Corrado Pontecorvi: esperienza e tenacia

Sono gli ingredienti essenziali della lunga carriera dell’atleta ternano che nella scorsa stagione ha centrato la conquista dello scudetto dei Veterani di Trap sulle pedane del Tav La Torre

(di Massimiliano Naldoni)

Parafrasando Indiana Jones, nel caso di Corrado Pontecorvi si potrebbe dire: non sono gli anni, sono i piattelli. In effetti di piattelli ne sono volati tanti da quando (erano i primissimi anni Ottanta) l’atleta ternano militava in Nazionale da Junior, ma l’abitudine di Pontecorvi a inseguire e a colpire quei piattelli non ha mai perso mordente. Tant’è che l’atleta della scuderia di Cascata delle Marmore nell’estate scorsa è andato a conquistare autorevolmente il titolo tricolore dei Veterani di Fossa Olimpica sulle pedane del Tav La Torre (precedendo Generoso Perna e Piero Quagli) e da esperto leader ha anche idealmente capitanato la formazione del Presidente Ferdinando Donati che alla Coppa dei Campioni di Trap si è collocata all’ottavo posto sfiorando l’impresa. Peraltro, un exploit alla gara di Lonato non avrebbe rappresentato neppure troppo una sorpresa dal momento che a quello stesso appuntamento nel 2023 la squadra di Marmore, in cui Pontecorvi svolgeva appunto già un ruolo di primo piano, conquistò il terzo gradino del podio. Nel 2025 il Campionato italiano dei Veterani non era iniziato proprio sotto i migliori auspici (e nell’intervista che state per leggere Pontecorvi spiega dettagliatamente i motivi), con due 22 e un 23 nei primi tre round, ma il ruggito del leone di Terni nella seconda giornata del confronto ha ribaltato completamente gli equilibri (25 + 24 in qualificazione e poi ancora 24 in finale) donando all’atleta umbro – che nel corso degli anni è stato saldo portacolori di Società blasonate come Montecatini, Parrano e Foligno oltre che naturalmente di Cascata delle Marmore in cui ha mosso i primi passi e in cui è tornato da alcune stagioni – un altro prestigioso scudetto. E il futuro? Ne parla proprio Corrado Pontecorvi in questa intervista…

Corrado, che significato ha rivestito la conquista del titolo italiano nella scorsa stagione per un atleta di lungo corso come te?

Per il volume di attività che sto facendo in questi anni, si può considerare un bel risultato. Con gli impegni di lavoro che non mi permettono di fare un allenamento regolare, è evidente che non posso immaginare di fornire grandi prove in gara. Certamente le grandi passioni non si attenuano mai e quindi mi piace ancora molto frequentare l’ambiente del tiro ed è comunque bello riuscire a trasformare questa mia attività agonistica, magari un po’ circoscritta, in una vittoria come quella che ho ottenuto al Campionato italiano.

Possiamo dire che al Campionato italiano dell’estate scorsa hai condotto una prima giornata di studio e poi hai sferrato il colpo vincente in coda?

Diciamo soprattutto che si poteva anche far meglio in termini di punteggio, ma in certo modo va bene così se si considera che ho raggiunto il campo di gara la sera del venerdì quando ho staccato dal lavoro. Da qui si comprende che ho affrontato la gara non solo senza un allenamento mirato, ma anche senza provare i campi. Ne consegue che infatti nelle prime serie qualche zero di troppo l’ho lasciato. Poi effettivamente nella seconda giornata mi riconosco di aver fatto davvero un buon punteggio. Certamente non è una condotta di gara esemplare, nel senso che non dovresti mai scommettere sulla possibilità che il recupero della seconda giornata sia sufficiente per rimediare a qualche errore di troppo della partenza. E poi, intendiamoci, la controprova in realtà non c’è mai e non so davvero se avrei potuto far meglio il primo giorno con un allenamento più meticoloso, però certamente la regola vuole che se prepari bene una gara, poi il risultato arriva.

Il punteggio della finale lo consideriamo un quasi 25?

Mi devo riconoscere di aver sparato molto bene in finale. Poi, naturalmente uno zero può uscire anche quando fai una serie impeccabile, ma quella è stata davvero un’ottima serie. Sì, ci stava senz’altro anche un 25 a coronamento della gara: fra l’altro ho fatto lo zero quasi subito, all’inizio della serie, ma poi ho proseguito con grande convinzione e infatti mi ricordo appena una seconda canna in tutta il resto del percorso.

Il 2025 ti ha visto in prima linea anche nella Coppa dei Campioni con la squadra di Cascata delle Marmore.

Anche in quel caso giudico di aver sparato benino, ma certamente non benissimo. Però siamo comunque entrati in finale. Forse è proprio la prova che con l’età puoi improvvisare sempre meno e anzi dovresti perfino aumentare il grado di allenamento rispetto a quello che facevi quando eri più giovane. Nella Coppa dei Campioni fra l’altro ti trovi in gara con tutti i migliori specialisti del panorama ed è un dato di fatto che in Italia ci siano davvero tanti ottimi atleti nelle squadre delle Società. D’altronde il nostro obiettivo dichiarato era quello di entrare nelle dodici finaliste e quel traguardo lo abbiamo conseguito. E in finale abbiamo perfino avuto la possibilità di vincere perché a sei/sette piattelli dalla fine avevamo appena sei zeri. Poi si sa come vanno le gare a squadre di questo tipo: basta un attimo per capovolgere il risultato. Avevamo in squadra due ragazzi molto giovani a cui sicuramente è mancata un po’ di esperienza nelle ultimissime battute, e anche un po’ tutti noi siamo incappati in qualche zero. Ma il bilancio di quella gara è complessivamente positivo: un posto sul podio ci poteva perfino stare e sarebbe stato legittimo.

Corrado Pontecorvi con la squadra di Cascata delle Marmore sul terzo gradino del podio della Coppa dei Campioni di Trap del 2023

Corrado, non hai mai pensato di mettere al servizio della didattica la tua esperienza e le tue doti tecnico-agonistiche per trasformarti in istruttore?

Che abbia un patrimonio di esperienza, è certo. Però non sono sicuro che se hai fatto anche bene da tiratore, tu sia ugualmente in grado di trasmettere quello che sai e che hai vissuto da atleta. Parlavamo prima di controprove: anche in questo caso dovrei sperimentare quel ruolo per sapere se funziona. Per il momento ho molti impegni di lavoro che mi impedirebbero di svolgere quel ruolo con regolarità. Però, più avanti, chissà..?

Foto: Tav La Torre, Tav Cascata delle Marmore