Giovanissimevolmente: Ambra Filippini, Francesca Fadda, Linda Pozzi

Le tre Esordienti della Fossa Olimpica che hanno conquistato il podio al Gran Premio di Cieli Aperti procedono di gran carriera verso gli appuntamenti clou della stagione

(di Massimiliano Naldoni)

Ambra Filippini, Francesca Fadda e Linda Pozzi sono le tre Esordienti che hanno conquistato le medaglie (esattamente in quell’ordine) nella Fossa Olimpica al Gran Premio di Cieli Aperti. Sulle pedane bergamasche era stata Francesca Fadda a comporre il miglior punteggio in qualificazione: la quattordicenne di Alghero aveva totalizzato 61/125 precedendo di tre lunghezze Ambra Filippini. Nella finale a un colpo, però, l’atleta di Lonato del Garda era stata più vivace e aveva saputo conquistare la vittoria con 9/25 davanti alla stessa Francesca Fadda (7) e alla comasca di Magreglio Linda Pozzi (6). Ma la storia tiravolistica di queste tre giovanissime atlete conta davvero appena qualche mese e pertanto i risultati conseguiti nel terzo Gran Premio del Settore Giovanile devono essere letti come traguardi intermedi che preludono ad una crescita esponenziale di quel livello qualitativo che le tre Esordienti del Trap hanno saputo già attivare con convinzione tra l’inverno e la primavera di questa stagione.

Il debutto in pedana di Ambra Filippini risale appunto allo scorso gennaio quando la quattordicenne bresciana ha impresso una svolta significativa alla sua vita sportiva.

“Avevo iniziato con la danza classica, – spiega Ambra Filippini – ma poi ho praticato nuoto artistico per cinque anni prima di decidere di dedicarmi totalmente al tiro a volo. Mi ricordo bene il primo piattello che ho colpito: ha innescato subito il desiderio di continuare a progredire in questo sport. Era un dritto molto facile che le mie insegnanti, Sara Fanciullacci e Zdenka Ratek, mi hanno fatto affrontare: perché naturalmente non avevo ancora la capacità di fare i movimenti laterali adeguati. Però per me quel piattello colpito è stato un successo straordinario. In realtà, poi, in breve siamo andati a misurarci subito sui lanci della Fossa Olimpica.”

In queste settimane di quasi estate Ambra Filippini ha dovuto affrontare un supplemento di stress: al lavoro in pedana con le sue insegnanti del Concaverde si è aggiunta infatti la preparazione dell’esame di terza media. Ma l’euforia che la giovanissima atleta lombarda sta profondendo nel tiro a volo si sta rivelando anche un potentissimo volano per far crescere velocemente la qualità dei risultati. E il merito è certamente di Sara Fanciullacci e di Zdenka Ratek, ma anche del papà di Ambra, Giovanni Filippini, che impartisce volentieri alla figlia qualche suggerimento tecnico di pregio.

“Sara e Zdenka – precisa Ambra Filippini – sono insegnanti molto brave: sono loro che mi sostengono quando io attraverso un momento in cui magari mi sembra di non riuscire oppure in quei casi in cui totalizzo qualche risultato meno soddisfacente. Ma in effetti sono molto contenta dei punteggi che sto facendo e la qualità che sono riuscita a raggiungere in questi mesi mi ha convinto appunto a dedicarmi appunto soltanto al tiro a volo. Ci sto mettendo tanto impegno per seguire regolarmente gli allenamenti e anche tanta forza di volontà. Devo dire che il tiro a volo mi ha anche permesso di fare tante nuove amicizie sia al Concaverde, dove sono tesserata e dove svolgo gli allenamenti, che in giro per l’Italia.”

Con un incremento qualitativo che si manifesta quasi a vista d’occhio gara dopo gara, Ambra Filippini non trascura però di gettare uno sguardo lucido al proprio futuro percorso agonistico.

“Ho capito che nella finale a un colpo riesco a dare il mio meglio e infatti sono davvero molto soddisfatta dei risultati delle finali di Umbriaverde e di Cieli Aperti. La finale è la parte della gara che preferisco perché comunque è il momento in cui, se appunto la finale va bene, ti rendi conto che ce l’hai fatta e che dando tutta te stessa puoi raggiungere il miglior risultato possibile. Oggi mi dedico totalmente al tiro a volo, ma sono comunque molto grata al nuoto artistico perché è proprio quello sport, che ho praticato per cinque anni, che mi ha insegnato il comportamento che devo assumere in gara, ma anche l’entusiasmo che si deve avere quando si compete: perché nello sport non devi pensare soltanto a vincere, ma soprattutto devi rispettare tutte le avversarie e soprattutto devi rispettare te stessa e la disciplina che stai praticando.”

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Anche il debutto in pedana della quattordicenne Francesca Fadda risale appunto alle prime settimane del 2026 e quella decisione è maturata grazie alla passione per il tiro a volo che il babbo di Francesca, Federico Fadda, ha coltivato nelle stagioni più recenti.

“In realtà mi sono rivolto al tiro a volo abbastanza tardi, – spiega Federico Fadda che nella vita è uno stimato dottore commercialista di Alghero – perché ho iniziato soltanto sei anni fa, alle porte dei miei cinquant’anni di età, con il Compak. In quei primi anni di attività ho partecipato anche ad alcune gare in giro per l’Italia e a Foligno ho perfino totalizzato il mio record personale di 183/200 che, da inesperto quale mi consideravo, rappresentava anche un buon risultato. Ma il Compak in Sardegna aveva una diffusione limitata e allora mi sono rivolto alla Fossa Olimpica. Il tiro a volo era ed è una pratica utile per liberare la testa dagli impegni della professione e per riconquistare un animo sereno. Non ci sono mai state ambizioni agonistiche precise, ma semplicemente la volontà di dedicarsi ad una pratica sportiva divertente. Francesca ha iniziato a seguirmi in questa attività del tutto ludica e credo che abbia respirato l’aria giusta per maturare poi un suo interesse preciso per il tiro a volo. E quindi adesso: largo ai giovani!”

“Sì, – conferma Francesca Fadda – e sono anche molto contenta dei risultati che nel frattempo sono riuscita a raggiungere. In qualificazione, sia a Umbriaverde che a Cieli Aperti, sono riuscita a conseguire lo stesso punteggio di 61. Ma le gare non sono tutte uguali: a Umbriaverde, ad esempio, ho faticato all’inizio della gara perché mi ha assalito un po’ di ansia.”

“Quando abbiamo capito che Francesca era veramente interessata al tiro a volo – racconta Federico Fadda – abbiamo contattato Maurizio Dettori che è divenuto in breve l’istruttore di Francesca al Tav Sassari. Non credo che ci sia un allenatore migliore di lui per le primissime fasce di età. Maurizio è dotato di inesauribile pazienza e presta grande attenzione alle esigenze di ogni ragazza o di ogni ragazzo che sia appunto proprio alle prime armi. Naturalmente, in parte per le mie esigenze professionali, ma anche per gli impegni scolastici di Francesca, attualmente ci sono motivazioni varie che non permettono appunto a mia figlia di rispettare un allenamento particolarmente intenso. Ci limitiamo a due serie alla settimana e per far questo dobbiamo sfruttare i ritagli di tempo. Ma Francesca è tenacemente interessata a progredire e infatti pensa già ai prossimi impegni importanti: il Criterium a Lonato e il Campionato italiano di Roma.”

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Anche per Linda Pozzi la scintilla che ha fatto scaturire l’interesse per la Fossa Olimpica ha origine in famiglia.

“In casa il mio papà parlava spesso del tiro a volo – racconta la giovane atleta di Magreglio che milita sotto le insegne del Tav Belvedere di Uboldo – e un giorno mi sono svegliata con la curiosità e ho deciso di affrontare la mia prima lezione di Fossa Universale. Il tiro a volo mi è piaciuto subito: mi ispirava. E a quel punto ho deciso di seguire delle lezioni regolari: stiamo parlando dello scorso aprile. La prima volta che ho sparato a Uboldo non ho fatto neppure una pedana intera: avrò affrontato 15 piattelli. Però me lo ricordo benissimo quel primo piattello colpito: mi si sono illuminati gli occhi.”

I trascorsi tiravolistici nella famiglia di Linda Pozzi sono solidi e perfino di tradizione: Riccardo Pozzi, il papà di Linda, più di venti anni fa è stato a sua volta uno Junior di belle speranze che si dedicava al Double Trap con grande passione. Poi: una lunga interruzione nell’attività e infine il ritorno al tiro a volo, in tempi recenti, in concomitanza con l’esplosione del grande interesse per il tiro a volo da parte di Linda.

“In realtà il primo contatto di Linda con il tiro a volo – racconta Riccardo Pozzi – è avvenuto in una pedana di Trap Americano a Uboldo. Renato Butti in quell’occasione è stato molto accurato. Mi disse: per diventare il suo istruttore, voglio vedere come si comporta la ragazza nei confronti del bersaglio per capire come iniziare le lezioni. Poi, in breve, siamo partiti con le lezioni e abbiamo proseguito con piccole gare: Linda mi ha seguito e ha iniziato a acquisire familiarità anche con l’evento-gara proprio in queste situazioni senza troppa solennità.”

Per la giovane atleta comasca il Gran Premio del Settore Giovanile a Cieli Aperti è stato il debutto agonistico ufficiale.

“Sì, è stata in assoluto la mia prima gara – spiega Linda Pozzi – e in quella gara, precisamente nella terza serie, ho stabilito anche quello che attualmente è il mio record: 16/25. Non mi aspettavo neppure di riuscire a fare quel risultato perché nella serie precedente avevo anzi fatto un punteggio molto basso. Fra l’altro Renato Butti aveva introdotto la lezione sulla seconda canna appena una settimana prima del Gran Premio. Renato però è molto preciso, è un maestro che sistema con cura anche i più piccoli dettagli.”

“In questa mia prima gara – dice ancora Linda Pozzi – non posso dire di aver trovato difficoltà su un campo oppure su un altro. Semmai a limitare la mia prova è stata l’ansia forte che mi ha assalito dal momento che quella era appunto la mia prima gara. So bene che sono stata molto irregolare nei punteggi. La settimana successiva, sempre a Cieli Aperti, ho affrontato la prova del Campionato regionale del Settore Giovanile della Lombardia e in quel caso invece sono riuscita a rispettare un po’ di più una linea di regolarità: 9 e 12 nelle due serie di programma e poi ancora 9 nella serie a un colpo valida per la qualificazione al Trofeo Coni. Mi ha meravigliato anche il punteggio di quella serie a un colpo, perché in gara utilizzo molto la seconda canna. Nel 12/25 della seconda serie, ad esempio, ho mandato a segno otto seconde canne. Quindi, essere riuscita a totalizzare 9 utilizzando soltanto la prima canna è un gran risultato. Ma ho detto a Renato Butti e a papà che voglio già mettermi al lavoro per le prossime gare: il Criterium del 2 agosto e poi il Campionato italiano mi attendono.”