Erica Sessa: una vittoria costruita passo per passo
L’atleta di Cava de’ Tirreni, fresca vincitrice dello scudetto 2026 del Trap femminile, sottolinea l’importanza della preparazione accurata a monte di ogni competizione
(di Massimiliano Naldoni)
La classe non è acqua e, anche se la condizione non è ottimale, una preparazione salda e accurata può supplire ad una carica agonistica temporaneamente meno effervescente. È con questo criterio che Erica Sessa ha saputo centrare la vittoria al Campionato italiano 2026, assicurandosi lo scudetto delle Ladies della Fossa Olimpica con un 116/125 di qualificazione – che all’atleta salernitana ha conferito il dorsale numero 3 – e con un potente 28/30 di finale che ha costretto alle sedi basse del podio Valentina Panza e Martina Grioni.
Erica, che gara si è rivelata il Campionato italiano 2026?
È stata una gara su di un campo tecnicamente impegnativo. E dal momento che era il Campionato italiano, e quindi anche la gara che concludeva il circuito nazionale di questa stagione, con un gruppo abbastanza ristretto di atlete, c’erano certamente molte aspettative e inevitabilmente una certa pressione.
Ti sei presentata ai nastri di partenza con il proposito di vincere o altre opzioni erano accettabili?
L’obiettivo era dare il meglio delle capacità che in questo momento potevo fornire. Arrivavo da una sequenza di gare molto ravvicinate e devo dire che non mi sentivo in formissima. Ma un Campionato italiano è appunto una gara importante e il proposito era appunto quello di cercare di ottenere un posto in finale e sul podio. Poi è andata meglio del previsto. Certamente ho affrontato questa gara con poche energie e meno lucidità di altre volte, appunto a seguito di un periodo molto intenso: nemmeno dieci giorni prima c’era stato l’impegno ai Giochi del Mediterraneo e nel mese di agosto era in programma il Gran Premio di Uboldo che aveva seguito a breve distanza la World Cup in Cina.
Considerando il tuo percorso di qualificazione, si nota un’oscillazione di rendimento. Da che cosa è stata determinata?
Anche dalle difficoltà del campo, ma soprattutto appunto perché ho affrontato questa gara non proprio lucida e non così costante come avviene in altre situazioni.
Quindi hai giocato in difesa per ottenere il massimo risultato, cioè l’accesso alla finale, con il minimo sforzo?
In difesa, mai.
In finale quest’anno hai sempre dimostrato di saperti muovere bene e anche in questo caso hai padroneggiato la finale. Concordi?
Anche se non è davvero mai scontata questa finale… Dipende dal modo in cui parti, da come gestisci le tue emozioni e dalla piega che prende e dal modo in cui si sviluppa la stessa finale. No, non è davvero mai scontata! Non entri in finale dicendo: la medaglia è mia, oppure: puntiamo alla vittoria. È sempre una scalata: devi vedere come va, dipende sempre dalla tua prestazione complessiva e devi costruire quel percorso comunque un piattello alla volta. Un dato è certo: se ti sai muovere bene in questa finale, è perché alle spalle c’è davvero tanto allenamento. Tante prove: a volte riuscite non perfettamente, altre volte invece risultate errate e cambiate in corsa, oppure riuscite a metà o infine riuscite così bene da permetterti di vincere nella gara che stai preparando.
In questa finale così rapida, uno zero nei primi piattelli, come è accaduto a te al Campionato italiano, ingenera subito quel senso di timore di perdere terreno?
Anche se il principio che regola questa finale è quello di evitare l’errore a tutti i costi, in quel caso non devi rassegnarti subito e dire che la gara è persa, ma neppure cullarti nell’idea opposta che è soltanto uno zero, perché effettivamente uno zero nei primi lanci produce già una situazione critica. Devi valutare anche il modo in cui la gara evolve per te e per le altre atlete e soprattutto procedere un piattello per volta, a quel punto, sì, limitando al massimo l’errore.
Ma, in pedana a Ponso, con la testa eri già un po’ all’Europeo?
Sì e no. Nel senso che io cerco sempre di concentrarmi su quello che sto facendo al momento e l’Europeo era ancora a una certa distanza e il presente era rappresentato da una gara importante a livello nazionale come quella che assegnava i titoli della stagione. Però ovviamente questo Campionato italiano mi ha anche dato degli spunti per capire in che modo devo lavorare adesso appunto per preparare l’Europeo.




