Pietro Scaglione: un anno da Presidente

Il massimo dirigente del Tav Belvedere racconta i suoi primi dodici mesi al timone del sodalizio varesino e spiega le prospettive dell’impianto di Uboldo

(di Massimiliano Naldoni)

Pietro Scaglione ha appena doppiato la boa del suo primo anno di mandato quale Presidente del Tav Belvedere. Quella del 2025 è stata peraltro una stagione importante per il club di Uboldo: l’impianto varesino ha ospitato gli Assoluti nel mese di settembre, ma è anche salito agli onori della cronaca con le proprie squadre che in numerose gare intersocietarie Fossa Olimpica hanno tenuto alti i vessilli sociali. Al Presidente Pietro Scaglione abbiamo chiesto allora di raccontare il suo primo anno da timoniere del club e di illustrarci i programmi per il futuro.

Presidente Scaglione, che emozioni ha prodotto questo suo primo anno nel ruolo di massimo dirigente del Tav Belvedere?

Il mio primo anno di presidenza ha coinciso anche con una stagione piena di eventi per il Tav Belvedere: io ho ricevuto quel ruolo di timoniere come un’eredità importantissima di un grande Presidente come Danilo De Marchi che è stato alla guida della Società per tanti anni ed è stato davvero colui che ha reso il Tav Belvedere quella meravigliosa Società che vediamo adesso. Al compimento di questo primo anno di presidenza mi corre anche l’obbligo di ringraziare di vero cuore tutti e tutte coloro che hanno contribuito ai successi della nostra Società: in primo luogo i membri del Consiglio del Tav Belvedere, poi Nadia e Rossella che sono  le efficientissime responsabili della Segreteria, ma anche Daniele: il nostro manutentore. In questi casi è difficile menzionare per filo e per segno chiunque sia parte del progetto, ma vorrei tributare la mia gratitudine a tutte le persone che hanno lavorato e lavorano in forma volontaria per il Tav Belvedere. Ci sono anche numerosi nuovi tiratori che si sono tesserati presso di noi: appassionati che hanno portato una nuova energia e hanno creduto nel progetto del gruppo e della squadra. Sappiamo che per tanti aspetti dobbiamo crescere. Anzi, direi che proprio ancora moltissimo dobbiamo crescere e d’altronde infatti anche per me questo è stato un primo anno di vero apprendistato da massimo dirigente: ma sono anche davvero molto contento. Se c’è poi un altro punto a cui tengo moltissimo è che noi, con grande umiltà, ci consideriamo ancora un campo di provincia, anche se siamo consapevoli di avere potenzialità da grande impianto. Da parte di tutti noi del Tav Belvedere non possiamo che esprimere immensa gratitudine alla Federazione per averci concesso di ospitare il Campionato italiano di Trap del 2025: è stata un’occasione che ci ha dato lo stimolo per credere di più in noi stessi e a questo punto perfino per immaginare di ospitare in futuro una gara internazionale.

Il 2025 per il Tav Belvedere si sintetizza anche in  importanti traguardi conseguiti sotto il profilo agonistico.

Esattamente. In questo primo anno della nuova dirigenza ci eravamo dati l’obiettivo di rendere più competitivo il Tav Belvedere nei confronti intersocietari: eravamo rimasti esclusi dai podi dei Campionati nazionali per diversi anni e nel 2025 una delle soddisfazioni più grandi è stata proprio vincere il Campionato italiano invernale di Fossa Olimpica. Quella vittoria ha contribuito a dare un vero slancio che ci ha stimolato a curare la gestione del campo e delle attività sportive correlate con ancora maggiore energia. Ha rappresentato un evento che ha innescato un entusiasmo nuovo in tutta la nostra collettività, tra i dirigenti e tra i tesserati, e ha risvegliato la volontà di misurarsi e di competere ad alto livello. Posso anche dire che quel traguardo ne ha innescati altri: ad esempio il secondo posto tra i club di Prima categoria al Campionato delle Società di Fossa Olimpica dell’estate e un posto tra le finaliste della Coppa dei Campioni ancora di Fossa Olimpica dopo parecchi anni di esclusione da quella finale. La sequenza virtuosa  ha creato euforia e ha indotto un numero considerevole di tiratori che frequentavano il Tav Belvedere da esterni a tesserarsi da noi anche proprio in prospettiva di entrare a far parte delle squadre.

A livello operativo com’è cambiato quindi l’approccio delle vostre formazioni con l’agonismo?

Abbiamo designato due nuovi coach: Renzo e Roberto Zucchetti. A questi nostri affezionati gemelli della pedana abbiamo dato l’incarico sapendo che si tratta di tiravolisti competenti, di persone di grande serietà, con una passione immensa per il nostro sport che hanno dimostrato nel corso della loro lunga militanza tiravolistica. Poi a tutta la platea dei nostri praticanti abbiamo trasmesso il messaggio che il nostro primo pensiero, nella nuova stagione, non era vincere o comunque andare sul podio, ma piuttosto creare un gruppo e dar vita ad una squadra ben amalgamata e con una sorta di chimica speciale. Personalmente ho anche invitato tutti i nostri tesserati ad assumere una determinata mentalità secondo la quale sia quell’atleta che ne sostituisce un altro entrando in campo, per così dire, dalla panchina, che colui che viene sostituito non devono sentirsi secondi a nessuno. Il nostro è un meccanismo di collegialità che non vuole eleggere esasperatamente uno o più leader perché quello è un ruolo che frequentemente mina il buon funzionamento di un gruppo. Mi piace anche sottolineare un altro aspetto. Nello sport, in ogni disciplina, sento spesso ripetere: vincere è l’unica cosa che conta. Ecco, questa è invece un’affermazione che proprio non esiste nel nostro modo di pensare. Conta stare insieme, ha valore crescere sportivamente e agonisticamente e appunto creare il gruppo. Noi eravamo convinti che seguendo questo programma i risultati sarebbero arrivati e infatti i primi responsi positivi di questo modo di pensare li abbiamo prodotti. Dico noi, perché mi riferisco non soltanto a me ma anche a tutto il Consiglio e, come ho detto prima, a tutti e tutte coloro che hanno contribuito al perfetto funzionamento della Società. E il merito di quanto avviene è proprio del gruppo: siamo fieramente una squadra.

Il Presidente del Tav Belvedere Pietro Scaglione

Presidente Scaglione, a Uboldo ci sono state anche interessanti iniziative nei confronti del mondo giovanile.

Sì, in questo mio primo anno di presidenza abbiamo lavorato molto per la promozione dell’attività tra i giovani. Grazie alla collaborazione con la Delegazione Fitav Lombardia e all’impegno profuso dall’istruttore Corrado Roveroni abbiamo ospitato una scuola sui nostri campi: l’Istituto Torricelli di Milano. Inoltre sta partendo un nuovo progetto con lo stesso Roveroni per una scuola di coaching a più livelli, in questo caso non diretta esclusivamente ai giovanissimi: ospiteremo il vero e proprio neofita, ma anche quel tiratore che vuole perfezionarsi tecnicamente o che cerca il supporto di un mental-coach, oppure semplicemente quel praticante che vuole aumentare la sua serie media anche soltanto di un piattello. Per quanto riguarda invece il panorama specifico del mondo giovanile, in questi anni con Renato Butti, il nostro coach del comparto under 21, abbiamo ottenuto anche numerosi podi. E in quell’ambito stiamo lanciando anche un’altra iniziativa molto interessante che consiste in questo: quando le nostre prime squadre faranno dei raduni, in vista delle competizioni intersocietarie, convocheremo anche gli atleti del Settore Giovanile che svolgeranno quindi l’allenamento con gli atleti più esperti. Se ti alleni con i grandi, ricevi senz’altro stimoli e suggerimenti molto utili. A riprova della nostra grande attenzione verso il Settore Giovanile, segnalerei inoltre che nella finale del Campionato invernale della Lombardia, che si è disputata il 7 e l’8 febbraio, abbiamo inserito in una delle squadre Giacomo Ghisolfi, figlio di Alan: uno dei nostri più valenti agonisti. Giacomo è certamente un brillante talento e meritava la designazione, ma quella convocazione voleva essere soprattutto uno stimolo e un incentivo. Il messaggio è questo: se sei in squadra, non devi necessariamente riuscire e anche se fai un 18, non è un fallimento. La vera vittoria è sapere che indossi il gilet del Belvedere e sei dei nostri.

È vero che avete fatto una scelta molto significativa in favore dell’Universale?

Innanzitutto siamo di nuovo grati al Presidente federale Luciano Rossi, alla Fitav e al Direttore tecnico Sandro Polsinelli che hanno scelto il Tav Belvedere per la finale del Campionato italiano invernale di Fossa Universale del prossimo marzo. Proprio per andare incontro agli universalisti, in queste settimane abbiamo allestito il nostro campo 6 con lo schema dell’Universale e così sarà fino alla finale invernale. Devo ammettere che, puntando sull’esperienza del nostro atleta Livio Elli, vorremmo anche spingere i nostri universalisti a centrare un bel piazzamento in quell’occasione. Sempre in tema di Universale, frattanto è aumentata la collaborazione tra le Società della Lombardia occidentale. Luigi Matarazzo di Fagnano ha organizzato di nuovo un quadrangolare, dopo il felice analogo esperimento di un anno fa, che coinvolge Fagnano, Arluno, Os Academy e naturalmente noi e da parte nostra abbiamo aderito ancora con grande entusiasmo. In quel circuito ogni Società si impegna a fornire almeno quindici atleti in ogni prova ed è una formula che permette anche un utile interscambio di esperienze tra le Società e gli atleti. Quanto alla sintesi di tutte queste nostre attività che ho menzionato, a me viene da dire semplicemente: venite a trovarci, venite a conoscere la nostra realtà societaria del Tav Belvedere e sono certo che scoprirete un sodalizio che sa aprirsi al mondo del tiro a volo con grande generosità.