Giovanissimevolmente d’inverno: Davide Rossi e Thomas Torzoni

Il piemontese nell’Universale e l’umbro nel Trap sono due diciassettenni in rapida ascesa: ecco la loro storia sportiva e le loro aspirazioni

(di Massimiliano Naldoni)

Per Davide Antonio Rossi questo mese di gennaio sta rappresentando certamente l’esordio di una stagione agonistica diversa dalle precedenti, perché nel giro di qualche settimana il diciassettenne atleta cuneese di Sanfrè (nell’immagine di copertina ritratto al Campionato italiano del Settore Giovanile del 2025) si troverà entusiasticamente catapultato a rappresentare l’Italia under 20 al Campionato del mondo di Fossa Universale di Melbourne. Definire passi da gigante quelli che l’Allievo piemontese ha impresso nel terreno del tiro a volo in questi ultimi dodici mesi non è un’esagerazione, perché Davide Rossi si è avvicinato alla cinque macchine soltanto in occasione del Campionato italiano invernale del 2025.

“Sì, avevo iniziato a praticare il tiro a volo nel febbraio 2023 e da allora avevo sempre sparato all’Olimpica. La scoperta dell’Universale è avvenuta a Racconigi: ho fatto qualche serie di allenamento e poi qualche gara. La prima vera competizione è stata però il Campionato italiano invernale al Tav Belvedere un anno fa: sono arrivato terzo e mi sono reso conto che era una disciplina attraente e ho deciso di proseguire con altre gare. Allo stato attuale, se mi si chiede il grado di preferenza tra l’Olimpica e l’Universale, rispondo: 50 e 50. L’Universale mi attrae, certo, ma la Fossa Olimpica è comunque la disciplina che è sempre stata presente nella mia attività di pedana di questi tre anni. La partecipazione al Mondiale di Universale mi responsabilizza e mi offre anche delle opportunità. Spero di fornire una buona prova anche in funzione della crescita nella Fossa Olimpica. Vediamo come andrà il Mondiale: dal responso di quello potrebbero anche scaturire decisioni che adesso non sono prevedibili.”

Il grande interesse per il tiro a volo non è l’unica passione sportiva di Davide Rossi: l’atleta piemontese, che taglierà il traguardo dei 18 anni il prossimo 1° marzo e frequenta il quarto anno dell’Istituto agrario, ha praticato il nuoto dai quattro ai tredici anni di età.

“Con il nuoto mi sono preso una pausa, – spiega Davide Rossi – perché agonisticamente non stavo ottenendo i risultati sperati e dopo un paio di anni di stop ho iniziato il tiro a volo. Il nuoto è ancora uno sport che amo, ma a livello agonistico l’ho certamente lasciato definitivamente. Seguo anche il calcio: sono tifoso dell’Inter. Cinque o sei volte all’anno vado anche a San Siro a sostenere la mia squadra: proprio lo scorso 4 gennaio ho assistito a Inter – Bologna. In effetti il calcio mi appassiona fin da piccolo: infatti giocavo nella squadra di Sanfré. Mi dicevano però che ero poco coordinato nei movimenti. Invece, curiosamente, nel tiro a volo sono molto coordinato.”

“La qualificazione al Mondiale di Fossa Universale – racconta ancora Davide Rossi – è stata una grande emozione e spero davvero che potrà essere anche una bella esperienza. Nello scorso autunno sono arrivato alla gara conclusiva delle prove di qualificazione a Ponso senza grandi aspettative. Ma tranquillo, concentrato, consapevole delle mie possibilità perché era un periodo che stavo sparando molto bene. D’altronde a Fagnano, alla prima prova di qualificazione, ero arrivato secondo e alla prova di Lonato: terzo. Certamente alla prova finale di Ponso nel secondo giorno le emozioni si sono fatte sentire, però ho anche fatto un 25 all’ultima serie. Sicuramente è stato un bene che non fossi in gara con il preciso obiettivo della qualificazione, perché in quel modo sono riuscito ad esprimermi al meglio. Prima di partecipare alla qualificazione non avrei davvero mai immaginato di poter conseguire un risultato di quel genere.”

“Con la qualificazione al Mondiale – conferma Davide Rossi – è naturalmente cambiato anche il programma di preparazione di questi mesi invernali. Mi sono ovviamente dedicato di più alla Fossa Universale. Prima non svolgevo un allenamento fisso nell’Universale: capitava che mi allenassi magari il giorno che precedeva una gara a cui avrei partecipato. Invece ormai da qualche tempo faccio due o tre sedute settimanali. D’inverno non sparo mai tantissimo e infatti sto comunque rispettando una media leggera di allenamento, ma è una media costante e regolare. Ho partecipato alla prima prova dell’invernale di Universale in Piemonte e sono consapevole che, dopo un paio di settimane di vero e proprio stop al termine di un anno lungo e faticoso, si è trattato di una prova al di sotto dei miei standard. Quella è stata una giornata un po’ storta anche per effetto del meteo e per il vento: poteva andare certamente meglio, ma in questa partenza a freddo non potevo fare di più. Ma d’altronde a Melbourne sarà estate e spero davvero che sarà tutta un’altra storia!”

Anche Thomas Torzoni ha ben utilizzato l’esordio del Campionato invernale di Fossa Olimpica dell’Umbria per mettersi in luce. Il diciassettenne di Valfabbrica, che taglierà il traguardo dei diciotto anni il prossimo 2 luglio, è stato autore di un 47/50 nel primo round del circuito e quel punteggio è risultato uno dei migliori di quel test.

Thomas Torzoni al Campionato italiano del Settore Giovanile del settembre 2025

“Non mi aspettavo neppure di fare un punteggio del genere, – spiega l’atleta perugino – perché in allenamento recentemente ho rispettato una media un po più bassa. Ma nelle gare mi concentro di più oppure magari semplicemente presto maggiore attenzione ai dettagli: me lo dice sempre anche il mio allenatore Alberto Bartoli. Ed è proprio grazie ad Alberto che ho fatto questo bel risultato nella prima gara dell’inverno 2026: è lui che sa spiegarmi perfettamente dove sbaglio e quando sbaglio. Ho partecipato anche al barrage finale che in Umbria segue sempre le prove dell’invernale e mi sono trovato perfino in corsa per vincere: ho sbagliato l’ultimo piattello, altrimenti sarei andato a pari merito con Valentino Curti. Rispetto ad un atleta come Valentino mi sento alle prime armi e so che in quel piattello decisivo ho strappato per la tensione. Ma la gara resta comunque il momento in cui trovo la massima concentrazione.”

C’è sicuramente un 2026 tutto da costruire per Thomas Torzoni, ma l’anno appena iniziato segue una stagione che all’atleta umbro ha attribuito già notevoli soddisfazioni.

“Al Gran Premio del Settore di Gioia del Colle sono arrivato quinto, a Todi sesto, a Cieli Aperti quinto, al Campionato italiano di Montecatini quarto. Posso dire che il 2025 è stata una stagione abbastanza buona: è mancato semmai quel piattello che ti fa andare a podio e a volte ti permette anche di vincere. Nel 2026 sono Junior, quindi c’è da lavorare un po’ più duramente. C’è da fare attenzione ancora di più ai dettagli per non perdere quel piattello che appunto l’anno scorso in alcuni casi mi ha impedito di raggiungere il podio. L’obiettivo di questa stagione è quello di fare almeno una finale da Junior. In questo primo anno da Junior però non credo che farò tutte le gare sia nei Gran Premi del Settore che nei Fitav di Eccellenza. Voglio tastare il terreno in vista di un impegno più assiduo nella prossima stagione. Nello sport si deve procedere sempre con costanza e pazienza.”

Foto di copertina: Clikkami