Giovanissimevolmente: Jacopo Rapuano, Emiliano Mazzeo e Silvio Tarducci

I tre atleti che hanno monopolizzato il podio degli Allievi della Fossa Olimpica al Campionato italiano del Settore Giovanile raccontano il loro presente e il loro avvenire

(di Massimiliano Naldoni)

È realmente uno sguardo rivolto al futuro quello a cui ci indirizza il podio degli Allievi della Fossa Olimpica del Campionato italiano del Settore Giovanile: se infatti il neo-campione Jacopo Rapuano è un diciassettenne che può affrontare le prossime stagioni nell’ambito del Settore Giovanile con ampi margini di crescita tecnica e agonistica, i medagliati Emiliano Mazzeo e Silvio Tarducci, per ragioni anagrafiche, possono vantare già una carriera più definita e guardano a loro volta invece alla immediata evoluzione della loro attività di pedana. Beneventano di Cautano, allenato da Francesco Iacono, Jacopo Rapuano ha centrato brillantemente la vittoria del titolo tricolore 2026 degli Allievi assicurandosi un posto in finale con 116/125 e poi componendo un solido 21/25 che ha costretto appunto all’argento il molisano Emiliano Mazzeo e al bronzo l’umbro Silvio Tarducci. Lo scudetto per l’atleta campano tesserato al Tav Zaino arriva al termine di una stagione luminosa che ha visto Jacopo Rapuano svettare autorevolmente nel Gran Premio del Settore Giovanile di Umbriaverde, ma anche ottenere quasi sempre, nelle altre gare, il viatico per le finali. Il 116 totalizzato in qualificazione a Roma è il record personale di Jacopo Rapuano ed è il trampolino da cui il diciassettenne beneventano riparte per raggiungere nuovi orizzonti nella prossima stagione in cui militerà tra gli Juniores.

La medaglia d’argento è tuttavia un ottimo risultato per Emiliano Mazzeo: l’atleta di Campobasso, che avrà ventuno anni a dicembre, a Roma ha conquistato il dorsale numero uno con 117/125 e poi ha concluso con 20/25 in finale. Prova qua e là un po’ travagliata quella romana per Silvio Tarducci, ma il diciannovenne allievo dell’istruttore Alberto Bartoli ha saputo gestire bene i momenti difficili: ha conquistato il dorsale numero due con 116 e un brillante shoot-off e si è assicurato il terzo gradino del podio con 18/25. Ecco allora il racconto di questa esaltante avventura agonistica romana direttamente dalle parole dei protagonisti.

Jacopo Rapuano

Jacopo, che giudizio dai della gara che a Roma ti ha consegnato lo scudetto tricolore degli Allievi?

Sono molto soddisfatto di quella gara: una bella emozione. Soprattutto dopo che al Criterium la gara non era andata come mi aspettavo, al Campionato italiano serviva proprio una bella prova e d’altronde prima di scendere in pista sentivo di poter fare bene. Al Criterium è stato per una mia ingenuità nella gestione dei tempi della gara che non sono riuscito a esprimermi bene, ma in realtà la preparazione già c’era in quel momento. Serviva appunto che riuscissi ad esprimere tutte le mie capacità ed è avvenuto al momento giusto: al Campionato italiano.

A Roma hai rispettato un ritmo molto regolare con una media anche appena superiore al 23: è il target che stavi rispettando anche in allenamento?

In allenamento nelle settimane che hanno preceduto il Campionato italiano ho saputo fare perfino anche meglio. Anche qualcosa in più di quella media: intorno al 24. Ma si sa poi che in gara c’è un livello di emozione che impedisce di essere esattamente gli stessi dell’allenamento.

Hai totalizzato uno dei migliori punteggi in qualificazione: in finale con quale atteggiamento ti sei presentato?

In finale sono partito un po’ male perché ho trovato qualche difficoltà a conservare la concentrazione. Con uno zero proprio al primo piattello e tre zeri già accumulati all’ottavo lancio, effettivamente vedevo intorno a me altri atleti che stavano facendo certamente meglio. Poi, però, sono entrato in bolla che è la condizione che devo raggiungere, sia in qualificazione che in finale, per riuscire a dare il meglio: sono riuscito a recuperarmi totalmente e a non fare più errori se non all’ultimissimo piattello quando comunque il risultato era acquisito.

C’è stato un lancio che nell’arco di questa stagione ha rappresentato quella che si definisce la bestia nera?

Il destro basso. Ho fatto qualche zero su quel lancio anche al Campionato italiano e in altre gare della stagione. Dovrò tener d’occhio quel piattello e lavorarci magari un po’ di più in allenamento.

Jacopo, nella prossima stagione sarai Junior e il gioco si farà davvero duro: come ti stai preparando alla tua nuova condizione?

Mi sono preso un paio di settimane di stop subito dopo la gara di Roma, ma sto già lavorando di nuovo a pieno ritmo. I prossimi saranno un autunno e un inverno di allenamento e di sperimentazione in vista della nuova stagione. Non mi sono dato dei traguardi precisi per l’anno nuovo, però vorrei riuscire a migliorarmi in pedana e magari riuscire a compiere lo stesso passo in avanti che mi ha portato quest’anno ad ottenere i migliori risultati proprio nelle gare più importanti della stagione.

Emiliano Mazzeo

Emiliano, nella scorsa intervista, dopo il Criterium, avevi auspicato la vittoria al Campionato italiano: ci sei andato comunque molto vicino.

Sì, nel primo giorno stavo addirittura realizzando il mio proposito: ho sparato bene e ho realizzato il parziale di 74/75. Nel secondo giorno, invece, c’è stato un calo fisico. In ogni caso ho fatto il miglior parziale e il patrimonio accumulato nel primo giorno mi ha aiutato.

In finale c’è stato un momento critico a metà percorso che ti ha impedito di concretizzare la vittoria: che cosa è successo?

Devo ammettere che in allenamento mi alleno poco ad un colpo. Quello è probabilmente il motivo del calo di rendimento a metà serie. Ma dopo quel passaggio a vuoto in effetti sono riuscito a riprendere il tempo e a fare una sequenza di una decina di piattelli senza errori.

Ampliando lo sguardo a tutta la tua stagione, anche nel caso del Campionato italiano emerge chiaramente che sei molto forte nella prima giornata, ma si verifica una flessione nella seconda: possiamo considerarlo già il tema di lavoro per questi mesi dell’autunno?

Sicuramente. In compenso so esattamente quello che accade. Perché non si tratta ad esempio del fatto di sentire in maniera emotivamente molto forte la gara, ma piuttosto di un evidente calo fisico. A Roma, nella prima serie della seconda giornata ero a punteggio pieno fino al diciottesimo piattello e poi ho fatto quattro zeri consecutivi per quel motivo. Posso dire che la quinta serie l’ho sparata di esperienza: è stato un 22 molto sofferto. Mi ha però permesso di totalizzare il 43/50 della giornata che infatti, con il 74 del primo giorno, mi ha collocato in testa alla classifica. In effetti ho partecipato poi anche al Campionato italiano di Seconda categoria ed è accaduta la situazione inversa: sono partito con un 20, ma sono riuscito a proseguire con un 22, un 24 per concludere la seconda giornata con un 23 e un 25. In quel caso ho recuperato fortemente proprio nella parte finale della gara. Quella era del resto una gara molto difficile: c’erano ovviamente specialisti molto forti. L’anno prossimo sarò in Prima categoria e ovviamente sarà tutta una nuova storia sportiva.

Silvio Tarducci

Silvio, sei soddisfatto del risultato e del piazzamento che hai ottenuto al Campionato italiano?

Potevo fare un po’ meglio, ma, come dico sempre, un terzo posto non si butta… Sono partito con un bel 25 che ha dato fiducia. Poi nel resto della gara ci sono anche due 22 che levano un po’ di qualità generale, ma posso dirmi contento.

In finale c’è stato un evidente momento di crisi a metà serie: qualche zero alternato e poi addirittura un triciclo: che cosa è successo?

Effettivamente in quella fase della finale mi sono salvato per il dorsale e infatti è stato importante conquistare appunto il dorsale numero due nello shoot-off. In finale ero partito molto bene, poi a metà serie è iniziata a salire la tensione: ho sentito improvvisamente la gara e quello ha prodotto gli zeri.

Lo shoot-off probabilmente ti aveva dato la carica giusta per la finale?

L’ho vinto subito velocemente senza zeri, quindi, sì: è stata una bella molla per entrare convinto in finale. Per quello sono riuscito a partire carico e con molta convinzione.

Come vivrai il 2027 che sarà il tuo ultimo anno di Settore Giovanile?

Con la carica giusta che mi ha dato questa medaglia di bronzo al Campionato italiano. E con la volontà di centrare altri traguardi.

Foto: Clikkami