Francesco D’Aniello: un ottimo argento per pensare in grande

Al Trofeo delle Regioni di Fossa Universale il Lazio artiglia il secondo posto con una formazione che guarda già lontano

(di Massimiliano Naldoni)

Di medaglie d’argento Francesco D’Aniello se ne intende e sa che sono sempre la dimostrazione di un livello tecnico-agonistico altissimo. E infatti è proprio quel livello che ha saputo manifestare la squadra del Lazio al Trofeo delle Regioni 2026 di Fossa Universale collocandosi alle spalle dei magnifici sei della Sicilia. Al 551/600 totalizzato a Fagnano dalla squadra in cui Francesco D’Aniello – argento a Pechino 2008 nel Double Trap – ha svolto il ruolo parallelo di atleta e di coach hanno contribuito anche Massimo Croce (suo il formidabile top score di 98/100), Emiliano Fedeli, Mario Fabrizi, Alessandro Esposito e Agostino Paciotti. Al capitano Francesco D’Aniello il compito di sintetizzare le caratteristiche della bella prova della squadra del Lazio che fino da ora può proiettare la sua solidità agonistica sulle prossime stagioni.

Coach D’Aniello, che bilancio traccia del risultato del Lazio al Regioni di Universale?

Siamo soddisfattissimi. Sulla carta eravamo già una bella squadra che si era data come obiettivo il podio e quell’obiettivo l’abbiamo centrato. Al di là del colore della medaglia, sul podio dovevamo salire, perché erano anni che il Lazio non si classificava tra le prime nella Fossa Universale. C’è stato magari qualche zero qua e là un po’ inaspettato, ma in questi casi va così: si vince e si perde tutti insieme. E in questo caso comunque non abbiamo certamente perso.

Dopo il 142 della prima serie forse è balenato anche il sogno di andare a vincere?

In allenamento non eravamo mai scesi sotto i dieci zeri. Avevamo fatto addirittura tre serie con otto zeri e una con dieci. Quindi, stavamo tirando tutti molto bene. Poi, certo, la tensione della gara qualche effetto lo produce. Per fare un esempio, Alessandro Esposito in allenamento era stato strepitoso: aveva sparato cinque serie e aveva fatto 121. Poi, invece, in gara in una serie non è andato oltre il 20. Lo stesso Agostino Paciotti in allenamento era stato molto bravo a collocarsi sopra il 90/100 e in gara non ha rispettato proprio la stessa media. Ma non è insolito che accada: ci sta sempre che in gara si verifichi qualcosa del genere perché è tutta un’altra situazione. Il Trofeo delle Regioni fra l’altro è una gara in cui tante squadre mettono in campo il loro meglio e quindi è una prova difficile. Ogni gara a squadre lo è, ma questa in particolare. Sì, dopo la prima serie avevamo capito che il ghiaccio era rotto e che avevamo concretizzato il buon livello dimostrato in allenamento. Diciamo che, stando su quei livelli, il podio sembrava assicurato.  Nella seconda serie, però, abbiamo fatto diciassette zeri e appunto non era mai successo in allenamento: in quel momento le ambizioni si sono ovviamente un po’ ridimensionate. Nelle due serie successive siamo stati però capaci di fare una bella rincorsa per difendere il podio e infatti per quel traguardo abbiamo combattuto tutti insieme con convinzione. Diciamo che la possibilità del primo posto era un po’ sfumata con il livello un po’ meno brillante della seconda serie.

Qual è stato il criterio con cui è stata selezionata questa squadra?

Ho individuato i vari elementi attraverso la conoscenza diretta di ciascuno di loro e delle loro potenzialità. Massimo Croce è un Nazionale di Fossa Universale che ha all’attivo tanti risultati di ottimo livello e in questa gara è stato autore di un exploit eccezionale con il punteggio di 98/100. Tra i Veterani Agostino Paciotti si è sempre distinto in ambito regionale e anche negli ultimi tempi ha sempre sparato molto bene. Posso dire che Croce e Paciotti sono stati sempre, fino dall’inizio, davvero due certezze nel mio progetto di squadra. Emiliano Fedeli ed io siamo Senior che si sono sempre mossi bene nell’ambito della Fossa Universale. Di Mario Fabrizi, che aggiungere? Tra gli Juniores si tratta di una vera certezza anche a livello di Nazionale, quindi la scelta dell’under 20 non poteva che cadere su di lui. E poi Alessandro Esposito che nella Fossa Olimpica è un forte tiratore di Eccellenza e che appunto si è dedicato con molto impegno e grande serietà anche all’Universale: non per niente in allenamento mi ha fatto vedere di essere capace di tre 25 in fila. Parlando proprio con i ragazzi della squadra in questi ultimi giorni, eravamo tutti concordi che il Lazio non avesse mai presentato una formazione così forte al Trofeo delle Regioni di Universale. Quindi l’argento ci premia nel modo giusto e ci sprona a immaginare che l’anno prossimo la medaglia possa brillare anche di più.

Foto: Matteo Novarina