Giovanissimevolmente: Francesca Iorianni, Linda Zaina e Lara Bardugoni
Le tre atlete che hanno conquistato i posti di preminenza sul podio delle Giovani Speranze del Trap al Campionato italiano raccontano le loro prospettive
(di Massimiliano Naldoni)
C’è una generazione di giovanissime atlete pienamente consapevoli del proprio valore che preme alle porte dell’agonismo tiravolistico di alto livello. Lo ha dimostrato il responso della gara delle Giovani Speranze della Fossa Olimpica al Campionato italiano del Settore Giovanile dello scorso settembre. Il titolo di quella qualifica è andato a Francesca Iorianni (95/125 + 20/25): sedicenne di Cascinette d’Ivrea, l’atleta piemontese tesserata al Tav Delle Alpi è attualmente seguita a livello tecnico da Paolo Donato e Cristina Bocca e dal mese di gennaio debutterà nel ruolo di Junior.
“Sono certamente soddisfatta della vittoria al Campionato italiano, – spiega la liceale torinese appassionata di Storia dell’arte – anche se in quell’ultima gara della stagione il risultato poteva essere migliore: specialmente nelle cinque serie di qualificazione. Diciamo che a Roma sono riuscita ad esprimermi con più qualità in finale rispetto alla qualificazione in cui c’è stata davvero anche una serie no come quella del 16/25. La considerazione è dettata dal fatto che prima di quella gara in allenamento ho sempre rispettato la media del 22.”

Francesca Iorianni
Il 20/25 totalizzato dalla neo-campionessa italiana nella finale del confronto tricolore dice chiaramente di una solidità tecnica ampiamente acquisita
“In finale – dichiara Francesca Iorianni che in parallelo al tiro a volo pratica il volley – c’è un clima completamente diverso rispetto alla qualificazione. Perché in qualificazione c’è una tensione che ti spinge a fare di più. In finale si raggiunge il culmine di questa sensazione e quindi si può dire che si va perfino più concentrate. Quanto alla mia attività parallela di pallavolista e di tiravolista, non penso che si tratti di fenomeni strettamente correlati perché sono due mondi davvero differenti: giocando a pallavolo si assume un atteggiamento di squadra e non è la concentrazione del singolo individuo che fa la differenza. Nel tiro a volo invece tutto si svolge nella tua sfera individuale.”
“Passando ad una categoria superiore – dice ancora Francesca Iorianni parlando del suo 2027 da Junior – si deve aumentare la qualità dei risultati anche perché la qualifica in cui gareggerò è piena di atlete molto più brave di me che praticano il tiro a volo da più tempo. Non ho mai fatto allenamenti particolarmente intensi per poi allentare: ho sempre preferito la regolarità. Meglio fare meno, ma meglio: è la mia regola. Attualmente faccio due serie di allenamento alla settimana nei weekend. Il lavoro attuale si svolge essenzialmente sulla concentrazione. Devo dire che all’inizio dell’anno non avrei immaginato di arrivare a questo traguardo, però sinceramente ero partita con questo obiettivo. Sono convinta che puntando in alto, in un modo o nell’altro si arriva ad un gradino superiore rispetto a quello da cui si è partiti. L’obiettivo è provare a vincere, ma quello che nello sport si può realizzare per certo è migliorarsi sempre.”
Un ottimo 107/125 in qualificazione e il punteggio di 19/25 in finale hanno attribuito la medaglia d’argento delle Giovani Speranze del Trap a Linda Zaina. L’atleta friulana, attualmente allenata da Daniele Lucidi, in parallelo all’attività agonistica ha sviluppato un interesse particolare per collezionare spillette a soggetto sportivo. Uno degli ispiratori di questa interessante collezione di pins di Linda Zaina è stato l’atleta sloveno Žan Šfiligoj che, percorrendo in lungo e in largo le pedane del mondo in occasione dei circuiti Issf, fornisce all’atleta di Porpetto tutte le novità disponibili in campo internazionale. Il secondo posto al Campionato italiano e la conseguente promozione all’ambito Juniores sono traguardi che l’atleta friulana ha conseguito con quell’atteggiamento di prudente gradualità che ha assunto fino dai suoi primi passi nel mondo tiravolistico.

Linda Zaina
“Si spera sempre di arrivare al primo posto, – dice Linda Zaina – ma io resto sempre con i piedi per terra. Non voglio mai puntare troppo in alto: lasciamo che ogni gara vada nella sua direzione. A Roma in qualificazione qualche volta ho sottovalutato qualche aspetto. Ad esempio, nella prima serie del secondo giorno: quella del 19, sono arrivata in ritardo e non mi sono concentrata bene. Sì, so che non sono stata regolarissima in qualificazione, ma il mio livello è cresciuto molto in questi mesi anche grazie al lavoro che ho svolto con Daniele Lucidi dal mese di maggio. Adesso è cambiato molto anche il mio atteggiamento e infatti affronto meglio lo zero che rappresentava invece un grandissimo problema in ogni serie.”
Con 100/125 in qualificazione e 16/25 in finale Lara Bardugoni si è impossessata autorevolmente della medaglia di bronzo e del viatico per gareggiare tra le Juniores nel 2027.
“In finale – spiega la sedicenne piacentina di Vigolzone, allieva di Giorgio Chiapponi al Tav Ca’ dei Boschi – mi aspettavo qualcosa di più, perché so che potevo fare di meglio. Tanto per dire: venti prime canne è un risultato che ho fatto tre volte in altre finali. Quindi, il 20 era un po’ il punteggio a cui guardavo anche in questo caso, ma si devono anche sempre considerare tutte le condizioni in cui si gareggia. E infatti non mi lamento più tanto: il podio è un bel risultato. Fra l’altro il 100/125 della qualificazione è comunque uno dei migliori risultati che ho conseguito. In qualificazione, infatti, sono cresciuta moltissimo nell’arco di questa stagione.”

Lara Bardugoni
“La partenza in finale è stata difficile anche un po’ per tutte le altre ragazze. Credo che si debba attribuire alla tensione: forse in quei primi piattelli dovevo ancora entrare in gioco. D’altronde la finale è sempre un momento in cui l’emozione gioca un bel ruolo. Poi la tensione si è smorzata. E quando poi riesco a entrare in gioco, in partita ci sono. C’è stato poi un altro momento molto difficile verso la metà della serie e in quel caso forse posso attribuire la responsabilità alla fatica della giornata: c’erano state le ultime due serie di qualificazione e poi la finale con il caldo intenso di quelle giornate di settembre.”
“L’obiettivo di queste settimane in vista della nuova stagione – spiega Lara Bardugoni – è riuscire a gestire meglio le emozioni della finale e mantenere la concentrazione per tutta la giornata di gara. Non è un problema tecnico: occorre lavorare sull’atteggiamento, sulla testa. Vorrei riuscire ad essere concentrata su tutti i venticinque piattelli della serie e vorrei anche riuscire a replicare in gara i risultati che ottengo abitualmente in allenamento: anche se ammetto che quest’anno, in molte occasioni, l’atmosfera della gara mi ha aiutato a fare buoni punteggi… E poi c’è il grande sogno: far diventare il tiro a volo una professione!”
Foto: Clikkami




