Giovanissimevolmente d’inverno: Giorgia Carducci
La sedicenne ternana, allenata da Diego Meoni, si è laureata campionessa italiana invernale delle Allieve di Trap a Montecatini-Pieve a Nievole
(di Massimiliano Naldoni)
Il Campionato italiano invernale è indiscutibilmente il primo appuntamento importante di ogni stagione per il comparto under 21 ed è certo che il responso di quella gara impatti positivamente su tutto il percorso agonistico annuale di ogni atleta che vi si metta in luce. Come già un anno fa, anche questa volta Giorgia Carducci non si è fatta trovare impreparata. L’atleta sedicenne di Terni affrontava appunto il confronto in programma a Montecatini-Pieve a Nievole con il blasone conquistato dodici mesi prima a Roma tra le Giovani Speranze della Fossa Olimpica, ma la difficoltà di concorrere questa volta nella qualifica superiore, ovvero le Allieve, non ha davvero spaventato l’atleta umbra, allenata da Diego Meoni, che con un doppio 19/25 si è assicurata il vertice del podio precedendo Gaia Caliari e Giulia Zanardini.

Giorgia Carducci al vertice del podio delle Allieve con Gaia Caliari e Giulia Zanardini
Giorgia, dopo la vittoria all’Invernale di Roma un anno fa, questo nuovo scudetto all’inizio della stagione 2026 dice di un trend molto positivo.
Questa volta, diversamente da un anno fa, poteva perfino non essere proprio il mio momento, perché ho iniziato a utilizzare un nuovo fucile proprio quattro giorni prima della gara. Quindi, anzi, quello che ha coinciso con l’Invernale di Montecatini lo chiamerei piuttosto: un momento un po’ critico. Poi, invece, in gara è cambiato tutto: ho stravolto tutti i pronostici che io stessa avevo formulato. A dire il vero, questa volta ho provato a stravolgere un po’ anche il mio look con un’acconciatura un po’ più aggressiva! Devo anche dire che sono approdata a questa gara dopo che in autunno avevo smesso di sparare per quasi quattro mesi. Poi ho ripreso a fare attività proprio in vista di questa gara un mese e mezzo prima, ma effettivamente, nel corso delle settimane, ancora non stavo neanche sparando benissimo.

Lo stop che hai rispettato è stato decisamente lungo: che motivazioni ci sono state?
È stata una decisione legata a tanti pensieri diversi sull’attività di tiro. Arrivavo da due anni abbastanza impegnativi: pensavo perfino di essermi stufata e invece ho ritrovato l’energia giusta e sono tornata meglio di prima. Avevo sicuramente perso un po’ di fiducia in me stessa, c’era stato un calo di autostima: non credevo più abbastanza in me.
Che giudizio dai allora del tuo punteggio all’Invernale?
Del punteggio con cui ho vinto a Montecatini mi accontento, perché comunque mi ha permesso di conquistare il titolo, ma potevo fare molto di più. Diciamo che sono arrivata a questo appuntamento agonistico con un atteggiamento del tipo: questa volta me la gioco così. Nelle settimane precedenti, come dicevo prima, mi ero attestata su una media più bassa, quindi il risultato dell’Invernale di Montecatini è anche tecnicamente soddisfacente: specialmente se si considera che in gara entrano in campo dei fattori che non si verificano nella tranquillità dell’allenamento.

Quanto conta la preparazione atletica nel tuo programma attuale?
Vado in palestra tre volte alla settimana in parallelo all’allenamento in pedana. Quindi, sì: è un aspetto che è divenuto centrale nella preparazione generale.
Questa vittoria recente ha innescato qualche ambizione agonistica per la stagione?
Di obiettivi precisi non ne ho. Perché ogni gara della stagione è un momento a sé. L’obiettivo mio attuale non è questo particolare anno in sé: è piuttosto migliorare nel corso degli anni. Nella mia attività sportiva non ho l’abitudine di programmare, perché se programmi troppo, magari poi va tutto a monte all’ultimo momento e ti smarrisci. D’altronde anche nel 2025, è vero che c’è stata la vittoria al Campionato Invernale a Roma, ma dopo quel risultato nelle gare che ho fatto si è verificato un calo di rendimento pronunciato: si è manifestato qualche problema tecnico e soprattutto un’assenza di sensazioni positive quando ero in campo che mi avevano portato appunto anche a immaginare di abbandonare l’attività. Questo però non esclude che io sia sempre molto attenta in ogni momento dell’attività e veda in maniera molto chiara quei progressi anche impercettibili che riesco a fare. Ad esempio, se adesso ripenso alla scorsa stagione, non mi vedo rispecchiata nell’atleta attuale: vuol dire che in me c’è stata una forte trasformazione tra quella che sono stata un anno fa e quella che sono adesso. E questo processo di trasformazione è continuamente in corso e determinerà i traguardi che potrò conseguire.




