Giovanissimevolmente d’inverno: Michele Rocchi e Maria Iovinella

Il diciottenne mantovano e la diciassettenne perugina sono già in evidenza nei circuiti invernali di Fossa Olimpica delle rispettive aree e guardano con fiducia all’agonismo nazionale del 2026

(di Massimiliano Naldoni)

L’attività tiravolistica regionale dell’inverno 2026 sta esaltando in tutta la penisola un folto gruppo di talenti del Settore Giovanile che la passata stagione, in varie forme, aveva già collocato sotto i riflettori. Il circuito lombardo della Fossa Olimpica ha permesso ad esempio a Michele Rocchi (nell’immagine di copertina) di esprimersi al meglio nei primi due appuntamenti: il diciottenne di Castiglione delle Stiviere, che milita nella qualifica degli Allievi, con un doppio 44/50 ha collezionato due preziosi secondi posti di gran pregio perché nel caso del primo test sulle pedane del Concaverde l’atleta mantovano del Trap Pezzaioli è stato superato soltanto dal campione europeo Francesco Tanfoglio e in occasione del confronto a Cieli Aperti il vincitore rispondeva nientemeno che al nome di Luca Gerri.

“Il 2025 – spiega Michele Rocchi – è stato un anno in cui mi sono dedicato soprattutto a imparare: si è trattato di una fase della mia attività che ho voluto dedicare a trovare la quadra per la stagione successiva che è appunto questa appena iniziata. Dalla fine dello scorso anno mi sto allenando con Emilio Poli con cui abbiamo esaminato tutta la scorsa stagione e con cui sto programmando appunto il 2026. Queste gare dell’inverno sono un test importante che anche Emilio sta considerando con molta attenzione. L’obiettivo di questa nuova stagione è certamente il passaggio alla qualifica Junior. In senso più tecnico il traguardo è l’ingresso in finale nelle gare del Settore, magari anche l’accesso al podio, ma quello che conta di più adesso è soprattutto il consolidamento della media in allenamento e in gara. In questo senso il 2025 era stato altalenante e il Campionato italiano dello scorso settembre aveva rappresentato proprio l’esempio di quella situazione: c’era stato un bel 24 alla quinta serie, ma c’erano anche dei 19. È proprio quella vistosa differenza tra un risultato e un altro che con Emilio Poli stiamo cercando di eliminare.”

Fino ad un anno fa l’interesse sportivo principale di Michele Rocchi era il basket che l’atleta di Castiglione delle Stiviere aveva iniziato a praticare addirittura all’età di otto anni. Ma poi, in maniera anche casuale, all’orizzonte si è stagliato il tiro a volo.

“Sono stati i nonni di Campobasso e alcuni cugini che mi hanno trasmesso la passione. Un giorno ho assistito a una gara di tiro a volo in un impianto del Molise, il Tav Pietro Varriano, e sono rimasto subito favorevolmente colpito. Mi sono consultato con i miei genitori per andare in un campo di tiro nella zona di Castiglione. Curiosamente era il momento in cui era stato attivato il Progetto Care nella mia scuola: l’istituto Cerebotani di Lonato. Era davvero una bella opportunità che era impossibile non cogliere perché quella iniziativa mi ha permesso di avvicinarmi direttamente al tiro a volo. Successivamente mi sono messo in contatto con il Concaverde e ho iniziato a frequentare le lezioni di Zdenka Ratek. Anche Sara Fanciullacci è stata di grande aiuto in tutta questa prima fase dell’approccio al tiro a volo e adesso, grazie al prezioso contributo tecnico di un campione come Emilio Poli, mi sento in grado di provare a fare il grande salto.”

Ma il Campionato invernale di Fossa Olimpica ha consegnato segnali importanti anche a Maria Iovinella: diciassettenne umbra che nel 2026 affronta la sua seconda stagione da Junior sotto le insegne della Marina Militare. Nella prima prova del circuito dell’Umbria l’atleta di Castiglione del Lago ha totalizzato 46/50, ma in altri test agonistici condotti sulle pedane di Cascata delle Marmore l’allieva di Daniele Lucidi si è prodotta anche in un 50/50 e in numerosi altri punteggi di rilievo.

“Sì, – conferma Maria Iovinella – le prime gare dell’anno hanno preso una bella piega, poi magari, d’accordo, ci sono alti e bassi in allenamento, ma la partenza effettivamente è incoraggiante.”

“Affronto questo nuovo anno dopo che il 2025 ha rappresentato una grande stagione: sono salita molte volte sul podio e ho collezionato il mio record personale di 115 al Campionato interforze. Quindi di risultati buoni portati a casa ce ne sono stati! È stata una stagione intensa: molte gare e in parallelo lo studio. Il 2025 è stato anche l’anno in cui ho gareggiato per la prima volta ai Gran Premi di Eccellenza con piattelli ovviamente più difficili rispetto alle gare del Settore. In quel caso è stato un po’ come lasciare il nido e provare a spiccare il volo.”

“Nel 2026 vorrei cercare di alzare l’asticella, ma sono consapevole che occorre fare un passo alla volta. Ho già evidenziato sul calendario le gare più importanti a cui voglio partecipare e in quelle gare, ad esempio i Gran Premi di Eccellenza, cercherò di dare il massimo e di raggiungere una media alta e stabile. Perché un conto è stazionare sul 100 o superarlo di poco, un altro invece riuscire a collocarsi sempre intorno al 115. L’ambizione è quella: ottenere la regolarità e la costanza in gara. E infatti le sedute di allenamento dell’inverno le ho già utilizzate per perfezionarmi e se possibile anche per andare a ritoccare quel record che ho stabilito nella scorsa stagione.”

“Con Daniele Lucidi in allenamento effettuo delle serie intere, – spiega Maria Iovinella – ma abbiamo inaugurato anche l’abitudine delle cosiddette serie alternate in cui sparo un piattello con due colpi e il successivo con un colpo. E procediamo così, con questa alternanza, per l’intera serie proprio per compiere un allenamento che in effetti serve molto in vista delle finali. È un metodo che avevamo anche già sperimentato, però adesso lo stiamo utilizzando più massicciamente perché mi permette di capire come in realtà il colpo solo non sia così penalizzante come di solito si immagina. Specialmente ai tiratori bravi capita di fare una serie magari con appena una o due seconde canne, quindi da questo si capisce facilmente che la seconda canna spesso è alla fine soltanto un salvagente che non usi quasi mai. È molto stimolante come allenamento e sento che già in questi primi mesi della stagione 2026 potrà davvero permettermi di raggiungere risultati importanti.”