Eros Marcellini: una carriera tra Compak e Skeet
Il trentasettenne romano, che vanta trascorsi illustri da giovane percorsista, affronta la stagione 2026 con lo scudetto tricolore di Prima categoria della disciplina olimpica e con la volontà di tornare in grande stile sulla scena dell'Eccellenza
(di Massimiliano Naldoni)
L’eclettismo è una prerogativa che contraddistingue il tiravolismo italiano e mondiale molto più di quanto non possa apparire ad uno sguardo sommario. Attribuire a Eros Marcellini, che qualche mese fa ha meritato il passaggio in Eccellenza con la conquista dello scudetto di Prima categoria nello Skeet, la semplice qualifica di specialista del Pull e del Mark è di fatto riduttivo perché il trentasettenne romano ha compiuto un interessante percorso agonistico articolato. Allo Skeet Marcellini approda quattordicenne e milita nel Settore Giovanile per un paio di stagioni. Ma poi, in parallelo ad altre attività sportive, avviene la scoperta del Compak ed è un vero e proprio colpo di fulmine: l’atleta capitolino si dedica a quella disciplina per alcuni anni riuscendo a conseguire anche alcuni risultati eccellenti.

“È stato un periodo per certi aspetti anche esaltante – spiega Eros Marcellini – in cui da Junior ho partecipato anche a gare internazionali: nel 2007 ho vinto il titolo europeo a squadre nel Compak con Marco Battisti e Michael Spada. In realtà la prima formazione sportiva l’avevo compiuta nel judo, ma il Compak mi aveva permesso di approdare subito all’agonismo di alto livello.”

Un incidente stradale all’età di diciotto anni costringe Eros Marcellini ad un lungo stop forzato che prelude però al ritorno all’attività agonistica proprio nel tiro a volo e in quel caso nello Skeet.
“Frattanto avevo ventidue anni e quindi avevo superato tutta la fase del Settore Giovanile e mi affacciavo da grande, per così dire, allo sport e all’agonismo dopo un lungo periodo di inattività. Si imponeva l’esigenza di un approccio mentale all’attività in maniera diversa dal modo che avevo seguito da adolescente ed è per questo che in quegli anni ho intrapreso l’abitudine di farmi affiancare da un mental trainer. Posso dire di aver inaugurato una consuetudine che poi oggi appartiene stabilmente anche all’attività tiravolistica, ma che certamente allora era una novità assoluta.”

Eros Marcellini sul podio della Prima categoria al Campionato italiano di Skeet del 2025 con Fabio Zuccaccia e Marco Becatti
Tesserato al Tav Lazio ma per gli allenamenti frequentatore di tutti gli impianti di Skeet dell’area capitolina, Eros Marcellini è approdato al Campionato italiano di Laterina dello scorso settembre con un proposito ben preciso.
“Negli anni passati ho militato in Eccellenza nello Skeet per molte stagioni e tra il 2014 e il 2015, quando sono stato promosso per la prima volta nella massima categoria, ho fatto sicuramente la miglior stagione agonistica della mia nuova carriera di atleta. Poi per motivi diversi si è verificata la discesa in Prima categoria, ma nel 2025 sentivo che c’erano le premesse per un ritorno in grande stile sulla scena nazionale e ammetto che a Laterina sono andato non soltanto per conseguire la promozione in Eccellenza, ma soprattutto per concretizzare quel passaggio con la conquista del titolo italiano di Prima categoria. Ero tornato a prepararmi seriamente dall’inizio dell’anno proprio per provare a tornare in Eccellenza e con la speranza magari poi anche di giocarmi qualche chance per una convocazione in Nazionale. D’altronde nel corso dell’estate la partecipazione all’Emir Cup mi aveva già fornito degli elementi importanti: dopo il 23 di partenza, ho fatto quattro 25 in qualificazione e sono poi salito sul terzo gradino del podio in una garas che vedeva in lizza grandi nomi del panorama italiano e mondiale.”

Agli Assoluti di Laterina dello scorso settembre però la strada si rivela subito impervia per Marcellini: il 21 del primo round sembra ridimensionare le sue ambizioni, ma il suo 114/125 della qualificazione è comunque uno dei migliori punteggi della sua divisione. L’ottimo 55/60 della finale permette poi all’atleta di Roma di tagliare il traguardo da neo-campione italiano dei cadetti davanti a Fabio Zuccaccia e Marco Becatti.
“A Laterina fra l’altro non ero al meglio fisicamente: avevo avuto qualche linea di febbre il giorno precedente e quindi in quella prima serie non stavo benissimo. Tecnicamente mi sentivo molto preparato, ma la condizione fisica era invece un po’ più debole. A me la finale ha dato sempre qualche stimolo in più rispetto alle serie di qualificazione e infatti anche al Campionato italiano è proprio in quella parte conclusiva della gara che ho espresso il mio Skeet migliore.”

Il 2026 vede Eros Marcellini ai nastri di partenza della stagione, fresco di promozione e al suo ritorno in Eccellenza, con intenzioni molto chiare.
“Vorrei che rappresentasse un anno di soddisfazioni in senso agonistico e che possibilmente mi offrisse l’opportunità di partecipare a gare internazionali. Nella preparazione sto profondendo la massima serietà e il massimo impegno: con il mio allenatore Massimo Vitullo stiamo svolgendo un lavoro accurato che si compone di sedute di allenamento in pedana e di sessioni di preparazione atletica. Proprio in queste prime settimane dell’anno ho fatto anche qualche riflessione sulla nuova formula di finale: credo che in questa nuova tipologia di gara sia davvero decisivo il punteggio che consegui in qualificazione per il dorsale. Nella finale precedente, per il maggior numero di piattelli, c’era l’opportunità di gestire anche gli errori. Adesso, invece, in un numero ridotto di piattelli escono due atleti e poi ancora altri due nel giro di pochi altri piattelli. Si richiede un atteggiamento diverso rispetto a prima: da parte mia ho appunto sempre avuto un approccio positivo alla finale ed è un atteggiamento che intendo conservare anche con la nuova tipologia in vista di quei risultati che vorrei davvero conseguire in questa nuova stagione.”
Foto: Clikkami, Tav Laterina




