Giovanissimevolmente d’inverno: Emma Callegaro e Davide Ferrandi
Quindicenni alla ribalta nei circuiti della stagione fredda: la Giovane Speranza padovana di Correzzola e il suo collega bergamasco di Brembate si raccontano
(di Massimiliano Naldoni)
I circuiti invernali regionali di Fossa Olimpica rappresentano da sempre una interessante miniera di indicazioni per il Settore Giovanile e anche le prime prove dell’attività nel Veneto e in Lombardia hanno già rivelato qualche nome nuovo e talvolta nuovissimo. Alla prima uscita invernale del tiravolismo euganeo, ad esempio, Emma Callegaro Padovan (nella foto di copertina) si è già segnalata in maniera autorevole andando a far segnare il miglior punteggio dell’ambito femminile dell’area under 21. A curare personalmente l’allenamento della quindicenne di Correzzola è attualmente il papà Giorgio che, con lodevole senso pratico, ammette che in questa fase di apprendistato qualunque buona indicazione contribuisce comunque a consolidare lo status tecnico-agonistico della figlia Emma. D’altronde la giovanissima atleta padovana, che frequenta il Liceo delle Scienze Umane con l’opzione Economico-Sociale e vorrebbe indirizzare i suoi studi universitari verso Giurisprudenza, è approdata al tiro a volo soltanto all’inizio della passata stagione.
“Sì, – spiega Emma Calegaro – ho iniziato proprio un anno fa e in realtà non ho partecipato a nessuna gara in tutto l’arco della scorsa stagione tranne il Criterium. Alla gara del Concaverde sono arrivata quarta tra le Giovani Speranze. Ammetto che non c’erano stati grandi risultati e quindi anche il mio punteggio non era stratosferico, però per me è stata la prima gara importante in assoluto e quindi so anche che l’agitazione si è fatta sentire e magari ha un po’ condizionato la prova. In ogni caso sono stata contenta del piazzamento e anche soddisfatta del punteggio che sono riuscita a totalizzare. La gara del Campionato regionale invernale del Veneto a Zevio è stata invece la prima vera competizione dell’anno nuovo, anche se in queste prime settimane del 2026 ho partecipato a qualche gara societaria a Ponso e a Mira. Del 20 + 19 che sono riuscita a conseguire in questa prima prova dell’invernale del Veneto sono davvero molto soddisfatta.”

“Negli anni passati. – racconta Emma Callegaro – ho praticato danza ed equitazione, ma ho sospeso quelle attività per dedicarmi al tiro a volo. Danza, equitazione, tiro a volo sono tutte discipline individuali, come del resto è molto individuale anche il pianoforte: un’altra attività a cui mi sono dedicata recentemente dopo che la mia scuola ha organizzato una serie di lezioni mediante una convenzione con il Conservatorio di Padova. So per certo che nel 2026 parteciperò ad un numero maggiore di gare di Trap rispetto all’anno scorso: tra qualche settimana sarò ad esempio al Campionato invernale di Montecatini e sarà davvero la prima vera prova nazionale della mia carriera. Non mi sento ancora di descrivere con precisione degli obiettivi da raggiungere: nel corso di questa nuova stagione voglio però dare il massimo e sicuramente provare a conseguire qualche buon risultato in gara.”
Davide Ferrandi si era già messo in evidenza al Grand prix di Porpetto dello scorso anno e nell’estate del 2025 sulle pedane friulane l’atleta bergamasco aveva palesato una significativa carica agonistica. Ma è stato l’inverno del 2026, con il circuito regionale della zona Est della Lombardia, a fornire subito al quindicenne di Brembate nuove occasioni per segnalarsi sulle pedane del Concaverde e su quelle di Cieli Aperti.

“Con il 41/50 a Lonato e con il 38 di Cologno al Serio giudico che queste prime gare dell’anno abbiano avuto un esito positivo. Sono tornato in gara proprio in queste settimane dopo il regionale del Settore Giovanile della Lombardia del novembre scorso in cui avevo conseguito risultati anche un po’ negativi e quindi quello che ho fatto adesso mi ha dato subito una bella spinta. Del 2025 in realtà sono anche contento perché non mi aspettavo di salire sul podio così tante volte come poi sono riuscito a fare. È vero che nello sport si vorrebbe sempre fare di più rispetto a quello che si è fatto e quindi si può sempre dire: potevo fare meglio. Ma nel complesso sono contento di questi ultimi punteggi.”
Ci sono importanti trascorsi nel basket per questo giovane allievo dell’istruttrice Zdenka Ratek: ma Davide Ferrandi ha poi deciso di lasciare il cesto per dedicarsi totalmente al tiro a volo. Si è consolidata però frattanto la passione calcistica dell’atleta di Brembate che si professa fervente tifoso dell’Atalanta.
“Non mi considero un tipo da stadio, ma di recente un paio di volte ho assistito a qualche partita: Atalanta – Cagliari in Campionato e Atalanta – Genoa in Coppa Italia. Effettivamente devo ammettere che assistere ad una partita allo stadio è un’esperienza molto bella.”

“Nel Campionato italiano di Fossa Olimpica dello scorso settembre – dice ancora Davide Ferrandi – effettivamente avrei voluto raggiungere un risultato più brillante: insomma, almeno inserirmi tra i primi dieci delle Giovani Speranze. In quel caso è mancata la concentrazione: soprattutto nelle due settimane precedenti non avevo potuto fare un allenamento regolare e mirato perché ho partecipato ad uno stage con la scuola. Ma non voglio neppure accampare troppe scuse per quell’impegno della scuola. Diciamo che non sono arrivato a quella gara con la giusta concentrazione. Poi, essendo una gara importantissima nel mio calendario della stagione, forse mi sono immaginato un altro scenario e ho finito per rovinare un po’ tutto.
“Negli ultimi mesi – spiega Davide Ferrandi – mi sono allenato: magari non intensamente ma ho rispettato comunque una media costante. A febbraio inizierò l’allenamento più regolare con Zdenka Ratek. Quest’anno da me stesso devo proprio esigere più impegno: tra gli obiettivi, nel 2026 raggiungere l’oro in un Gran Premio sarebbe davvero un grande onore e una grande soddisfazione.”




