Giovanissimevolmente d’agosto: Emiliano Mazzeo, Francesco Pio Renda e Pietro Bittolo Bon
I tre Allievi della Fossa Olimpica che hanno conquistato il podio al Criterium raccontano il passato, il presente e anche uno spicchio di futuro
(di Massimiliano Naldoni)
Il Criterium nazionale del Settore Giovanile è da sempre l’occasione ideale per offrire un palcoscenico illuminato ad atleti e atlete il cui talento meriti un’attenzione particolare. Nella più recente edizione della classicissima di Lonato quella funzione è stata perfettamente assolta nel caso degli Allievi della Fossa Olimpica. In quella qualifica il podio ha ospitato un grappolo di atleti sui quali sarà davvero opportuno appuntare l’attenzione nelle prossime stagioni. Sono però certamente storie sportive molto diverse quelle che hanno riunito sul podio del Concaverde il molisano Emiliano Mazzeo, il calabrese Francesco Pio Renda e il veneto Pietro Bittolo Bon.
L’atleta di Campobasso, che si è distinto tra gli oltre novanta Allievi in gara al Criterium con un perfetto 74/75, doppierà la boa dei ventuno anni di età nel prossimo dicembre e pratica il tiro a volo dall’età di quindici, ma in realtà è soltanto alla sua seconda stagione di militanza nel Settore Giovanile per aver operato la scelta di condurre in precedenza un’attività agonistica, anche costellata da qualche bella impresa, in totale autonomia. Cresciuto al Tav Carpinone, presso il quale è tuttora tesserato, Emiliano Mazzeo si è messo in luce nella stagione 2025 centrando la conquista della medaglia di bronzo al Gran Premio del Settore Giovanile di Umbriaverde, ma indiscutibilmente l’affermazione al Criterium è il risultato più pregiato della sua carriera istituzionalizzata e proietta l’atleta del Molise tra i nomi più accreditati per il prossimo Campionato italiano.
Francesco Pio Renda è invece un diciassettenne di Cirò Marina che milita nel Gruppo sportivo della Marina Militare. Al Criterium l’atleta calabrese ha sfoderato un ottimo 72/75 che lo ha collocato a pari punteggio con il collega di scuderia Pietro Bittolo Bon: nello shoot-off che lo stato di parità ha innescato, Francesco Renda si è imposto per 2 a 1. Allievo di Daniele Lucidi, con il quale si incontra con cadenza regolare a Cascata delle Marmore o a Umbriaverde, l’atleta crotonese ha già inanellato importanti piazzamenti e qualche vittoria nelle gare interforze con la divisa della Marina Militare.
Diciottenne di Portogruaro, Pietro Bittolo Bon ha invece iniziato il suo percorso tiravolistico al Tav Blak immaginando una semplice attività ludica per seguire papà Gianmarco: il tiro a volo, però, in breve è divenuto invece una passione sportiva intensa per questo atleta del Gruppo sportivo della Marina Militare che frattanto ha iniziato a seguire le lezioni di Daniele Zampar al Tav Porpetto. Nella vita sportiva di Pietro Bittolo Bon una grande passione sportiva c’è stata per lungo tempo: il giovane atleta veneziano ha infatti praticato il basket per nove stagioni in una squadra di San Vito al Tagliamento. Ma adesso, anche in vista dell’iscrizione alla facoltà di Ingegneria che Pietro effettuerà al termine del Liceo Scientifico, serviva evidentemente un cambio di passo che il tiro a volo ha offerto efficacemente. Con la conquista della medaglia di bronzo tra gli Allievi della Fossa Olimpica al Criterium, Pietro Bittolo Bon si staglia quindi come uno dei più promettenti atleti della sua generazione. Siamo andati allora a indagare con questi tre talenti emergenti le emozioni e le aspirazioni del momento.
Emiliano Mazzeo
Emiliano, possiamo dire che nella stagione in corso il tuo rendimento agonistico è cresciuto vistosamente?
Ha avuto certamente un’impennata quasi inattesa in occasione del Criterium. In realtà, avevo vinto il Campionato regionale di Seconda categoria del Molise, ma con risultati nettamente più bassi, come anche di diverso livello sono state le prove negli altri Gran Premi del Settore Giovanile. Devo ammettere che in questa stagione ho sparato poco: sono approdato al Criterium dopo due mesi in cui praticamente non avevo fatto attività e proprio per questo, nelle settimane che hanno preceduto la gara del Concaverde, non avevo neanche la misura precisa del mio rendimento. In effetti, appunto, è stato un risultato a sorpresa. Questo è il mio ultimo anno nel Settore Giovanile e quindi avevo deciso di partecipare al Criterium, ma non mi aspettavo davvero di riuscire a fare un risultato di questa portata. La mancanza di grandi aspettative probabilmente mi ha permesso di sparare con una certa serenità, senza sentire più di tanto la pressione.
Qual è stata la molla che ti ha suggerito di intraprendere la strada del Settore Giovanile dopo una carriera da autodidatta che si è rivelata peraltro soddisfacente?
Si è creato un bel gruppo di giovani nel Molise in queste ultime stagioni, ho avuto la possibilità di stabilire tante amicizie nella mia regione e allora abbiamo deciso di fare queste trasferte inquadrati nel Settore Giovanile. Il percorso che sto compiendo attualmente mi sta procurando tante belle soddisfazioni ed è stimolante anche pensare all’attività da Senior, nelle categorie, che affronterò dall’anno prossimo, però dall’altro lato c’è il rimpianto di non aver iniziato prima l’esperienza del Settore Giovanile. Oggi so che, se avessi iniziato qualche anno prima, probabilmente adesso potrei ambire ad un’altra tipologia di gare. In questi due anni ho avuto modo di apprezzare l’attività che si può svolgere nel Settore Giovanile e quindi oggi mi sento davvero di suggerire a chi, da giovane appassionato come sono stato io, sta svolgendo la sua attività in maniera indipendente, di intraprendere la strada del Settore che consente di perfezionare la tecnica e di stabilire tanti contatti. Posso comunque spendermi bene questi ultimi momenti di militanza nel Settore e infatti sarò a Roma al Campionato italiano degli Allievi, poi anche al Tav La Torre per la finale del Campionato italiano di Seconda categoria. Non nascondo che l’aspirazione sarebbe quella di vincere il titolo italiano degli Allievi. Sarebbe un bel modo per transitare alla seconda fase dell’attività: di certo metterò il massimo impegno, poi si vedrà…
Francesco Pio Renda
Francesco, in questi ultimi tempi hai lavorato in maniera massiccia per ottenere il risultato che hai conseguito al Criterium?
Sì, oltretutto il Criterium è una gara splendida a cui ho partecipato quest’anno per la prima volta: nei due anni precedenti non avevo avuto infatti la possibilità di partecipare per impegni di altro genere e sono davvero soddisfatto di aver fatto questa esperienza che consiglio a tutti i giovani del Settore. Con Daniele Lucidi abbiamo fatto un allenamento molto intenso per questa gara e infatti i risultati di questo impegno si sono visti. A Lonato lo scorso 2 agosto ho fatto certamente una delle mie gare migliori: a mio giudizio una gara favolosa in cui ho sparato bene nelle serie di programma e in cui sono riuscito a gestire benissimo anche lo shoot-off. I campi di Lonato sono a dir poco splendidi e quindi non soltanto è un piacere gareggiare in quella struttura, ma hai anche la possibilità di esprimerti al meglio. 72 è davvero un bel punteggio e in effetti con quel risultato avevo perfino immaginato di poter vincere, ma proprio il fatto che quel bel punteggio non è stato sufficiente per vincere, spiega la qualità di questa gara.
Quanto è importante nel tuo percorso agonistico attuale la militanza nel Gruppo sportivo della Marina Militare?
Accedere alla squadra della Marina Militare è stato un bellissimo traguardo e per me è molto stimolante gareggiare in quella formazione. L’atmosfera collegiale del gruppo è un’esperienza unica e l’attività con il gruppo della Marina Militare mi ha fatto progredire molto dal punto di vista tecnico perché tra noi ci assicuriamo grande aiuto reciproco. Sono davvero grato a Ferdinando Rossi per avermi accolto nel gruppo. Dopo questa prova, adesso mi sto dedicando al Campionato italiano, con speranze di podio. Il Criterium, che è una gara particolare, mi ha dato indicazioni importanti. Devo dire che l’ho affrontato tranquillo e spensierato. È quella tranquillità assoluta che ha certamente propiziato il risultato. Lo shoot- off, poi, è stato un derby con un compagno di squadra della Marina Militare che è anche un grande amico e quell’episodio ha reso ancor più piacevole questa bella esperienza sportiva.
Pietro Bittolo Bon
Pietro, che impressioni hai riportato dall’esperienza del Criterium?
Sono molto contento perché era una gara a cui tenevo molto. Mi allenavo infatti da tempo per provare a performare al meglio e sono riuscito a mantenere la costanza in tutta la gara. Il risultato è stato ottenuto grazie al lavoro intenso svolto in queste settimane estive al Tav Porpetto con l’istruttore Daniele Zampar. In gara c’era certamente tensione e pressione, quindi riuscire a conservare quella costanza non è stato semplicissimo. Ma ho mantenuto una certa mentalità per tutta la gara proprio grazie alla preparazione tecnica e mentale che avevo effettuato in precedenza.
Senti di essere cresciuto tecnicamente con questa prova rispetto alle altre gare della stagione?
Le gare a cui ho partecipato sono certamente molto diverse per la tipologia e per il contesto generale. Ci sono alcuni risultati che, se anche non sono proprio interessanti in senso assoluto, sono comunque traguardi di cui sono soddisfatto: ad esempio alla gara dei Corpi dello Stato a Umbriaverde ho totalizzato il mio record personale di 113/125. Un altro risultato di cui vado fiero è il 49/50 realizzato ancora in una gara dei Corpi dello Stato al Tav Roma. Quello è stato il mio risultato più alto in due serie. Sì, sicuramente ho notato di essere cresciuto molto rispetto agli anni precedenti in questa stagione in cui sono stato anche primo degli Allievi nel Campionato regionale del Veneto. So anche che gareggiare con figure importanti, qualificate ed esperte, come avviene nelle gare con il gruppo della Marina Militare, mi ha spronato a fare meglio. Mio padre conferma che, quando ho sparato con atleti molto forti ed esperti del gruppo della Marina, in realtà ho sempre tratto benefici e insegnamenti.
Lanciamo uno sguardo al futuro immediato?
Punto a migliorarmi e a conservare la costanza che sono riuscito ad esprimere. Però non mi piace parlare di quello che ancora non è avvenuto. Ci metto tutto me stesso, faccio il possibile per raggiungere i risultati, ma non mi espongo. Mi rendo conto di avere margini per migliorare anche nella costanza e ancora nella concentrazione mentale e nella routine che ho durante la pedana e prima di entrare in pedana. Ma dei possibili risultati: no, non parliamone adesso. Verrà il momento…



