da Giuliano Callara, cresciuto al Tav Oca Selvaggia, ha confezionato un sontuoso 195/200 che all’impianto varesino si è tradotto nel secondo miglior punteggio assoluto alle spalle del 196/200 dell’Eccellenza Alessandro Camisotti e ha permesso a Mario Fabrizi di vincere per distacco infliggendo cinque lunghezze al secondo classificato Daniel Peroni e sette a Davide Antonio Rossi, fresco reduce del Mondiale di Melbourne (nell’immagine di copertina: il podio dei giovanissimi al Campionato italiano).

Inevitabile allora andare ad indagare in che modo Mario Fabrizi si prepara ad affrontare una stagione in cui dal diciassettenne di Frosinone si attendono inevitabilmente pronte conferme sul campo.

Mario Fabrizi

Mario, la grande vittoria all’italiano invernale era nell’aria?

Premetto che sono contentissimo di quella prestazione perché tecnicamente è stata quasi incredibile: davvero molto al di sopra delle aspettative. A dire il vero non ho sparato tantissimo all’Universale in questi mesi invernali e mi sono dedicato più all’Olimpica: come allenamento vero e proprio ho fatto appena due serie prima del Campionato invernale. Ma ho trovato subito un bel feeling con i piattelli di Uboldo: i lanci erano perfetti, le condizioni meteo ideali e quella situazione generale ha favorito il mio punteggio.

Prima della gara che punteggio prevedevi?

Alla vigilia avrei immaginato di totalizzare un 190. Non pensavo proprio di superare quella soglia.

Perché in autunno hai deciso di non partecipare alla selezione per il Mondiale di Melbourne?

È stata una mia decisione personale: in quel momento mi spaventava molto affrontare una trasferta lunga e così impegnativa e ho preferito guardare agli altri impegni della stagione che mi sono sembrati più a portata di mano.

Mario Fabrizi ha vinto il titolo mondiale 2025 di Universale a squadre under 20 con Luca Baldo Annaloro e Simone Boccanfuso

Però certamente dopo il terzo posto al Mondiale di Roma e il quasi terzo posto all’Europeo, al termine della scorsa stagione eri di fatto il numero uno del comparto giovanile dell’Universale azzurra.

Sì, diciamo pure così. Effettivamente nel momento in cui poi ho seguito a distanza le gare dei miei colleghi al Mondiale in Australia, ho avuto un po’ di rimpianto. Vedevo i video che postavano tutti gli atleti della squadra e ho capito che sarebbe stata certamente un’esperienza indimenticabile, però nel momento in cui dovevo immaginare tutto il percorso, ha prevalso l’idea di un impegno davvero troppo pesante.

Con quale atteggiamento ti stai preparando ad affrontare gli altri appuntamenti che la stagione 2026 propone?

L’intenzione è quella di far comprendere a tutti che sono capace di belle imprese e quindi so che devo dare il meglio proprio in questi mesi. L’orizzonte a questo punto è rappresentato dal Gran Premio d’Italia di Umbriaverde a fine aprile e soprattutto dal Campionato europeo di Valencia del mese di luglio: per realizzare il mio proposito, sarà proprio all’Europeo che dovrò giocare le mie carte migliori.

Questo presuppone un impegno maggiore verso l’Universale anche in allenamento?

Sicuramente d’ora in poi un impegno quasi alla pari tra Universale e Olimpica.

Mario Fabrizi, terzo classificato nella gara Juniores al Campionato del Mondo di Fossa Universale di Roma

Foto: Clikkami, Stefano Terrosi