Giovanissimevolmente d’agosto: Mirko Licciardello, Alessandro Materazzo e Simone Roncen
I tre Juniores della Fossa Olimpica che hanno conquistato il podio del Criterium parlano del presente e del futuro
(di Massimiliano Naldoni)
Si scrive semplicemente Criterium, ma l’atmosfera è quella delle grandi sfide. Per gli Juniores della Fossa Olimpica il test gardesano del primo weekend di agosto è stato infatti quantomeno l’equivalente della prova generale in vista di un grande debutto. È sufficiente scorrere la classifica della qualifica più alta per percepire il grande impegno con cui gli appartenenti a quel comparto si sono misurati in occasione della classicissima dell’estate under 21. Per conquistare la vetta del podio non è risultato infatti sufficiente il brillantissimo 74/75 che hanno sfoderato sia il catanese Mirko Alfio Licciardello che il viterbese Alessandro Materazzo, allievo di Daniele Lucidi: per sciogliere lo stato di parità si è rivelato indispensabile uno shoot-off che si è protratto per dieci lanci e ha poi attribuito meritatamente la vittoria all’atleta siciliano del Tav Ramacca per 10 a 9 sul campione italiano di categoria. Ma dell’alto livello di questa gara parla chiaramente anche il fatto che per aggiudicarsi la medaglia di bronzo il bellunese delle Fiamme Oro Simone Roncen, allievo di Carlo Alberto Zandomeneghi, ha dovuto ingaggiare e vincere per 5 a 4 una lotta serrata con il trentino di Lombardia Fabio Marchiori dopo che entrambi avevano concluso alla vertiginosa quota di 73. Andiamo allora a sentire le impressioni – su quel che è stato e su quel che sarà – di questi tre straordinari Juniores che il Criterium ha portato alla ribalta.
Mirko Licciardello
Mirko, più ardua del previsto la vittoria al Criterium?
È stata certamente una gara complicata perché il livello era alto, ma ho sentito che stava andando bene fino dall’inizio proprio perché ci ho creduto fino dalle prime battute. Fra l’altro, avevo gareggiato a Lonato appena qualche giorno prima al Gran Mondiale Perazzi, quindi, avendo fatto esperienza più o meno di tutti i lanci di Lonato, ed essendomi sobbarcato nel giro di pochi giorni il viaggio di ritorno a casa e poi un altro tragitto in senso inverso per raggiungere di nuovo il Concaverde, ho preferito condurre un allenamento leggero per il Criterium. Chi ha partecipato al Gran Mondiale Perazzi come ho fatto io, ha sparato in pochi giorni duecentocinquanta piattelli, per cui posso dire che avevo una buona familiarità con gli sganci. Qualcuno si è meravigliato che abbia affrontato nel giro di pochi giorni il viaggio di ritorno a casa per salire poi di nuovo a breve a Lonato, ma d’altronde questa del Criterium è stata una delle mie ultime uscite con il Settore Giovanile ed era bello viverla in tutti i suoi momenti e mi sembrava doveroso compiere la trasferta insieme a tutto il gruppo del Settore Giovanile della Sicilia.
Nel Criterium non hai soltanto realizzato un punteggio di qualità, ma hai saputo conquistarti la vittoria con uno shoot-off condotto alla grande.
Sì, fra l’altro lo shoot-off lo abbiamo fatto al campo 6 che non avevo neanche testato in prova e in più mi sono trovato a confrontarmi con Alessandro Materazzo che è un amico, ma in pedana è anche un rivale davvero di tutto rispetto. Quando ti confronti con un avversario che non si lascia intimidire, devi dare il meglio di te e magari affidarti, come dico sempre, anche a un pizzico di fortuna che nello sport in qualche modo interviene. Ho affrontato però quello shoot-off con la grande fiducia che mi aveva accompagnato in tutta la gara: in allenamento, sebbene leggero, avevo fatto due serie perfette e l’altra serie, dopo i due errori all’inizio, ero riuscito a portarla a termine senza altri problemi. Il tiro a volo, si sa, è uno sport principalmente mentale: quando senti che in pedana ci stai nel modo giusto, quando ti incontri con i lanci e li affronti tranquillo, allora, sì, capisci che puoi fare molto. È una situazione in cui si alza il livello di autostima e riesci a fare anche qualcosa che va ben oltre le tue capacità ordinarie. Sicuramente questa volta sono salito in pedana per lo shoot-off con l’intenzione di vincere. Ma c’è sempre quella percentuale di variabilità con cui dobbiamo fare i conti.
Il Criterium è una gara sui generis per le sue prerogative specifiche: come l’hai affrontata?
Secondo me l’atteggiamento con cui si affronta questa gara è diverso da quello che si adotta in altri casi. Quella possibilità di commettere qualche errore, con la prospettiva e la speranza di recuperare nel secondo giorno, che hai ad esempio nei Gran Premi, al Criterium non c’è proprio. Lì devi limitare al massimo i danni perché la gara è corta e non c’è modo di recuperare e anche gli intervalli tra le serie sono abbastanza rapidi. Ci sono stati atleti che con 73 sono rimasti fuori dal podio: e 73 davvero non è poco.
Sei nella fase di uscita dal Settore Giovanile: come stai vivendo questo momento?
È un momento particolare, perché la mia mente ancora non metabolizza. Suona un po’ strano, dopo molti anni di Settore Giovanile con tutti i suoi ritmi specifici, immaginare una stagione in cui non seguirò più quella routine. Al Criterium questa volta ho cercato di dare il massimo anche proprio per questo motivo: dal momento che si tratta di una gara in cui non avevo mai vinto prima, è stato bello concludere l’epoca del Settore Giovanile con una vittoria che rimarrà comunque sempre ben impressa nei miei ricordi. Il mio primo podio è stato da Esordiente proprio al Criterium nel 2019: quelle venticinque prime canne della terza serie del Criterium 2026 sul campo 2 del Concaverde rappresenteranno un ricordo indelebile e adesso coronano perfettamente quest’epoca bellissima del Settore Giovanile.
Alessandro Materazzo
Alessandro, che ruolo ha avuto il Criterium nella tua stagione 2026?
Diciamo che tutte le gare hanno avuto la funzione di preparazione al Campionato italiano e ha avuto quel ruolo anche il Criterium. Nelle stagioni passate qualche volta c’era stata una partenza un po’ debole e poi una crescita graduale di livello, invece quest’anno, in cui affrontavo la stagione dopo la conquista del titolo di categoria, sono partito subito alla grande e non c’è mai stato un calo dal primo dei Gran Premi: sono anche sempre riuscito a partecipare alle finali. Nel corso dell’inverno scorso ho fatto sicuramente una buona preparazione che mi ha permesso di dare solidità a tutta la stagione.
Il tuo collega Mirko Licciardello ha parlato di un atteggiamento particolare con cui ha affrontato il Criterium: nel tuo caso com’è andata?
Sono entrato in pedana esattamente con lo stesso atteggiamento che adotto per le altre gare. Sì, certo: il Criterium è una gara secca, a tre serie, senza finale, in cui devi concentrare il risultato nello spazio breve. Ma è anche probabilmente lo stato di fiducia in cui mi trovo in questo momento che mi ha permesso di affrontare la gara senza nessuna pressione.
Cosa pensi dell’attuale tipologia di finale a otto?
Ha tutte le prerogative dello shoot-off. E infatti, proprio come nello shoot-off, se sbagli, è molto probabile che tu sia fuori, così anche in questa finale l’errore costa molto caro, specialmente con quel ritmo veloce e gli step ogni cinque piattelli. Poi, c’è sempre anche il fatto che in finale usi un colpo solo e vivi la forte tensione del momento. A livello tecnico qualcosa cambia: ad esempio io ho elaborato una tecnica tutta mia con un movimento più morbido e più fluido in partenza. Quello che adotto in finale è un modo un po’ diverso di sparare rispetto alle serie di qualificazione in cui non sai quale piattello ti si presenterà. Il livello attuale degli Juniores, poi, è altissimo, quindi immagino che al Campionato italiano anche per la nostra qualifica in finale sarà battaglia. Un dato è certo: in finale l’errore è una condanna.
Simone Roncen
Simone, al Criterium sei stato costretto ai tempi supplementari per conquistare il bronzo, ma è presumibile che tu volessi fortemente quella medaglia?
Sì, certo: anche perché sinceramente pensavo che con 73 sarebbe stato possibile perfino vincere. Invece, questa volta sono venuti fuori addirittura due 74. Di solito, con 73 immagini di vincere, o al massimo di fare lo shoot-off per l’oro.
Vantaggi e svantaggi dell’attuale finale a otto secondo il tuo parere?
All’inizio ho avuto qualche difficoltà per capire questa finale. Adesso, invece, va molto meglio: l’ho provata varie volte in allenamento a qualche raduno e poi anche in gara, ad esempio alla Green Cup. Per me sapere la direzione del piattello è comunque un vantaggio. Ho modificato un po’ la tecnica rispetto alle serie della qualificazione: invece di far riferimento al testimone, punto le canne leggermente a destra o a sinistra in base al lancio che sto per affrontare.
Archiviato bene il Criterium, a cosa è rivolto adesso il pensiero?
Intanto al Gran Premio Fitav di Uboldo di questo weekend e poi naturalmente al Campionato italiano per provare ad ottenere un bel risultato: a Ponso sarebbe bello riuscire ad essere sul podio degli Juniores.




