Eleonora Ruta: per vincere devo vivere il presente di ogni gara

La ventenne campionessa italiana delle Juniores di Skeet pensa in grande per un 2026 che sarà il banco di prova in vista del grande salto

(di Massimiliano Naldoni)

Nel 2025 Eleonora Ruta ha conquistato lo scudetto tricolore delle under 21 dello Skeet e adesso guarda alla sua ultima stagione da Junior come ad un potente banco di prova in vista del grande salto verso la maturità agonistica.  Nell’intervista che state per leggere la ventenne di Cisterna di Latina analizza a fondo la prova che sulle pedane di Laterina le ha donato il titolo italiano: agli Assoluti Eleonora Ruta aveva totalizzato 114/125 in qualificazione e aveva guadagnato la finale nella scia di Arianna Nember, ma nel round decisivo la determinazione dell’atleta pontina delle Fiamme Oro aveva capovolto gli equilibri ed Eleonora Ruta aveva saputo impossessarsi dello scudetto con un solidissimo 54/60 davanti alla stessa Arianna Nember e a Dalia Buselli. Ma il futuro non è davvero soltanto un’ipotesi per Eleonora Ruta che sta dimostrando di saper costruire il suo domani con un’attenta gestione del presente.

Eleonora, come hai vissuto la gara di Laterina che ti ha consegnato il titolo tricolore della scorsa stagione?

Devo ammettere che non ho vissuto benissimo la qualificazione del Campionato italiano perché ero sicuramente condizionata dalla precisa volontà di riconquistare il titolo che avevo centrato nel 2023 e che non ero riuscita però a riconquistare nel 2024. Certamente in qualificazione non sono riuscita a totalizzare uno di quei punteggi che so realizzare. In finale, invece, è cambiato tutto. Intanto perché tutti sappiamo bene che qualificazione e finale sono due gare diverse. Ma più che altro perché è come se, entrando in finale, avessi avvertito di avere proprio una seconda chance in quella gara: un’occasione completamente separata dalla gara precedente. Come è mia abitudine, mi sono detta: in realtà inizia tutto quanto adesso, devi stare tranquilla e non pensare agli errori che hai fatto precedentemente. Si può dire che è semplicemente con questo nuovo atteggiamento che ho riconquistato il titolo.

Eleonora Ruta in vetta al podio delle Juniores di Skeet al Campionato italiano di Laterina davanti ad Arianna Nember e a Dalia Buselli

Facendo riferimento anche ad altre tue dichiarazioni di questi anni, mi sembra che nel tuo percorso agonistico sia stato sempre presente questo concetto di ripartenza anche proprio all’interno della stessa gara.

Questo avviene perché in finale riesco ad avere più fiducia in me stessa. Sento di avere appunto un secondo momento per riuscire a farmi valere e per poter dare il massimo. Cambia proprio il mio approccio alla gara. Ad esempio in finale riesco a pensare ad un piattello per volta e soltanto a quello che sto affrontando: senza soffermarmi su quel piattello che magari frattanto posso aver sbagliato o invece a quello che ho appena colpito. In finale riesco sempre a pensare soltanto al presente: mai al passato o al futuro. Non escludo che questa minore capacità di piena concentrazione in qualificazione, quantomeno in sede nazionale, sia determinato dal fatto che siamo un gruppo abbastanza circoscritto di atlete e quindi, per così dire, la qualificazione alla finale è relativamente facile e la gara vera è appunto poi in finale.

Soffermiamoci ancora sulla qualificazione di Laterina: a fronte di alcune serie molto buone, ci sono alcuni momenti in cui sicuramente sei stata appunto al di sotto delle tue medie standard, che difficoltà esattamente si sono manifestate in quelle serie?

Posso dire che è esattamente quello che puntualmente mi chiedo anche io ogni volta che esco dalla pedana con un punteggio non soddisfacente. Che cosa è successo in questa serie che non si è conclusa con un punteggio che mi appartiene davvero? Perché magari nella serie precedente ho sparato bene e adesso sono scesa di qualità? Credo che in quel caso appunto sia intervenuto pesantemente il pensiero relativo al dorsale con cui avrei affrontato la finale e quel pensiero mi ha distolto di nuovo dal mio presente di quella serie. Diversamente appunto, come dicevo prima, da quello che riesco a fare in finale in cui sono concentrata soltanto sul mio presente.

Che anno sarà il 2026 per Eleonora Ruta?

Sarà un anno molto importante. Essendo il mio ultimo anno del Settore Giovanile vorrei spingere il più possibile per cercare di raggiungere tutti gli obiettivi. Ad esempio vorrei riuscire ad entrare in finale in tutte le gare internazionali a cui avrò l’opportunità di partecipare e magari in quelle gare vorrei anche centrare il podio. Però non voglio che questi obiettivi vadano a condizionare le mie gare: non devono essere traguardi che si fissano ossessivamente nel mio pensiero. La mia volontà precisa è quella di rispettare in gara la mia media e di totalizzare i punteggi che so fare: saranno poi quei punteggi a produrre il piazzamento.

Che ruolo ha la preparazione atletica nel tuo allenamento?

Non siamo calciatori o pallavoliste, ma tutti gli atleti e tutte le atlete del tiro a volo devono comunque considerare che la preparazione atletica è molto importante. Io lavoro molto a casa: faccio esercizi a corpo libero. Un’ora e mezza al giorno è sicuramente dedicata all’attività fisica. Confesso che in precedenza circoscrivevo l’attività ai raduni e magari a quel breve periodo di alcune settimane che seguiva immediatamente quei raduni. Con il tempo ho cambiato atteggiamento e il mio approccio mentale alla preparazione atletica è davvero molto diverso rispetto al passato: sicuramente anche per il fatto che attualmente con regolarità sono in contatto con Edoardo Kirschner e con Carlo Alberto Zandomeneghi per la programmazione.

Eleonora Ruta con Arianna Nember e Dalia Buselli sul podio dell’Europeo 2025

L’Eleonora di oggi pensa in grande in termini sportivi?

Ma certo! Mi sembra legittimo pensare che potrei anche vincere le Olimpiadi nel mio sport. O magari comunque competere e vincere ad alti livelli. Anche se naturalmente rappresenta un processo lungo che voglio curare step by step: senza troppa precipitazione. Spero che l’attività in pedana mi accompagni per lungo tempo: poi, quando un giorno deciderò di non dedicarmi più allo sport, vorrei che si aprisse una strada per la polizia scientifica. I miei attuali studi di Scienze dei servizi giuridici mi portano appunto in quel campo professionale. Sarò la detective dello Skeet!

Foto: Issf, Clikkami, Tav Laterina