Vincenzo Triscari: trasformare l’emozione in forza
Il campione del mondo di Fossa Universale racconta il suo programma di preparazione all’appuntamento iridato australiano del prossimo febbraio
(di Massimiliano Naldoni)
È sufficiente aver dato un’occhiata ai social negli ultimi dieci giorni per capire che in vista del Campionato del mondo di Fossa Universale di Melbourne in programma dal 19 al 22 febbraio l’atmosfera nell’ambito internazionale della cinque macchine è già incandescente. Vincenzo Triscari è inevitabilmente al centro di questa risonanza mediatica perché l’atleta messinese, che si presenterà all’appuntamento australiano da detentore del titolo planetario, ha firmato un 50/50 nella prima prova del Campionato invernale siciliano di Universale e si è poi collocato tra i big di quel circuito insieme ad altri titolati e noti specialisti come Giuseppe Fiume e Adriano Avveduto. Siamo andati allora ad approfondire il tema e abbiamo interpellato proprio il trentenne campione di Sant’Agata di Militello per comprendere quale metodologia di preparazione l’atleta siciliano stia mettendo in atto per affrontare nella miglior condizione la scadenza più prestigiosa della stagione.
Vincenzo, è vero che i tuoi avversari più accreditati in campo internazionale hanno sorvegliato accuratamente i tuoi risultati nel circuito siciliano di Universale?
Effettivamente sì, perché me ne sono accorto dai like nei post: molti mi hanno scritto oppure comunque hanno commentato. Segno che in giro c’è la volontà di fare già qualche previsione.

Domanda inevitabile: come ti stai preparando per il Mondiale di Melbourne?
Sto lavorando molto sull’aspetto mentale perché sono fortemente convinto che in realtà la misura in cui la tua condizione di testa influisce in ogni prova è certamente maggiore dell’effetto della tua tecnica e anche della qualità dei tuoi strumenti. In questa fase di preparazione curare l’aspetto mentale significa per me condurre una vita sana, rispettare un regime alimentare corretto, anche dare in generale qualità alla mia vita: ad esempio con dieci ore di sonno per notte, e giuro che sto compiendo anche uno sforzo per realizzare questo proposito, perché capisco che sarà determinante arrivare al Mondiale fisicamente e psicologicamente rilassati. Io lavoro nell’azienda dolciaria della mia famiglia: questo dell’inizio dell’anno è tradizionalmente un periodo in cui il lavoro è meno intenso e quindi in questo momento ho la possibilità di rispettare in modo rigoroso quel programma di preparazione.

Anche sotto il profilo strettamente tecnico sei già in fase avanzata di preparazione?
Già da tempo faccio due sedute di allenamento settimanale: il martedì e il venerdì. Devo dire che il Campionato regionale invernale della Sicilia è stato poi provvidenzialmente calendarizzato proprio in questa seconda parte di gennaio e mi ha permesso così di comporre quel 50/50 nella prima prova che mi ha dato una buona iniezione di fiducia. Ma d’altronde è già da tutto il mese di gennaio che considero di avere una buona condizione. A parte il 50 in gara, in generale anche in allenamento sto replicando ormai stabilmente dei buoni punteggi. Però il nostro è uno sport insidioso in questo senso: quando pensi di essere al top, in un attimo puoi incappare in un punteggio meno buono, quindi aver acquisito fiducia nel proprio stato di forma non deve mai indurre ad allentare la preparazione. Ho scelto di fare regolarmente un allenamento a 50 piattelli perché quella è la tradizionale scaletta quotidiana delle competizioni internazionali e quella sarà appunto la distribuzione di gara al Mondiale: infatti, proprio per questo anche le gare del circuito siciliano di Fossa Universale hanno rappresentato un test ideale per fare un avvicinamento corretto all’appuntamento di Melbourne. Voglio abituarmi a riprodurre in ogni seduta di allenamento proprio quella situazione di gara che affronterò al Mondiale. Io dico sempre che la gara a 100 piattelli la puoi gestire: nel senso che puoi anche prevedere un calo di rendimento a cui puoi far seguire un recupero. Invece nella giornata di gara a 50 piattelli devi dare tutto proprio in quei 50 piattelli: in quelle due serie devi cercare di essere più performante possibile, senza risparmiarti. Quindi ti devi allenare a non sbagliare niente in quei 50 piattelli.

Vantaggi e svantaggi della tua condizione di campione del mondo in carica.
Innanzitutto sono molto grato al Direttore tecnico Polsinelli per aver fatto cadere la sua scelta sul mio nome e per avermi dato fiducia. Ammetto di essere contentissimo della convocazione perché questo mi permette di fare un’esperienza sportiva davvero pazzesca. A Melbourne giocherà certamente un ruolo anche l’emozione: lo metto in conto. Non mi risulta che nessuno nell’Universale abbia vinto due Mondiali di fila. E sarei bugiardo a negare di sentire questa responsabilità e anzi, se non la sentissi, non sarei umano. Devo anche dire però che affrontare il Mondiale da atleta più in vista da un lato mi dà una grande forza: quella dose di adrenalina che nello sport è fondamentale. Quando sei consapevole che hai dimostrato di essere il più forte puoi trasformare appunto quell’emozione in forza. Nella preparazione che sto conducendo mi sta aiutando molto Adriano Avveduto con la sua grande esperienza di agonismo ad altissimi livelli. È proprio Adriano che sta insistendo sulla cura della condizione mentale e che mi ha dato un indirizzo ben preciso: non quantità ma qualità. Adriano dice giustamente che in allenamento si deve aver voglia di rompere ogni piattello che si affronta e non si deve andare in automatico come accade se fai, ad esempio, dieci serie in sequenza.

Vincenzo Triscari sul podio del Mondiale di Roma del 2025
Per essere molto pragmatici, qual è il piazzamento che ti farebbe giudicare totalmente soddisfacente la tua prova al prossimo Mondiale?
Il risultato che mi renderebbe super felice sarebbe la conquista del titolo a squadre. La vittoria a squadre è molto più difficile di quella individuale perché i tre atleti devono trovare la condizione giusta esattamente in parallelo. A me piace molto fare squadra quando sono in trasferta e quindi credo che ci saranno i presupposti per una bella impresa. Ma realisticamente la lunghezza stessa del viaggio che ci porterà nella sede del Mondiale e appunto la distanza che andremo a coprire descrivono bene il genere di difficoltà che stiamo affrontando in questo percorso sportivo. Se mi si chiedesse se preferisco vincere di nuovo il Mondiale a livello individuale o a squadre, potrei dire perfino che punto proprio a quello a squadre. È un traguardo ancora più emozionante del titolo individuale perché in quel caso tu non spari più soltanto per Vincenzo Triscari: spari per l’Italia.
Foto: Clikkami, Vincenzo Triscari




