Francesco D’Aniello: ecco il nuovo Double Trap!
Il campione di Nettuno è l’artefice del recupero della gloriosa disciplina che si presenta con un appuntamento sperimentale nel cartellone dell’agonismo del 2026
(di Massimiliano Naldoni)
Il Double Trap torna nel novero delle discipline tiravolistiche italiane: nel mese di agosto del 2026 al Tav Roma si disputerà infatti la Coppa Italia della specialità che si presenta al pubblico degli appassionati in una modalità regolamentare semplificata rispetto al Double Trap inserito nel programma olimpico tra il 1996 e il 2016. Il fautore di questo recupero è Francesco D’Aniello (nell’immagine di copertina in pedana nella finale delle Olimpiadi del 2008) che dopo una luminosa carriera agonistica nella disciplina (tanto per limitarsi ai traguardi più prestigiosi, l’atleta di Nettuno vanta la conquista della medaglia d’argento alle Olimpiadi di Pechino e due titoli mondiali: a Nicosia nel 2007 e a Maribor nel 2009), oggi, da club manager dell’impianto di Lunghezza, ha suggerito un restyling della specialità che la Federazione ha accolto e tradotto appunto in una gara sperimentale programmata per il mese di agosto. Delle prerogative del nuovo Double Trap è proprio Francesco D’Aniello a parlare nell’intervista che vi proponiamo.
Francesco, il proposito che avevi formulato qualche mese fa di reinventare il Double Trap e proporlo al pubblico con una formula rinnovata si è tradotto in realtà: quali sensazioni stai sperimentando?
È bello considerare che tutto è scaturito dalla richiesta che mi hanno indirizzato tante persone di provare a reintrodurre il Double Trap in qualche modo nel panorama agonistico italiano. Tutto è nato in modo molto estemporaneo e senza un progetto preciso, ma quando al Tav Roma ho allestito lo schema in uno dei campi e ho fatto un test alla presenza di alcuni degli appassionati che mi avevano chiesto appunto di elaborare un nuovo Double Trap, ecco che effettivamente un po’ di emozione l’ho provata. Perfino poi vedere la sigla DT nel calendario federale mi ha suscitato davvero altre belle sensazioni. E anche soltanto vedere di nuovo due piattelli che partono in simultanea e volano insieme sull’orizzonte è stato un brivido…

Francesco D’Aniello
Che gara sarà quella del debutto del nuovo Double Trap?
L’appuntamento è fissato per il 22 e il 23 agosto quando al Tav Roma debutterà appunto la Coppa Italia. Quella che proporremo è una specialità molto più semplice rispetto al Double Trap delle origini, anche più divertente e sicuramente accessibile a tutti: una disciplina in cui si spareranno 28 grammi di piombo come nelle specialità non olimpiche. La fase di qualificazione si configurerà in 5 serie da 15 doppie per il numero complessivo di 150 bersagli. In ogni serie si sparano 5 coppiole dello schema A, 5 dello schema B e 5 dello schema C. Non esisterà più il random, perché appunto il tiratore nelle prime 5 pedane affronterà sempre lo schema A, al secondo giro di pedana sempre e solo lo schema B e al terzo di nuovo soltanto lo schema C. Alla fine delle 5 serie di gara i migliori 6 delle Categorie e i migliori 6 delle Qualifiche effettueranno una finale soltanto sullo schema C a 25 coppiole. Ci sarà la ripartenza da zero con dorsale determinato dal posizionamento in classifica nelle 5 serie. In caso di parità al termine della serie finale varrà appunto il dorsale.
Quali sono gli obiettivi che si pone il nuovo Double Trap?
Quando facciamo riferimento al Double Trap, numerosi appassionati, specialmente quelli molto giovani, non sanno neppure di cosa stiamo parlando, quindi non stiamo soltanto riproponendo in forma nuova una disciplina, ma stiamo anche recuperando un patrimonio storico della Federazione e dello sport italiano. Da subito io ho voluto insistere sul fatto che questa nuova tipologia di Double Trap è davvero divertente e questo è un aspetto essenziale per la promozione, perché il nuovo Double Trap costituisce una disciplina in cui, per dirla facile, si inseguono tanti piattelli ma soprattutto si ha la possibilità di rompere tanti piattelli. D’altronde, se io osservo quello che avviene nel Compak, è proprio nel colpire le coppiole che il tiratore, per così dire, si gasa di più. Quindi è evidente che nel tiro a volo il doppio bersaglio esercita un grande fascino sull’appassionato.

Francesco D’Aniello con la medaglia d’argento sul podio di Pechino 2008
Francesco, questa riscoperta del Double Trap può contribuire anche a recuperare tiratori che con la soppressione della disciplina avevano ridotto o perfino sospeso l’attività?
Ma sì, certamente: ci sono tanti appassionati che con la scomparsa del Double Trap dal calendario si erano allontanati dai campi di tiro e vogliamo invece riportarli nel nostro mondo. C’è anche un altro aspetto che dobbiamo considerare: il Double Trap era una disciplina olimpica in piena regola in cui occorreva allenarsi sistematicamente anche al rispetto rigoroso del regolamento che prevedeva norme come il timer o i lanci random ed era perciò una specialità in cui a suo tempo si era progressivamente sviluppata e definita una tecnica di tiro che tutti gli atleti di alto livello condividevano. Con la nuova formula ci sarà invece grande libertà in senso tecnico: ad esempio ognuno sceglierà se inseguire prima il piattello destro e poi il sinistro o invece l’inverso. Senza timer e senza lanci random la possibilità di realizzare punteggi mediamente alti viene offerta veramente a tutti i tiratori, di ogni livello e di ogni fascia di età. Va detto che nel suo periodo di massima popolarità, quando è stata disciplina olimpica, il Double Trap finiva per essere una specialità per pochi veri specialisti. Adesso, con la nuova formula, il Double Trap può aspirare invece ad essere davvero la disciplina per tutti.
Questa nuova formula del Double Trap guarda con molto pragmatismo anche all’impegno economico.
Sì, perché attualmente è impossibile immaginare di gravare ulteriormente sulle tasche degli appassionati per ampliare l’attività. Per valutare correttamente l’impatto economico di questa nuova formula del Double Trap, fino da quando ho varato l’idea propongo questa riflessione: in una serie del nuovo Double Trap l’appassionato affronta 30 piattelli e spara quindi 30 cartucce con un servizio campo appena superiore a quello della Fossa Olimpica. Nella serie da 25 piattelli della Fossa Olimpica si sparano mediamente 34/35 cartucce. Quindi i costi sono comunque livellati su quelli di una serie di Trap.

Francesco D’Aniello nel corso della cerimonia di apertura del Mondiale 2025 di Fossa Universale al Tav Roma
Francesco, si presume che fino da ora sarai inevitabilmente interpellato da molti appassionati che vorranno ricevere da te qualche dritta per il nuovo Double Trap.
Devo ammettere che questo è un aspetto a cui tengo particolarmente e confesso che per me sarà molto bello tornare a sentirmi tirato in causa per apprendere il modo di colpire qualche piattello in più. Con i miei collaboratori del Tav Roma abbiamo immaginato anche di utilizzare i social proprio per dispensare qualche nozione e qualche accorgimento in vista della gara di agosto. L’obiettivo non sarà però tanto quello di mettere l’appassionato nella condizione di rompere un piattello in più per farlo vincere, ma sarà invece quello di fargli colpire qualche piattello in più per farlo divertire di più! Occorre anche dire che nel 2026 questa iniziativa sarà un cantiere aperto: la Coppa Italia del prossimo agosto sarà a tutti gli effetti una gara sperimentale. In giro vedo praticanti che stanno perdendo l’entusiasmo per il tiro a volo e occorre invece far rifiorire l’interesse e la passione per il nostro sport. L’idea di far rivivere il Double Trap nasce appunto dall’esigenza di proporre una disciplina in cui il divertimento prevale perfino sull’agonismo. Non mi illudo che il nuovo Double Trap sia la bacchetta magica per invertire la tendenza del tiro a volo, ma se riusciremo a far tornare in pedana alcuni appassionati che magari avevano sospeso l’attività, sarà appunto un gran bel segnale che staremo fornendo al nostro mondo. Su questa iniziativa del Double Trap in queste settimane da qualcuno ho ricevuto anche qualche parere scettico, da tanti molta curiosità, ma da alcuni praticanti perfino una bella testimonianza di vero entusiasmo: sarà certamente stimolante nei prossimi mesi mesi vedere dove ci porta questa nuova avventura tiravolistica.
Foto: Clikkami, Massimiliano Naldoni




